Coltivare il songino, noto anche come valeriana insalata, è un'attività semplice e gratificante, ideale per mantenere attivo il pollice verde durante i mesi più freddi dell'anno. Con le giuste attenzioni, questo ortaggio cresce bene anche in inverno, offrendo foglie fresche fino alla primavera. Il songino (Valerianella locusta) è una specie annuale coltivata per le sue foglie, perfette per essere consumate in insalata. Originaria del Mediterraneo e conosciuta con vari nomi come valerianella, valeriana insalata o olitoria, si coltiva facilmente sia in orto che in vaso.
Clima e Terreno Ideali per la Valeriana
Il songino si adatta bene a diversi climi e terreni, ma è fondamentale che il substrato di coltivazione non sia soggetto a ristagni idrici, una condizione che può danneggiare la salute delle piante. In base alle condizioni climatiche, può essere seminato sia in primavera che in autunno, purché possa vegetare a temperature intorno ai 12-13 °C. Il terreno più adatto per la coltivazione di questo ortaggio è di tipo argilloso.
Non è necessario un substrato specifico, ma è sufficiente preparare la zona lavorandola adeguatamente. L'unica accortezza è evitare la messa a dimora in contesti particolarmente siccitosi, ma teme anche le situazioni di intensa umidità. Per una coltivazione ottimale, si consiglia di scegliere una zona dell'orto non troppo esposta all'irraggiamento diretto, preferibilmente un appezzamento dove la luce naturale è presente solo per una parte della giornata.
Periodo e Tecniche di Semina
La semina del songino può essere eseguita per quasi tutto l'anno, ad eccezione dei mesi più freddi e più caldi. Si semina direttamente a dimora, tra febbraio e aprile (maggio sulle Alpi) e da agosto all'inizio di dicembre. Seminando a distanza di 15 giorni in vasi diversi, si possono ottenere piantine da raccogliere durante tutto l’arco dell’anno. In relazione alle condizioni climatiche può essere seminato sia in primavera che in autunno, l’importante è che possa vegetare a temperature intorno ai 12 °C - 13 °C.
Le operazioni di semina della valeriana da insalata non sono affatto complesse e non richiedono specifiche competenze. Dalla seconda parte dell'estate all'autunno si può iniziare con la semina a mano, procedendo a spaglio oppure a file. La profondità da rispettare per interrare il seme è di circa mezzo centimetro o addirittura limitandosi a comprimere leggermente il terreno con la rullatura.
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Semina a Spaglio o a File
La semina del songino in orto può essere eseguita a spaglio o a file. Se si sceglie la semina a file, è importante distanziare i solchi di semina di almeno 15 cm. Dopo aver riposto e ricoperto la semente, attendere che i semi germoglino, quindi diradare i vegetali di modo che rimanga una piantina, la più vigorosa, ogni 10 cm circa. La semina a file permette inoltre di tenere sotto controllo ed eliminare velocemente le piante infestanti.
Anche la semina del songino in vaso può essere effettuata a spaglio o a righe, a seconda del tipo di vaso utilizzato. Date le caratteristiche della pianta, questa cresce bene anche nelle fioriere, offrendo la possibilità di sfruttare la forma squadrata del contenitore per effettuare una semina a righe perfetta. Se invece si utilizzano vasi a sezione tonda, si può seminare il songino a spaglio e coltivarlo come fosse un morbido cuscino di composto da erbette deliziose.
Diradamento e Irrigazione
Dopo la semina, quando le piantine hanno emesso la quarta foglia, si effettua un diradamento. Annaffiare spesso e in discreta quantità tra la semina e la germinazione. Da maggio a settembre bagnare ogni giorno con poca acqua; nei restanti mesi si può annaffiare anche ogni 5-6 giorni.
È importante fare in modo che il terreno in cui viene coltivata la valeriana risulti ben drenato fino a quando non spuntano le piantine. Successivamente è sufficiente non trascurare l’irrigazione ma gestirla con parsimonia. Le esigenze di irrigazione del songino variano a seconda della stagione in cui viene coltivato, aumentando gradualmente con l’aumentare delle temperature. È fondamentale fare riferimento al terreno come guida per l’annaffiatura: il terreno non dovrebbe mai risultare secco e arido, ma allo stesso tempo, evitare eccessive quantità d’acqua per evitare il ristagno. Una leggera umidità sarà più che sufficiente.
Cura e Manutenzione della Valeriana
La peculiarità di questa specie vegetale è la sua natura abbastanza rustica, che non richiede eccessive accortezze colturali. La raccomandazione principale è cercare di tenere a bada le erbe infestanti, ma non è necessario ricorrere alla pacciamatura. Con un intervento di sarchiatura, la valeriana diventerà predominante nella zona di semina e non saranno necessarie altre attenzioni particolari. Potrebbe essere poco agevole rimuovere le malerbe, specialmente se le piantine crescono poco distanti una dall'altra.
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Diradare serve anche e soprattutto a consentire all'aria di circolare, impedendo le malattie crittogamiche. Non vi sono particolari problematiche per ciò che concerne il freddo, bensì per le esposizioni al caldo torrido, che potrebbero comprometterne lo sviluppo.
Va evidenziato, tuttavia, che le lumache vanno ghiotte di valeriana, ma si può rimediare con alcuni accorgimenti non chimici. La genuinità della valeriana da insalata la rende perfetta per un consumo quasi esclusivamente a crudo.
Protezione dal Gelo
Durante l’inverno, nelle regioni del Nord, la valeriana deve essere protetta dal gelo in serra o sotto un tunnel. Se si teme l’arrivo del gelo durante i mesi più freddi, si può proteggere la valerianella con del tessuto non tessuto. In caso di freddo eccessivo sarà sufficiente coprire le piantine con un telo per fare in modo che non si rovinino.
Raccolta e Utilizzo in Cucina
La raccolta del songino avviene circa 3 mesi dopo la messa a dimora, quando la vegetazione mostra foglie larghe e turgide. La valeriana si raccoglie quando le foglie hanno raggiunto la giusta dimensione, ovvero tra gli 8 e i 12 centimetri di lunghezza. A quel punto si hanno due possibilità: tirare fuori dal terreno l’intera pianta, prendendola dal basso, all’altezza delle ultime foglie, oppure tagliare la rosetta di 1 centimetro sopra il colletto.
È la soluzione più consigliata, in quanto si spreca meno prodotto e dopo un mese si potrà fare un secondo, piccolo taglio. Complessivamente, nell’arco di una stagione si potranno fare dai 2 ai 4 tagli con questa tecnica, fino alla completa e definita fioritura della pianta.
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La valeriana viene utilizzata in cucina principalmente nella varietà Valerianella locusta, conosciuta anche con i nomi di gallinella, dolcetta, songino o soncino. Questa varietà è apprezzata per il suo delizioso sapore e le sue proprietà benefiche. È perfetta per preparare insalate sane e nutrienti, simili a quelle che si fanno con la lattuga. Inoltre, la valeriana ha un secondo utilizzo molto interessante in cucina: può essere un ingrediente prezioso per vellutate, pesti e sughi, arricchendo i piatti con il suo caratteristico sapore.
La genuinità della valeriana da insalata la rende perfetta per un consumo quasi esclusivamente a crudo. Molte persone preferiscono il sapore delle piantine giovani perché risultano più buone, con una dolcezza davvero unica nel suo genere. La valeriana può essere anche saltata in padella, senza prolungare troppo la cottura e non esagerando con le spezie, proprio per non coprirne le caratteristiche. Il condimento con un eccellente olio extra vergine d'oliva ne esalta ulteriormente il gusto.
In cucina la valeriana che si utilizza, per il suo sapore e anche per le sue proprietà è la valerianella locusta, che nel gergo dei consumatori e della nostra cucina è conosciuta con i nomi di gallinella, dolcetta, songino, soncino. Sia cruda che cotta, la valeriana è anche un ottimo contorno per piatti di carne e di pesce. C’è poi un secondo utilizzo molto interessante della valeriana in cucina: come ingrediente di vellutate, pesti e sughi. E infine per smoothie.
Proprietà Nutrizionali e Benefici
Sotto il profilo nutrizionale, il songino presenta grandi quantità di acqua e fibre ma anche un buon contenuto in termini di vitamine (A, B e C) e sali minerali (principalmente calcio, ferro, fosforo e potassio). La valeriana deve le sue proprietà alla presenza di acidi valerenici, ad alcuni alcolidi, alla presenza di olio essenziale.
Tra le proprietà della valeriana ci sono le sue capacità sedative e rilassanti per aiutare le persone a dormire, oppure a ridurre ansia e agitazione. I medici assicurano che la tossicità della valeriana è scarsissima. Ma gli effetti collaterali, specie se si esagera, possono arrivare. La valeriana va sicuramente evitata, per le donne, nei periodi di gravidanza e di allattamento. Non bisogna prenderla se si assumono altri farmaci, come i barbiturici, in quanto può provocare un effetto moltiplicatore in termini di sedazione.
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