Siracusa: Un Viaggio tra Storia, Cultura e Sapori

Per la serie itinerari di viaggio, ecco un itinerario di tre giorni a Siracusa, uno dei luoghi simbolo della Sicilia, da visitare almeno una volta nella vita. Per la sua storia, la sua posizione geografica, le sue bellezze, il suo cibo, Siracusa rientra, quindi, a pieno titolo, nei dieci luoghi imperdibili se si viene in Sicilia. I turisti la amano, soprattutto quelli stranieri, che restano incantati dal mare, dall’archeologia, da quell’aria di mistero che ancora si respira in questa città che fu cuore della Magna Grecia e una tra le più potenti e importanti del mar Mediterraneo.

Il Cuore Antico di Ortigia

Il centro storico dell’antica Ortigia, che dal 2005 è entrata a far parte del Patrimonio Unesco, ci ricorda che Siracusa fu patria di Archimede, a cui è dedicato un museo. Prendetevi un po’ di tempo per esplorare liberamente le strade di Ortigia. Sono molti i palazzi e le chiese visitabili. Da non perdere: il palazzo senatorio (Palazzo Vermexio), il palazzo Beneventano, la chiesa di Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo, dove si può ammirare una preziosa tela del Caravaggio: il seppellimento di Santa Lucia.

Il nucleo storico di Siracusa, la città di Ortigia, è tutto da scoprire. Il suo stile barocco, nelle strette vie che percorrono il quartiere attorno alla Piazza Duomo, si respira a ogni angolo. L’itinerario inizia da Ponte Umbertino che collega l’isola con la terraferma. Proseguendo verso Via dell’Apollonion sarà possibile ammirare i resti del Tempio di Apollo, il più antico tempio in pietra costruito dai Greci in occidente. Dopo una breve passeggiata tra i vicoli si arriverà a Piazza Duomo.

Piazza Duomo e Piazza Minerva

Piazza Duomo era il luogo in cui sorgeva l’antica acropoli greca. Oggi, i grandi palazzi in stile barocco che si affacciano su Piazza Duomo e Piazza Minerva sono una delle maggiori risorse per questa città siciliana, affascinante e bellissima, ma ancora alle prese con un turismo mordi e fuggi che andrebbe trasformato gradualmente in un turismo intelligente ed esperienziale.

L’antica storia di Siracusa che, come altre città della Sicilia, procede per stratificazioni temporali, si ritrova nella maestosa cattedrale della natività di Maria Santissima: il duomo di Siracusa, chiamato anche Tempio di Atena. In seguito, passò sotto il dominio degli Arabi, che la trasformarono in moschea. E fu ampliata dai re Normanni. L’attuale aspetto, caratterizzato dal giallo della sua pietra arenaria (come la gran parte degli edifici cittadini), si deve all’opera di Andrea Palma, intorno al 1750, che la trasformò in uno dei capolavori dello stile barocco siciliano.

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Il Teatro Greco e l'Area Archeologica della Neapolis

Il turismo culturale è la prima motivazione per chi sceglie Siracusa. Il suo maestoso Teatro greco è forse il monumento più noto e uno tra i teatri più importanti che ci sono rimasti di tutta la civiltà ellenistica.

L’Area archeologica della Neapolis di Siracusa è, assieme al centro storico di Ortigia, il luogo più visto e visitato di questa città. Qui, i protagonisti si chiamano Teatro Greco e Orecchio di Dioniso. L’altro fuoriclasse di questa zona archeologica è il maestoso Teatro Greco, ancora oggi utilizzato per le rappresentazioni nelle sere di primavera ed estate. Imponente la struttura della cavea, con 46 file di gradini, dove sedevano fino a 15 mila spettatori, collocati in base all’importanza sociale.

L’Orecchio di Dioniso è un’ampia grotta, alta più di venti metri, che potrebbe essere stata utilizzata come zona in cui era posizionato il coro, durante le rappresentazioni al teatro greco; ma anche come cava per l’estrazione delle pietre e come prigione. La leggenda narra che Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, spiasse i suoi nemici ascoltando le loro conversazioni grazie a un foro posto sulla sommità della grotta.

Il Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi"

Il Museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” (archeologo e direttore per oltre 40 anni) è uno dei più preziosi di tutto il Mediterraneo. Da non perdere, in particolare, la rotonda di Adelfia (opera del periodo romano, chiamata così perché fu ritrovata in un’area circolare nelle catacomba di San Giovanni). L’esposizione di quest’opera fu inaugurata a maggio 2014 nella sezione dedicata alle età cristiana e bizantina. E’ un sarcofago, una cassa in marmo, con scene a rilievo, in cui sono raffigurate scene dell’Antico Testamento.

Un’altra opera da non perdere è la Venere Anadiomene, chiamata la Venere Landolina (dal nome di Saverio Landolina Nava, l’archeologo che nel 1804 trovò la statua). Ancora, la ricca collezione di kouroi e koroi, statue rappresentanti giovani e giovanette risalenti ai secoli IV e V avanti Cristo; il Medagliere, una ricchissima collezione numismatica di maestri incisori greci. Nell’area ellenistica, anche la statua della Dea Cibele seduta in trono.

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Le Catacombe di San Giovanni

Le grandi Catacombe di San Giovanni nascono sui resti del vecchio acquedotto greco. Vi si accede dalla Basilica di San Giovanni Evangelista. I romani ampliarono l’acquedotto fino al quinto secolo dopo Cristo, costruendo una galleria principale (decumanus maximus) da cui si diramano altre dieci gallerie (cardines). Le pareti delle gallerie, così come le cisterne, furono sfruttate per ricavare i loculi per ospitare i defunti e per costruire le tombe di famiglia.

Intorno al VI secolo, furono i Bizantini a dare vita alla Basilica San Giovanni che, nei secoli, fu rimaneggiata anche dai Normanni (XII secolo) e abbellita con un rosone in stile gotico-catalano.

Il Fascino del Mare di Siracusa

I colori verde smeraldo sono la caratteristica del mare di Siracusa. Il modo migliore per conoscere Siracusa non è solo passeggiare per il centro di Ortigia, ma anche salire in una delle tante barche che propongono i tour della costa, e dedicare due ore ad ammirare la città dal mare: il ponte Umbertino, i palazzi barocchi di Ortigia, il castello di Maniace, le grotte marine dai colori cristallini dove è possibile in alcuni casi tuffarsi per fare un bagno. Attraverso la vista dalle sue acque limpide, Siracusa vi sorprenderà per la bellezza e la tranquillità.

Piazza Pancali e il Tempio di Apollo

Piazza Pancali è la grande piazza di Siracusa da cui è possibile ammirare i resti del Tempio di Apollo. Maestoso tempio greco, costruito con pietre calcaree in stile dorico, che risale al sesto secolo avanti Cristo, di cui sono rimasti i basamenti e una serie di colonne con una ampia parete muraria. Nei secoli, questo tempio oggi ammirato dai turisti, divenne una chiesa bizantina, una moschea araba, una chiesa normanna e una caserma all’epoca di Carlo V, re di Spagna, intorno al 1500.

Consigli Gastronomici

Ristorante Archimede

Punto d’incontro Piazza Pancali, n. Questo locale ti propone buon cibo e un posto dove riposare dopo una lunga passeggiata attorno alla Archimedes Statue. Goditi i curatissimi salmone, nigiri e sashimi che offre questo posto. Dopo una lunga giornata di lavoro, puoi degustare qui un delizioso vino. È d'obbligo gustare fantastica limonata quando si è in questo ristorante. Molti ospiti riportano che il personale è amichevole qui. Puoi aspettarti an atmosferasilenziosa al ristorante Iku sushi.

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Osteria Apollonion

Carlo è un oste della vecchia scuola. Nella “Osteria Apollonion” ti accoglie nel suo piccolo locale nel centro storico di Siracusa, con caldi muri rivestiti in pietra, tra bottiglie di vino, quadri e arredi in legno. Qui si viene per mangiare un genuino menu di pesce (a prezzo fisso), che è deciso dallo chef a seconda della disponibilità del mercato del giorno. Vi suggeriamo di prenotare senza indugio, perché l’osteria è piccola e sempre molto affollata. I prezzi praticati sono molto convenienti rispetto alla qualità della materia prima che arriva in tavola. Si va dai mitili ai molluschi, dai crudi di gamberi, ostriche e scampi aromatizzati agli agrumi, zuppette di cozze, fasolari e vongole, e varie tipologie di pesce azzurro (alici, sgombri).

Olivia Natural Bistrot

Colazioni, pranzi, aperitivi, cene. Olivia natural bistrot è un locale multitasking, aperto nel 2016, tra il Museo Archeologico e l’area della Neapolis (Teatro greco e Orecchio di Dioniso). La differenza, in questo bistrot, la fanno una squadra di giovani appassionati e soprattutto le materie prime. Le selezioni di formaggi siciliani. Nel menu, ci sono anche pizze con grani regionali. Ovviamente, non mancano le colazioni, con croissant e brioche che accompagnano granite di mandorla e di pistacchio ben fatte, frullati ed estratti di frutta e centrifughe di verdura. L’ambiente è moderno, sui toni del bianco e del legno, arredato con piante e fiori che arricchiscono anche un comodo dehor. Da segnalare, l’ottima “birra Olivia”, una bionda artigianale siciliana, prodotta con frumento e un’aggiunta di grano antico Russello.

Monzù Sicily

A pochi passi dal Duomo di Siracusa, in piazza Minerva, suggeriamo una pausa al Monzù Sicily. In questo locale elegante e sobrio, con mura e archi in pietra, abbiamo provato la classica brioche siciliana con il gelato. Monzù è un marchio con cui vengono firmati diversi prodotti tradizionali e artigianali che sanno di storia: rosolio (arance, cannella), creme dolci, miele, latte di mandorla, cioccolato, paste di mandorla, lenticchie, pasta, olio d’oliva extravergine, bottarga all’olio d’oliva.

Ristorante Le Vin de l'Assassin

E’ uno dei ristoranti storici di Siracusa, famoso per la qualità della proposta culinaria, e per aver conquistato una delle prime stelle Michelin in Sicilia. Nato nel 1985, su iniziativa di Camillo e dello chef Giovanni Guarneri, questo ristorante si trova nella centrale via Delle Maestranze, nel cuore di Ortigia. Vanta una delle migliori cantine di tutti i ristoranti siciliani, con oltre mille etichette di grande livello.

Bar Leonardi

Uno dei luoghi da non perdere per gli amanti della pasticceria siracusana. In questo locale, non distante dall’area archeologica della Neapolis, il laboratorio della famiglia Peruch (che dal 1973 gestisce il bar Leonardi) sforna tutti i giorni i grandi classici isolani, dal cannolo alla frutta martorana, dalle cassate alle granite di frutta. Il laboratorio è specializzato in torte sia tradizionali, sia in pasta di zucchero, adatte per le cerimonie. Le materie prime provengono da caseifici e aziende agricole selezionate.

Escursione a Palazzolo Acreide

La cittadina di Palazzolo Acreide fa parte del gruppo dei comuni che costituiscono l’itinerario del barocco siciliano patrimonio dell’Unesco. Questo grazioso centro di poco più di ottomila abitanti, in provincia di Siracusa, a 40 chilometri dal capoluogo di provincia, vi conquisterà per la ricchezza delle sue vie, piazze, chiese, cortili, palazzate. E’ da questo catastrofico evento, così forte che quasi distrusse la città di Catania, provocando danni anche a Palermo, Messina, fino a Malta e alle coste meridionali della Calabria, che parte la ricostruzione in stile barocco. Non solo di Palazzolo, ma anche di Noto, Scicli, Modica.

Di Palazzolo Acreide è famosa la balconata barocca più lunga della Sicilia (e di tutto il mondo). Passeggiando per via Garibaldi, è visibile nella parete frontale di Palazzo Lombardo Cafici (costruito nel diciottesimo secolo). La balconata è un’opera d’arte studiata e ammirata, in cui sono scolpite e raffigurati dei mascheroni e delle figure antropomorfe. In totale, i mensoloni sono 27 e sono tutti differenti. Al termine di Via Garibaldi, si apre la piazza Umberto I, dove si trovano sia la Chiesa di San Paolo sia, a pochi passi, la Chiesa Madre. Da non perdere anche la bellissima Chiesa di San Michele, la Chiesa dell’Immacolata e la grande chiesa di San Sebastiano, in Piazza del Popolo.

Passeggiando tra le vie di questo paese troverete le tracce di un’arte preziosa, la bellezza austera del barocco siciliano che si esprime attraverso la capacità di modellare la pietra: mensole, cornicioni, fregi, rosoni. Per conoscere quanto sia importante questa zona della Sicilia, chi visita Palazzolo Acreide ha l’obbligo di visitare l’area archeologica e l’antica città di Akrai e il parco archeologico. Il suo teatro Greco, costruito sopra l’altopiano di Akrai, vale una visita. Nei dintorni anche i resti del tempo di Afrodite, una antica via romana. A poche decine di metri, da visitare sicuramente la cava in pietra da cui gli antichi abitanti ricavarono le pietre per costruire la città di Akrai. All’interno delle cave, che divennero dei luoghi di sepoltura, sono visitabili le catacombe.

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