Questo articolo esplora la storia e le origini, intrecciando luoghi suggestivi e tradizioni culinarie uniche.
Sangiorgio Resort: Un'Oasi di Ospitalità
Il culto per l’ospitalità, l’amore per la natura intesa come contemplazione e godimento della bellezza, ma soprattutto per il significato che la mitologia cristiana ha assegnato a questo Santo, ci ha portato a denominare il luogo dove è stato ristrutturato un antico convento Sangiorgio Resort. Il Santo cavaliere, infatti, ha il compito di annullare il male nelle vesti del drago per fare il “Bene”, inteso come accoglienza, calore umano, buon gusto, dando vita a quell’armonia che è arte di vivere.
La struttura era, in origine, un convento e luogo di preghiera delle suore di S.S. Il nucleo centrale di questo asilo monastico è stato recuperato integralmente ed accoglie un ospitale ristorante dove cibi tradizionali e del territorio vengono offerti agli ospiti in una cornice che rievoca i tempi andati. Nel cuore della terra poi, c’è un’antica cantina che custodisce vini pregiati. Una sala ricevimenti con stucchi, argenti, arazzi, specchi e stupende decorazioni contribuisce a rendere indimenticabile ed unico qualunque evento.
Completa questo quadro la deliziosa Sala Convegni, le suites e la SPA dove al suo interno sauna, bagno turco, piscina con nuoto controcorrente, vasca idromassaggio, docce emozionali, solarium naturale, palestra, doccia solare, zona trattamenti e tisaneria contribuiscono ad una completa “remise en forme”.
Servizi e Comfort
L’albergo dispone di quattro sontuose sale polifunzionali per banchetti arredate e decorate finemente, e che consentono molteplici disposizioni soddisfacendo così ogni particolare necessità del cliente. La disposizione a teatro consente una capacità variabile da 120 a 450 posti nelle sale maggiori e di 8 - 100 posti nelle sale inferiori. Il Sangiorgio Resort mette a disposizione le sue sale di varie dimensioni per esigenze professionali di vario genere. Tutte elegantemente arredate, offrono un meraviglioso panorama sul giardino romantico o sulla suggestiva Piazza Santa Maria di Leuca donando agli utenti una piacevole sensazione di quiete. L’angolo bar, con comode poltrone e divani, garantiscono un tranquillo break dedicato al relax e alla conversazione. Ristorazione informata sulla cucina senza glutine.
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Degna di nota la cantina sotterranea, con circa 1000 etichette di pregiatissimi vini, custodisce il meglio dell’enologia nazionale ed internazionale, con particolare attenzione alla produzione locale. Sangiorgio Resort dispone di 3 Suite, 3 Junior Suites, camere Classic e Deluxe. Ogni camera è elegantemente arredata in stile classico e conferisce un raffinato senso dell’accoglienza oltre a permettere agli ospiti di gustare in pieno relax la loro permanenza nel vero cuore del Salento.
Vieni a rilassarti nel nostro angolo di paradiso. Ritagliando un po’ di tempo per sé stessi, è possibile allontanarsi dalla realtà quotidiana, prendendo parte ad un rito di antica meditazione. Il Sangiorgio Resort ospita un palestra con attrezzature Technogym e il centro benessere Calidarium, dotato di piscina coperta, sauna, bagno turco, percorso Kneipp, vasca idromassaggio, servizio massaggi e trattamenti estetici.
Contatti
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Villa Fiordaliso: Un Tuffo nel Passato
Parliamo di Villa Fiordaliso a Gardone, residenza di Claretta Petacci durante la breve stagione della Repubblica di Salò. Poche centinaia di metri più sopra, il Vittoriale di Gabriele D’Annunzio (“il matto”), con lo scenografico teatro all’aperto, lo Schifamondo e la nave Puglia nel giardino. Ogni giorno, addobbata in vestaglie piumate, Claretta riceveva la visita del Duce. Un giorno Donna Rachele (che abitava in una delle case requisite ai Feltrinelli, a Gargnano), riuscì a corrompere qualcuno della sorveglianza, scavalcò la recinzione della villa e, incontrata la Petacci, la riempì di botte.
Oggi il Vittoriale è un visitatissimo museo, la villa dei Feltrinelli è un albergo cinque stelle con prezzi tendenti al sei, Villa Fiordaliso è un Relais & Chateaux con sette camere e un ristorante che gode di ottima fama. In passato mi era capitato di andarci un paio di volte per matrimoni di amici che, organizzato lì il ricevimento, si erano guardati bene dallo scegliere il pacchetto completo: oltre al rinfresco è possibile consumare la notte più bella della vita nella camera da letto di Claretta.
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Villa Fiordaliso è un edificio liberty a tre piani, il cui interno venne progettato negli anni Trenta nello stile del ‘500 toscano: il risultato dà una sensazione di cupezza decadente perfettamente intonata alle svenevolezze della Petacci e al parallelo rimbecillimento del Duce. Il giardino è una lingua stretta tra il lago e la statale gardesana, con una porzione sacrificata al parcheggio.
Atmosfera e Cucina
D’estate si mangia all’aperto e gli ospiti sono radunati al riparo di un grande gazebo tendato; una sorta di piazza d’armi che dà una sensazione di provvisorietà da accampamento beduino o, volgendosi a tempi più recenti, da festa privata con servizio di catering. Sebbene queste tende siano progettate con eleganza, non hanno l’ariosità degli ombrelloni e creano inevitabilmente una cappa di calore. La struttura è bassa e opprimente, e occupa tutto lo spazio dall’ingresso della villa al bordo del lago. Chi è seduto lì sotto, delle piante secolari vede solo una piccola porzione di tronco, del lago un riquadro di specchio scuro, del cielo stellato e della villa un bel niente. E i camerieri, per uno strano gioco delle proporzioni, paiono giganti che volteggino tra i tavoli.
In un simile contesto di giardino e architettura che più liberty non si può, ad accrescere la sensazione di straniamento dovuta al tendone si aggiunge un sottofondo musicale gregorian-indian-arabian-new age: quel genere di lagne e nenie che, accoppiate a vaporizzatori di fumi aromatici, sono in voga nei centri estetici. E’ musica che dovrebbe rilassare, ma a molti dà pesantemente sui nervi. I piatti proposti sono di terra, mare e lago.
Facendo parte di un tavolo di sei persone, ho potuto assaggiare un po’ di tutto. Il virtuosismo della spuma di lievito di birra, l’onnipresente tonno con succo di peperone dolce, i ravioli al formaggio Bagòss, il risotto con scampo (ce n’era uno solo e non eccelso), l’immancabile petto di piccione, la costoletta di vitella piemontese (un po’ dura e fibrosa), un dolce di ricotta di bufala, mirtilli e cioccolato. Fino ad arrivare all’unica cosa che riordinerei immediatamente, cioè un “gelato al fiordilatte di latte crudo mantecato al momento”: un’esperienza indimenticabile, il primo gelato della mia vita che profumasse di mucca e di prati alpini.
Clientela e Costi
Chi sono i clienti? Nostalgici già passati da Predappio? Generali nazisti sopravvissuti con gamba di legno e monocolo? No: perlopiù sono sì stranieri, ma dal tipico aspetto del conservatore anglosassone. A noi è capitata una serata divertentissima, in pura atmosfera vanziniana: un abile maschio italico è riuscito a traslocare nell’arco di un piatto dal suo tavolo solitario a quello di due belle ragazze tedesche, intrattenendole a colpi di “White sand music all the night”, “Do you like naturalist beach?” e persino “I like to fall in love”. Il tutto senza pagar dazio, vale a dire che a fine pasto s’è occupato solo del proprio conto.
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E si capisce: con consumi morigerati di discreti vini locali, si spendono non meno di 120 euro a testa.
Villa Fiordaliso, corso Zanardelli 132, Gardone Riviera (Brescia).
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