Gli spaghetti di soia con verdure e gamberi sono un primo piatto ricco di sapori ideale per dare alla vostra tavola un tocco di oriente con semplicità.
Questo primo piatto si presenta come un trionfo di colori oltre che di sapori, proprio come vuole la tradizione culinaria orientale: anche l’estetica del piatto ha la sua importanza oltre al gusto e al sapore, per portare sulla tavola un cibo perfetto sotto ogni aspetto.
Gli spaghetti di soia sono adatti per le diete ipocaloriche, per chi soffre di intolleranze alimentari e per le diete prive di glutine.
Per dare sapidità al piatto è sufficiente la salsa di soia (in commercio si trova anche quella senza glutine) che ha grandi proprietà benefiche perché è ricca di proteine vegetali, mentre lo zenzero pungente e aromatico insaporirà gli spaghetti.
Gli spaghetti di soia con verdure e gamberi sono un primo piatto gettonassimo nei ristoranti etnici, tutto sommato facile da riprodurre anche a casa.
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Ingredienti e preparazione
Per preparare gli spaghetti di soia con gamberi e verdure, segui questi passaggi:
- Lava gli asparagi, elimina la parte finale del gambo, quella più dura e pelali aiutandoti con un pela-asparagi o un coltellino.
- Legali con uno spago da cucina e lessali in acqua leggermente salata per 8-10 minuti, lasciando le punte fuori dall’acqua, le quali si cuoceranno col vapore.
- Se infilzando le punte con una forchetta risulteranno morbide, potrai scolarli.
- Procedi quindi con le altre verdure.
- Riduci il cipollotto a listarelle; sbuccia lo zenzero e taglialo a tocchetti; elimina il picciolo e i semi delle due metà dei peperoni e tagliale a bastoncini.
- Sguscia i gamberi: puoi utilizzare quelli già precotti o quelli freschi.
- Prepara la base del soffritto: versa l’olio di semi di girasole in una padella wok o padella antiaderente dai bordi alti e fallo scaldare per un minuto.
- Metti i due spicchi d’aglio schiacciati o interi, aggiungi lo zenzero a tocchettini e il cipollotto ridotto a listarelle.
- Aggiungi a questo punto i bastoncini di peperoni rosolandoli a fuoco alto per due minuti, così da mantenere la loro croccantezza.
- Bagna ora le verdure con il succo dell'arancia spremuta e lascia cuocere per circa due minuti.
- Se le verdure dovessero asciugarsi troppo, versa circa due bicchieri di brodo vegetale, oppure del fumetto di pesce.
- Adagia i gamberi precedentemente sgusciati e fai cuocere per massimo un minuto, se i gamberi che hai scelto son già precotti.
- In una pentola porta ad ebollizione l’acqua e lessa gli spaghetti di soia per due minuti massimo con il coperchio, o seguendo le istruzione riportate sulle confezioni.
- Unisci gli spaghetti di soia scolati direttamente alla padella wok.
- Concludi mescolando e regolando di salsa di soia a tuo piacere.
Consigli utili
Il segreto per fare in modo che gli spaghetti di soia non si incollino tra loro è tenerli molto umidi: se vedi che si asciugano troppo, aggiungi acqua o altra salsa di soia, stando sempre attenti alla sapidità.
Gli spaghetti di soia con gamberi e verdure si gustano caldi, appena preparati, per apprezzarne al meglio la consistenza e il sapore.
Noi li abbiamo impiattati e serviti così come sono, ma se vogliamo aggiungere un effetto un po’ più scenografico possiamo guarnire con del cipollotto fresco tritato, dello zenzero o dei semi di sesamo tostati.
Per questa preparazione puoi sostituire o aggiungere a tuo piacere le verdure che più ti piacciono. Tenete sempre conto di non cuocerle tanto, perderebbero la loro croccantezza.
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In questa ricetta non si è utilizzato di proposito né sale, né pepe, per la presenza della salsa di soia che dona sapidità.
Il wok è una padella dai bordi alti e fondo concavo, uno strumento molto versatile e utilizzato nella cucina orientale.
Conservazione
Gli spaghetti di soia con gamberi e verdure possono essere conservati in frigorifero una volta cotti per 1-2 giorni, in un recipiente ermetico o coperti da pellicola trasparente.
Variante: spaghetti di soia con funghi e gamberi
Per realizzare la ricetta degli spaghetti di soia con funghi e gamberi innanzitutto fai rinvenire i funghi per 20 minuti in acqua tiepida, cambiandola due volte. Sciacquali, scolali, strizzali e tagliali a filetti sottili.
Sguscia i gamberi, incidi il dorso e sfila il tubicino nero. Lava e monda la lattuga, asciugata perfettamente e tagliala a listerelle. Lava e monda anche le carote.
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Affetta non troppo sottilmente la cipolla e le carote, e falle appassire con l'olio per 8 minuti. Unisci i funghi e la lattuga e prosegui la cottura per 10 minuti.
Bagna con il brodo e fai sobbollire 5 minuti. Aggiungi i gamberi, sala, pepa e fai cuocere per altri 8 minuti.
Intanto immergi gli spaghetti in acqua tiepida per qualche minuto. Scolali, uniscili ai funghi e gamberi e falli cuocere per 5 minuti.
La soia: benefici e precauzioni
La soia e tutti gli alimenti da essa derivati hanno conosciuto negli anni una fortuna alterna: dapprima considerati panacea di tutti i mali, specialmente grazie al particolare apporto proteico che li rendeva ideali sostituti della carne, hanno subìto successivamente un contraccolpo facendo sorgere un dibattito acceso tra chi ne promuoveva l’uso (e l’abuso) e chi invece accusava tali alimenti di essere responsabili dell’insorgenza di alcune patologie.
Rispetto agli altri legumi, la soia contiene più proteine, più grassi tra quelli convenzionalmente noti come “buoni” e non è responsabile del gonfiore addominale. Inoltre, è ricca di ferro, vitamine, fibre, calcio e fosforo.
La soia viene anche utilizzata moltissimo a livello industriale. La lecitina di soia viene ampiamente usata in tanti settori anche non alimentari: cosmetico, farmaceutico, salutistico, chimico, ittico e zootecnico.
La soia contiene fino a 100 diversi tipi di fitoestrogeni (tra cui i più importanti sono gli isoflavoni), sostanze vegetali con una struttura chimica simile agli estrogeni femminili.
Soia e cancro al seno
Molte persone si sono chieste dunque se la soia faccia male in presenza di un tumore al seno già diagnosticato. Questo è un aspetto che bisogna sottolineare e su cui torneremo: già diagnosticato.
Riguardo al consumo di soia da parte di donne col cancro al seno si è diffuso il timore che i fitoestrogeni possano stimolare la proliferazione di cellule tumorali residue (quindi parliamo di un cancro al seno già conclamato e diagnosticato, non della fase preventiva) o ostacolare l’azione dei farmaci ormonali.
L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha espresso prudenza: in realtà, sostiene, non ci sono ancora studi definitivi e il mondo della ricerca è ancora diviso.
“Il consumo di soia e altri alimenti contenenti fitoestrogeni non è controindicato per nessuno, anche se in caso di una precedente diagnosi di tumore è meglio far riferimento al proprio oncologo per capire cosa portare a tavola”. Prudenza, dunque.
D’altra parte, il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro in uno studio sulla sopravvivenza al tumore al seno (2014) ha dichiarato che un peso corporeo equilibrato, l’attività fisica, il consumo di fibre e il consumo di cibi contenenti soia migliorano la sopravvivenza dopo il cancro al seno.
Cosa dice la Fondazione Umberto Veronesi sulla soia?
Anche la Fondazione Umberto Veronesi ha risposto alla questione, attraverso Elena Dogliotti, nutrizionista e divulgatrice scientifica.
La dottoressa ha sottolineato in più di un’occasione l’importanza delle quantità: ci sono molti studi secondo cui un consumo moderato di fitoestrogeni (inferiore a 100 mg/die) addirittura proteggerebbe dal rischio di recidive e non interferirebbe con la terapia ormonale.
Tuttavia, sempre a titolo precauzionale, la nutrizionista specifica: “in attesa che ulteriori studi chiariscano la relazione tra tumore al seno e fitoestrogeni, le donne che hanno già avuto una diagnosi di tumore al seno dovrebbero consumare con molta moderazione i cibi che contengono questi ormoni”. Moderazione non vuol dire eliminare la soia a prescindere.
E, ribadiamolo, queste precauzioni devono essere prese da coloro che hanno già avuto una diagnosi di cancro al seno.
Soia e altre patologie
Il mondo della medicina afferma che non ci siano, attualmente, evidenze scientifiche basate su studi affidabili che dimostrino una correlazione tra il consumo di soia e malattie riguardanti il fegato.
Per quanto riguarda la tiroide, anche in questo caso non ci sono evidenze sul fatto che consumare soia possa portare a danni al suo funzionamento. Per chi invece soffre di ipotiroidismo, potrebbe esserci un’ interferenza nell’assorbimento dei farmaci che si assumono (tiroxina); tuttavia ciò non riguarda solo la soia, ma anche la fibra in generale o il latte.
Produzione di soia e sostenibilità
Come tutti saprete, poi, c’è la questione green che riguarda la produzione di soia. In seguito a questo slancio, è nata la Rete svizzera per la soia: cofondata insieme al WWF Svizzera, garantisce che la quota di soia importata, proveniente da produzione responsabile e da colture non geneticamente modificate e destinata all’alimentazione degli animali da reddito nel nostro Paese, sia superiore al 95 per cento.
A livello politico, il WWF si adopera affinché le fonti di cibo per gli animali siano varie.
Conclusioni sulla soia
In conclusione, abbiamo capito che, come spesso accade, sono due le parole chiave di tutta la faccenda: quantità e qualità.
In un regime dietetico consapevole, controllato, vario, ricco di frutta e verdura, consumare ogni tanto un piatto a base di soia (ecosostenibile e certificata) è assolutamente consigliabile poiché il consumo di queste proteine, insieme ad una dieta a ridotto contenuto di grassi saturi e colesterolo, può ridurre effettivamente il rischio di malattie cardiovascolari.
Inoltre, la salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi a cui si aggiunge acqua e sale, a causa del suo sapore intenso e sapido, può sostituire tranquillamente il sale per condire insalate, verdure, riso, con un grosso vantaggio per la pressione arteriosa.
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