Torta di Riso Bolognese: Un Dolce Tradizionale

Oggi vi lascio la ricetta della Torta di riso bolognese, un dolce davvero speciale, originario della città di Bologna. La TORTA DI RISO BOLOGNESE è un dolce tradizionale, semplice ma davvero squisito, che un tempo veniva preparato in occasione del Corpus Domini, ma oggi è spesso presente, come goloso dessert, sulla tavola dei giorni di festa in tutta l’Emilia.

Come per tutte le ricette tradizionali ne esistono diverse varianti. La torta di riso bolognese è un dolce tradizionale e ogni famiglia custodisce la sua ricetta, gli ingredienti sono sempre gli stessi ma possono variare sia nella proporzione che nel procedimento.

Per me è stata una vera scoperta durante una visita al capoluogo emiliano: amore a prima vista! Come avviene spesso per i dolci semplici, esistono molte varianti di questa torta, ma quella che vi propongo mi pare davvero la più tradizionale e facile da realizzare.

Semplici gli ingredienti, che uniti in modo equilibrato e con la cottura corretta, donano una straordinarie cremosità e un gusto delicato ma avvolgente, con l’aroma delle mandorle, della vaniglia, della cannella e del limone che si sposano in modo sorprendente. Insomma, come sempre la cucina semplice della tradizione ci dona meraviglie.

La Storia della Torta di Riso Bolognese

In passato si chiamava torta degli Addobbi come la festa religiosa durante la quale era tradizione prepararla. La torta di riso dolce è legata alla festa religiosa del Corpus Domini; una ricorrenza religiosa, che risale alla fine del 1200. Nel 1264, Papa Urbano IV, istituì le celebrazioni del Corpus Domini (dal latino Corpo del Signore).

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La ricorrenza del Corpus Domini a Bologna prese il nome di festa degli Addobbi per il fatto che le strade interessate dalla processione dovevano essere addobbate (da qui addobbi). E sin dal XV secolo, in occasione di questa celebrazione si preparava e offriva la torta di riso che finì per essere chiamata con il nome della festa.

Nel 1566 il cardinale di Bologna, Gabriele Paleotti, riorganizzò l’evento. Questa ricorrenza fu da ispirazione al Cardinale Paleotti che, nel sedicesimo secolo istituì la Festa degli addobbi, così chiamata per i drappi colorati (“addobbi”) che venivano appesi alle finestre.

La festa degli Addobbi: nel corso del basso e alto Medioevo fiorirono teorie eretiche che mettevano in discussione il ruolo della figura di Gesù nella liturgia cattolica. Per questo motivo, la Chiesa alternava scomuniche a momenti di festa. L’idea era che il sistema “del bastone e della carota” avrebbe mantenuto salda la fede nel popolo.

Nel tempo, dello sfarzo di quelle celebrazioni restò dapprima poco e poi nulla. Torta di riso a parte. Naturalmente quella del Quattrocento era molto diversa dalla versione moderna. Non avremmo trovato amaretti e liquore alle mandorle che, oggi, sono considerati due sapori classici della torta di riso tradizionale.

Anticamente era un dolce costoso che pochi potevano permettersi per via di zucchero, mandorle, cedro candito. Nel corso del Novecento gli ingredienti divennero più accessibili e la ricetta quella che conosciamo oggi. Nel secondo dopoguerra, a Bologna, la torta di riso era già diventata la torta delle feste (di Natale e Pasqua). Oggi è un dolce che si trova tutto l’anno nei forni della città. Per me resta un dolce delle occasioni speciali.

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Ricetta della Torta di Riso Bolognese

In questa ricetta il riso viene cotto nel latte e poi si aggiungono amaretti, mandorle e alchermes. Io non li ho messi ma se volete potete aggiungere i canditi. E’ un dolce fresco, cremoso e dal sapore delicato. Se volete preparare anche voi la torta di riso bolognese, seguite la mia ricetta, sono sicura che vi piacerà.

Ingredienti

  • 1 l Latte
  • 200 g Riso vialone nano (o Arborio)
  • 1 Baccello di vaniglia
  • Scorza di limone (bio)
  • 4 Uova (medie)
  • 200 g Zucchero
  • Mezzo cucchiaino Cannella in polvere
  • 100 g Mandorle pelate
  • 8 Amaretti
  • q.b. Burro
  • q.b. Pangrattato

Preparazione

La preparazione della TORTA DI RISO BOLOGNESE è davvero un gioco da ragazzi.

  1. Ponete il latte assieme al baccello di vaniglia inciso e alle scorze di limone in una pentola capiente.
  2. Ponete sul fuoco e portate a bollore. Quindi togliete la vaniglia e il limone e unite il riso.
  3. Abbassate la fiamma e cuocetelo, mescolando di tanto in tanto, per circa 16 minuti o fino a che non avrà assorbito del tutto il latte.
  4. Una volta pronto trasferitelo in un piatto ampio, stendetelo in uno strato uniforme e lasciatelo raffreddare completamente.
  5. Nel frattempo fate tostare le mandorle in forno a 180° per 5 minuti o fino a che non iniziano a sudare. Quindi sfornatele e una volta fredde tritatele abbastanza finemente assieme agli amaretti.
  6. Montate le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, unite il riso freddo e molto delicatamente incorporatelo. Aggiungete anche le mandorle e amalgamate.

Consigli

Affinché lo si possa degustare al massimo del suo potenziale, è bene prepararlo in anticipo e farlo stare al fresco almeno un giorno. In questo modo i sapori si incontrano e si fondono. Il risultato è davvero celestiale.

L’usanza dalle mie parti prevede di bucherellare il dolce già cotto, con uno stecchino, e spennellarlo con del liquore alla mandorla amara, ma c’è chi usa il Misto per Dolci, oppure una miscela di mandorla amara e alchermes, per poi coprirla con una leggera pioggia di zucchero a velo, che permette a questa torta di avere l’inconfondibile crosticina dolce.

Normalmente la tradizione prevede che si tagli a rombi, io ho scelto dei quadrati per praticità e necessità estetiche. La torta di riso, noi bolognesi, la mangiamo tutto l’anno.

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