La spongada è una deliziosa focaccia dolce, tipica della Val Camonica, tradizionalmente preparata per Pasqua, ma apprezzata tutto l'anno. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione, rendendo la preparazione un vero e proprio atto d'amore per le proprie tradizioni.
Origini e Tradizioni
La spongada si prepara in tutta la Valcamonica, con leggere variazioni tra i paesi, principalmente nell'uso dello zucchero spolverato sopra: a velo, semolato o a granelli. Le donne preparavano grandi quantità di impasto che cuocevano nel forno a legna del fornaio di fiducia, che in cambio tratteneva una parte delle pagnotte. Veniva poi servita in accompagnamento al pranzo pasquale, gustata sia con il salame che con lo zabaione.
Una cosa accomuna la mia nuova regione alla mia regione d’origine: la povertà degli ingredienti dei suoi piatti tradizionali. Tuttavia, la qualità di questi è così eccellente che basta davvero poco per fare piatti meravigliosi.
Mangiare spongada e salame fa parte della tradizione. La sua consistenza “compatta” nonostante il generoso quantitativo di lievito e il suo profumo di burro la rendono assolutamente perfetta da accompagnare a cibi salati. Certo può essere assimilata ad un pane dolce, ma non è così dolce… soprattutto se si evita di spolverare con lo zucchero a velo.
Ingredienti di Qualità
A fare la differenza nella Spongada del Prestello sono le materie prime: si utilizza la farina di piccoli agricoltori di montagna, le uova da piccoli allevamenti sono l’ingrediente principale dell’impasto, il burro è di piccoli agricoltori locali. La Spongada del Prestello è un dolce unico e autentico che viene preparato con ingredienti di primissima scelta e con la stessa passione e maestria dei tempi passati.
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Ricetta Base
Ecco la ricetta riconosciuta nella De.Co. per preparare la spongada:
- Mettere insieme tutti gli ingredienti dell’impasto, lavorarli bene e infine aggiungere il lievito.
- Lavorare insieme le uova, lo zucchero, il burro, il lievito, il sale, la vanillina. A questo composto aggiungere l’impasto precedente che dovrà avere nel frattempo ben lievitato.
- Aggiungere poi la farina fino a ottenere un impasto piuttosto tenero. Quest’ultima lavorazione dovrà durare almeno un’ora.
- Mettere il tutto in un recipiente non metallico e lasciare lievitare per qualche ora.
- Quando tutto sarà ben lievitato, tagliare dei pezzi del peso di 150 grammi fare una palla poggiandola su assi di legno.
- Lasciarle lievitare fino a che saranno quasi il doppio del volume originale in ambiente caldo.
- Togliere dall’ambiente caldo e portarle in ambiente freddo per almeno un’ora.
- Tagliare nel mezzo ogni “Spongada” con taglio quasi totale.
- Le “Spongade” sono così pronte da mettere nel forno.
- Cuocere in forno a 180 gradi per circa 20 o 25 minuti, senza però aprire il forno.
Varianti e Consigli
Le focacce si possono ricoprire in vari modi: albume montato a neve e zucchero, latte e sopra zucchero, o un filo di marmellata e granella di zucchero. Io ne ho spennellate una parte con latte e zucchero e un'altra parte con marmellata di mirtilli (per me Fiordifrutta Rigoni di Asiago) e granella di zucchero.
La Spongada del Prestello segue la ricetta tradizionale, l’unica variante è l’utilizzo dello zucchero di canna Mascovado.
Trascorse le 18 ore potete finalmente preparare i panetti delle focacce. Io li faccio più o meno grandi quanto delle palle di neve.
Le donne preparavano grandissime quantità di impasto che cuocevano nel forno a legna del fornaio di fiducia, che in cambio tratteneva una parte delle pagnotte.
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Inforna e cuoci per circa 20 minuti finché non sono brunite.
Inoltre si conservano benissimo in congelatore e si riscaldano in forno davvero velocemente… quindi è un altro ottimo motivo per prepararne tante!
Abbinamenti Consigliati
Tradizionalmente, la spongada si abbina al salame. Per sostenere una spongada dolce non dolce con un salame magro ma davvero aromatico ho scelto un vino spumante metodo classico di una zona completamente diversa, per un motivo preciso.
Il salame di Monte Isola è un salame un po’ diverso dal classico salame fatto con carne macinata perché viene fatto rigorosamente con la carne tagliata a punta di coltello e senza aggiunta di grasso, di suini nati e allevati in Italia con una filiera garantita.
D’Araprì produce ottimi spumanti metodo classico a San Severo di Puglia. Un clima e una terra opposti a quelli della Franciacorta che da un vino con una struttura importante senza rinunciare alla componente acida, ma caratterizzato da grandissima sapidità e un naso di confettura di fragole, pane tostato ed erbe aromatiche davvero unico.
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Lo spumante metodo classico d’Araprì con il suo stupendo colore buccia di cipolla, il suo perlage numerosissimo, fine e davvero persistente, la sua bollicina croccante e questa sapidità lunghissima mi è davvero piaciuto.
Nasce da vigneti di Pinot Nero e Montepulciano allevati a spalliera nei terreni argilloso- calcarei della Contrada di Monsignore e della Contrada Baiocco, in leggero pendio. Le uve vengono raccolte manualmente tra la fine di agosto (Pinot Nero) e la fine di settembre (Montepulciano) con una resa di circa 90 quintali per ettaro. Dopo la vinificazione riposa per 24 mesi sui lieviti nell’antica Cantina dell’azienda d’Araprì. I sotterranei, risalenti al 1600, si estendono per circa 1000 mq nel centro storico a ridosso della Chiesa di San Nicola e abbracciano palazzi storici e lembi delle antiche mura del 1200.
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