JappoRomano: Quando la Cucina Romana Incontra il Sushi a Roma

Roma offre una varietà incredibile di esperienze culinarie, dai locali tradizionali ai ristoranti internazionali. Tra le ultime tendenze gastronomiche nella capitale, spicca un locale che fonde la tradizione romana con l'arte giapponese: "JappoRomano".

Un'Esperienza Culinaria Unica

“JappoRomano” propone i classici romani rivisitati con un tocco orientale. In questo ristorante, i piatti tipici della cucina romana si trasformano in creazioni di sushi uniche nel loro genere. Vedere un roll con sopra del guanciale e del pecorino non è proprio una cosa da tutti i giorni.

I Classici Romani in Versione Sushi

In questo locale si possono assaggiare tutti i tipi di pasta della cucina romana sotto forma di roll: si possono ordinare roll di carbonara, amatriciana, cacio e pepe o vaccinara. La protagonista è indubbiamente la cucina romana, ma non mancano piatti tipici da tutta Italia.

La Filosofia di JappoRomano

JappoRomano è più di una semplice fusione tra l’oriente e l’occidente. È un nuovo modo di interpretare la classica cucina mediterranea e romana, stravolgendone l’aspetto e le forme, ma mantenendo intatti il gusto e gli ingredienti della tradizione. Il locale offre piatti creativi di sushi e di cucina fusion italiana serviti in un ristorante moderno con tavoli all’aperto.

L'idea è di offrire in una sola serata un panorama gastronomico italiano e giapponese, tutto in un solo boccone. Nel menù si trovano le forme classiche Jappo, come Makiroll, Gyoza, Nigiri e Gunkan, tutti con un cuore un po’ Romano.

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I Creatori: Koji Nakai e Roberto Salvati

Koji Nakai e Roberto Salvati sono gli artefici di questo nuovo progetto, un piccolo angolo di Giappone che convince con ricette tipiche del Sol Levante, etichette di Sakè e un’atmosfera immersiva.

I due proprietari si sono già fatti apprezzare nella Capitale per il loro percorso: il primo per la sua avventura da Nakai (e diverse consulenze sempre a Roma) il secondo perché da anni nel quartiere Ostiense predica un’ottima cucina giapponese con Sakana Sushi.

Ie Koji: L'Altra Insegna di Koji Nakai e Roberto Salvati

Su questi presupposti si articola infatti la proposta culinaria di Ie Koji, la nuova insegna izakaya inaugurata in estate da Koji Nakai (chef) e Roberto Salvati. “Il concetto di questo ristorante è far sentire il cliente a casa, attraverso i piatti dei miei ricordi, quelli che mi cucinavo quando ero piccolo sia mia nonna che mia madre”, racconta lo chef originario di Kobe, che da Ie Koji ha costruito un menu incentrato proprio sulle ricette della sua famiglia: una cucina confortevole, così come l’atmosfera e l’arredamento del locale, affidato a Valeria Vecellio, interior designer romana premiata al David di Donatello 2024 per la sua scenografia nel film Rapito.

L'Atmosfera di Ie Koji

“Proprio per l'importanza della chiave intimista che richiedeva questo progetto ho scelto un taglio cinematografico che mantenesse intatta l'anima ricercata - spiega Valeria Vecellio -. Prendendo ispirazione dai tipici izakaya e dalle caratteristiche architettoniche degli interni giapponesi, abbiamo scelto di ricreare una scatola, quasi appunto una scenografia di interni che accoglie il cliente in un rosso vivo colorblock mitigato dalla verticalità degli inserti in legno naturale a scandire zone ed esperienze e dalle luci calde delle lanterne giapponesi. Il taglio scenografico è amplificato dai numerosi elementi decorativi giapponesi recuperati da uno dei proprietari tra Tokyo, Osaka e Kyoto”.

L’insegna è quindi tra le poche a Roma a proporre una cucina tradizionale giapponese, con una carta dove oltre al sashimi, trovano spazio preparazioni come ramen, katsu sando, frittata alla giapponese, la soba (ramen senza brodo) e un’interessante varietà di piatti vegetali a base di tofu, ingrediente preparato homemade da Koji Nakai.

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“Sono ancora pochi a Roma a proporre la vera cucina tradizionale nipponica. Ancora oggi quando si parla di ristorante giapponese, la maggior parte delle persone pensa immediatamente al sushi”, sottolinea lo chef. Anche la proposta enologica è interamente a base di sakè, con una decina di etichette presenti, così come la birra e i cocktail, 100% nipponici.

I Piatti da Provare

Si comincia con il piatto il benvenuto dello chef: melanzane e okra (verdura natia del continente africano) infarinate nel dashi e insaporite con il katsuobushi. Un piacevole inizio che fa ricordare al commensale che le note umami saranno centrali nell’esperienza. Invitante anche il Fresh tofu, fatto in casa con latte di soia e condito con una salsa di sesamo bianco, okra e togarashi, il peperoncino tipico giapponese.

Si prosegue con la Poteto sarada - ricetta della mamma di Nakai -, un’insalata di patate che sia nell’aspetto che nel gusto ricorda la classica insalata russa, servita con cetrioli, carote, bacon croccante e uovo sodo. Qui la partita si gioca tra la croccantezza del bacon e la dolcezza degli ingredienti: un viaggio in Oriente per il palato.

In un’izakaya non si può andar via senza assaggiare i gyoza, i classici ravioli giapponesi tra i trend culinari del momento. Nakai li propone sia con la carne di wagyu sia completamente vegetariani ripieni di verdure stufate, la cui attenta cottura alla griglia dona alla pasta un gradevole sentore affumicato.

In rapida sequenza assaggiamo anche la Nikuya gyu korokke - una crocchetta di patate con carne tritata di wagyu e salsa agrodolce - e il Katsu Sando con la wagyu, questa volta in versione “cotoletta” con topping di senape e cavolo rosso agrodolce. Due ricette che sottolineano come lo street food giapponese sia nelle corde dello chef.

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Finalmente il locale ha aperto anche a pranzo.

Il Menù di JappoRomano: Un Assaggio di Roma in Stile Giapponese

Ecco alcuni esempi delle specialità che si possono trovare nel menù di JappoRomano:

Gyoza

  • Tartufo e Sarciccia: Salsa al tartufo, salsiccia, ricotta di pecora, panna, tartufo fresco (8,50€)
  • Friarelli e Sarsiccia: Carta di riso, friarelli, salsiccia, aglio, olio EVO, peperoncino, panna e scamorza (8,50€)
  • Caponata all’Arancia: Zucchine, melanzane, sedano, sale, pepe, arancia, cipolla rossa (8,00€)
  • Coniglio alla Cacciatora: Coniglio, olio EVO, vino bianco, olive nere, rosmarino (8,00€)
  • Spuntature: Spuntature di maiale, pomodoro, cipolla, alloro, pecorino (8,50€)
  • Tortello: Mortadella, prosciutto di parma, lonza, grana padano, noce moscata (8,50€)

Makiroll

  • Cacio, Pepe e Pere: Primo sale al pepe, latte, pecorino, Grana Padano, pepe, pere Williams rosse e miele d'acacia (8,00€)
  • Carbonara: Uova, pepe, pecorino, guanciale, pancetta (7,50€)
  • Amatriciana: Olio EVO, pepe, pomodoro, guanciale, pecorino, pancetta (7,50€)
  • Vaccinara: Vitella, sedano, pinoli, uvetta, cacao, aglio, cipolla, carota, vino bianco (8,00€)
  • Supplì al telefono: Filetto di manzo, arista, salsiccia, sedano, carota, cipolla, pepe, olio EVO, vino rosso, bufala, uovo, pangrattato (7,50€)
  • Cacio e Pepe: Primo sale al pepe, latte, pecorino, grana padano e pepe (7,50€)

Nigiri

  • Lonza: Coppa di Parma, ricotta di pecora, miele, mandorle salate (4,50€)
  • Mortadella: Mortadella, stracciatella, pistacchio, riduzione di aceto balsamico (4,50€)
  • Risopatatecozze: Riso sushi, purè di patate homemade, cozze, prezzemolo, aglio e pangrattato s.g. (6,00€)
  • Cicoria ripassata: Cicoria, aglio, olio, peperoncino e grana (5,00€)

Gunkan

  • Fiore di zucca e alici: Fiori di zucca, stracciatella, alici*alla brace (7,00€)
  • Spaghetto ajo, ojo e peperoncino: Noodles home made, olio EVO, chips aglio, peperoncino, crema pecorino (7,00€)
  • Gricia: Guanciale, latte, pecorino, pepe (6,50€)
  • Scarola e Olive Taggiasche: Scarola ripassata all'aglio, olio e peperoncino, crema di stracchino alle olive taggiasche (7,00€)

Robatayaki

  • Tataki di manzo: Manzo, semi di zucca, barbecue al Jack Daniel’s (9,50€)
  • Chicken Yakitori Ja.ro.

Come Raggiungere JappoRomano

Il ristorante si trova in Via dei Platani 172, immerso nel quartiere di Centocelle. Per chi non dispone della macchina, è raggiungibile più o meno facilmente scendendo alla fermata “Mirti” della metro C.

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