I torcinelli, conosciuti anche come gnumeriedde o gnummareddi, sono una ricetta tipica pugliese appartenente alla tradizione povera e contadina.
Una specialità molto particolare spesso richiesta dai turisti e della quale i pugliesi sono molto ghiotti sono i torcinelli o gnumeriedde (chiamati in questo modo nel dialetto pugliese).
In dialetto pugliese, i torcinelli sono chiamati anche "turcinieddhi" (Salento, Valle d’Itria), "gnumarieddi" o "gnumeriedde" (Capitanata e altre città della Puglia).
Si tratta di piccoli involtini, meglio se di circa 5 centimetri, realizzati con le interiora dell’agnello o di altri animali da cuocere arrosto ed insaporiti in vari modi a seconda della zona della Puglia di produzione.
Si tratta di piccoli involtini a forma cilindrica di circa 5 centimetri a base di fegato: si utilizzano le interiora di agnello e di capra o di altri animali, ovvero cuore, fegato, polmoni, milza; si cuociono alla brace, insaporiti in modo diverso in base alle zone della regione, principalmente con sale, pepe e prezzemolo.
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La ricetta originale della tradizione contadina prevede, come detto, la cottura in camino all’interno di un contenitore capiente chiamato “pignata”, in creta, ma di seguito proponiamo il modo più classico e semplice per gustare queste bontà e prepararle anche a casa sulla brace.
Oggi gli involtini non si preparano più così spesso in casa, ma si possono acquistare nelle macellerie di paese, puliti e preparati a regola d’arte, oppure durante le sagre come quella di novembre a Locorotondo dedicata alle “gnumerèdde suffuchete”.
Origini e Diffusione
Si tratta di una preparazione molto antica, legata alla tradizione greca e della Mesopotamia, diffusa non solo nella zona del foggiano, ma anche in Molise e in Basilicata, dove viene chiamata con innumerevoli nomi diversi: ghimirid, thurcinieddhi, fegatini, stigghiola, ighimiride, inghiumarelle, ighimbrid, mboti…
A Ostuni, ad esempio, si realizzano i marretti, degli involtini simili ai torcinelli, ma più lunghi.
Gnummareddi Suffechete
Una varietà tipica di Locorotondo è appunto quella delle “gnumerèdde suffuchete” cotte in camino nella pignata di creta con tante grosse cipolle tagliate a fette pari al numero delle gnemeredde, soffocate appunto dalle cipolle, con l’aggiunta di scaglie di pecorino, qualche pomodoro, sale, un pizzico di peperoncino e ancora cipolle a coprire fino al bordo.
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Varianti
Ottimi anche gli gnummareddi suffechete, una preparazione piuttosto elaborata che prevede di cuocere gli involtini in umido per circa 5 ore con pomodoro, acqua, olio extravergine di oliva, pecorino in scaglie, alloro, sedano e cipolla: la lunga cottura renderà gli involtini incredibilmente morbidi e scioglievoli.
Torcinelli e Patate al Forno
I Torcinelli e patate al forno sono un vero e proprio tesoro culinario che affonda le radici nella tradizione contadina pugliese.
La cottura al forno è un'opzione ideale per esaltare i sapori dei Torcinelli e patate.
La combinazione di carne morbida e succulenta con le patate, che si ammorbidiscono e si arricchiscono di sapore, crea un connubio irresistibile.
Mentre i Torcinelli si tingono di una delicata doratura croccante, le patate si trasformano in un contorno delizioso e cremoso.
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Con questa ricetta, potrete deliziare i vostri ospiti con un piatto tipico pugliese dal gusto autentico.
Gli gnummareddi al forno con patate ricetta pugliese rappresentano un secondo prelibato e ricco di gusto.
Per facilitare al massimo la ricetta, vi consiglio di acquistare gli gnummareddi ( torcinelli, fegatini, gomitoletti, involtini di coratella) già pronti dal vostro macellaio di fiducia.
Basterà sistemarli in teglia, aggiungere le patate, condire il tutto e cuocere in forno.
Ricetta Tradizionale dei Torcinelli Pugliesi
Noi abbiamo confezionato i torcinelli in casa con fegato, cuore, polmoni e altre frattaglie appartenenti al cosiddetto quinto quarto ma, se riesci a reperirli, per velocizzare le operazioni, puoi acquistarli già pronti dal tuo macellaio di fiducia.
Ingredienti
- 500 gr di interiora di agnello o capra (cuore, fegato, milza, polmoni, peritoneo)
- 2-3 limoni
- prezzemolo tritato q.b.
- foglie d'alloro q.b.
- formaggio pecorino grattugiato q.b.
- sale q.b.
- pepe nero in grani q.b.
Preparazione
- Per prima cosa è necessario lavare ripetutamente le interiora con acqua e sale e con acqua e limone; poi ancora strofinarle bene con il sale ed il succo di limone e risciacquarle nuovamente; poi mettere la carne ad asciugare per alcune ore.
- Quando la carne si sarà asciugata tagliare le interiora a strisce longitudinali e avvolgerle a loro volta con strisce di budellini o membrana peritoneale di agnello o capretto da latte: formare dei piccoli cilindri.
- Aggiungere il prezzemolo, il sale, il pepe e una spolverata di formaggio pecorino grattugiato.
- Chiudere il tutto con lo stesso peritoneo annodando bene i due lembi: utilizzare degli stuzzicadenti di legno per infilare ad uno ad uno i torcinelli e le foglie di alloro.
- Cuocere sulla brace, o nella pignata se si ha il forno a legna, per qualche minuto e servire bollenti.
I torcinelli vengono cotti solitamente alla brace ma, in mancanza, puoi arrostirli anche su una griglia o una piastra rovente come nella ricetta qui proposta.
L’idea in più: potete cuocerli anche sulla griglia oppure in padella.
Informazioni Nutrizionali
| Calorie (per porzione) | 231 calorie |
|---|---|
| Grassi (per porzione) | 14 grammi |
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