Biscotto di San Martino: Ricetta e Decorazioni

La festa di San Martino è molto sentita in Sicilia, dove il Santo è spesso preso ad esempio di bontà e altruismo. La storia di questo santo è davvero singolare e ci riporta indietro nel tempo, quando la leggenda narra che un soldato dell’esercito romano, l’11 novembre del 335 d.C., vide per terra, in un giorno molto freddo, un povero mendicante infreddolito che gridava aiuto.

Martino, mosso a pietà, scese da cavallo e, non avendo nient’altro da donargli, si tolse il mantello, lo divise a metà e ne adagiò una parte sulle spalle dell’uomo. Durante la notte, Martino sognò Gesù che gli restituiva ciò che egli aveva donato e, al suo risveglio, il mantello era tornato integro. Per Martino, questo fu un segno della volontà divina e fu così che decise di lasciare l’esercito, battezzarsi e diventare cristiano per aiutare i bisognosi.

L’estate di San Martino coincide con la cosiddetta “svinatura”, che consiste nel primo travaso della stagione grazie alla trasformazione del mosto in vino. Da qui il proverbio “a San Martino ogni mustu è vinu”, proverbio legato proprio all’usanza di aprire le prime botti di vino nuovo e di accompagnarlo a del buon cibo.

La Tradizione del Biscotto di San Martino

A Venezia, il dolce di San Martino (chiamato anche Mantello di San Martino) si prepara per festeggiare l’11 novembre, una delle più tradizionali feste popolari della laguna. E così nella città di Venezia, e da qualche anno anche in tutti restanti territori della provincia, è di uso popolare preparare il dolce di San Martino, che è stato inventato proprio dai fornai veneziani e che non manca mai nelle tavole dei residenti.

Diversamente dal centro storico e dalle isole, in molte frazioni del Comune di Venezia si festeggia San Martino ricordando il cosiddetto “capodanno contadino” consumando per le strade castagne e vino, in un periodo di fine raccolto e di riposo dal faticoso lavoro della terra. Nel mondo agricolo, infatti, la festività di San Martino è legata alla tradizione, in questo periodo, di spillatura dalle botti il nuovo vino dell’annata.

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Scopri la ricetta per preparare il dolce di San Martino fatto in casa, con tutti i passaggi per creare il biscotto decorato della tradizione. A Venezia, invece, è tradizione festeggiarlo con questo cavallino di pasta frolla, decorato con glassa di zucchero, cioccolato e tante caramelline; lo troverete in tutte le pasticcerie e bar nei giorni precedenti a questa festa, ma anche nei giorni dopo a un prezzo inferiore.

Che sembianze ha? “In un giorno di novembre, piovoso e freddo, Martino usciva a cavallo ricoperto con il suo mantello. Lungo la strada vide un povero, seminudo e barcollante dal freddo. Martino non avendo denaro con sé si impietosì e tagliò a metà il suo mantello donandone una parte al povero. Poco dopo smise di piovere e uscì il sole risaldando l’aria come fosse estate. Da qui il nome estate di San Martino, dove ancora oggi vengono ricordate le belle giornate di sole di novembre.

L’11 novembre è una data molto rilevante nel calendario ecclesiastico, ma anche agricolo. Coincide con la celebrazione di San Martino di Tours, militare arruolato nell’esercito romano che si sarebbe distinto per una famosa storia legata a un atto di carità. La data coincide anche con quello che viene definito il “capodanno agricolo”, il giorno d’autunno in cui storicamente terminavano i contratti agricoli prima dell’inizio dell’inverno.

È anche la data a cui sono associate le celebrazioni del vino novello, dopo la conclusione della vendemmia. Insomma un momento di grande rilevanza sotto il profilo rituale e spirituale, legato a un certo mondo contadino, celebrato da diverse ricette. Si tratta di un biscottone, conosciuto semplicemente come “Dolce di San Martino”, San Martino, Mantello o Cavallo di San Martino, che rappresenta il Santo con il suo cavallo.

La frolla viene di solito ritagliata con un foglio di carta che diventa lo stampo ad hoc, poi il biscotto viene guarnito con dolciumi, decorazioni e glasse dall’aspetto festoso. Viene preparato nelle pasticcerie di Venezia oppure viene anche realizzato a casa. Ricorda l’idea dell’uomo di pan di zenzero della cultura anglosassone e nordica. Ma qui - date le particolari forme della creazione - viene realizzato tutto in modo artigianale.

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La frolla viene realizzata con solo burro, farina e zucchero, mentre altre volte troviamo anche il cioccolato o il cacao. Le coperture vengono fatte con glasse, confetti e caramelle. Martino viene così rappresentato come sarebbe dovuto apparire nell’episodio che lo ha reso più famoso: in sella al cavallo mentre svolge la sua ronda, prima di privarsi di metà del suo mantello, addirittura mentre brandisce la spada.

L’immagine può aspirare a replicare più o meno fedelmente la figura del Santo ricreata sul bassorilievo che si trova su una delle facciate in Campo San Martin a Venezia. Nello stesso campo troviamo la chiesa di San Martino, il cui culto in sede veneziana era associato alla presenza della tibia del Santo.

A Venezia dovrebbe ancora sopravvivere una tradizione che vuole i bambini girare per le calli e i campi della città con pentole e coperchi facendo rumore e i corono di carta in testa. Le vetrine delle pasticcerie e dei migliori panifici veneziani espongono coloratissimi i dolci di San Martino: biscotti di pasta frolla, di diverse dimensioni, a forma del Santo, su un cavallo e con la spada in mano, decorati con la glassa, caramelle, soldi di cioccolato e le tipiche palline argentee chiamate “spaccadenti”. E gruppi di bambini che, con una corona di carta in testa, girano per le calli veneziane intonando a squarcia gola la filastrocca di San Martino.

A Venezia l’usanza di celebrare il Santo è legata alla presenza della chiesa dedicata proprio a San Martino di Tours, nel sestiere di Castello, a pochi passi dall’Arsenale. Ancora oggi non si conosce con precisione in quale epoca venne fondata la chiesa: alcuni ritengono che sia risalente all’VIII secolo, per mano di colonie longobarde o famiglie ferraresi, scappate dal paese natio.

Di sicuro si sa che la devozione al Santo patrono trova origine nel fatto che la chiesa custodiva alcune reliquie del cavaliere convertito, fra cui un pezzo di tunica, una falange e una tibia. Festeggiare San Martino è legato a una antica leggenda che vede come protagonista un cavaliere, Martino di Tours, convertitosi al cristianesimo.

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In un giorno di novembre, freddo e piovoso, Martino trovò lungo la strada un pover’uomo, coperto di stracci e tremante per il freddo. Dopo questo caritatevole gesto il cielo si rischiarò, smise di piovere ed uscì il sole, scaldando l’aria come se fosse estate. Da qui deriva anche il nome “estate di San Martino”, che connota le belle e calde giornate di sole di novembre.

Martino quella stessa notte fece un sogno e riconobbe Gesù nel mendicante; al risveglio ritrovò il mantello integro. La storia di San Martino è legata alla vita di un uomo di nome Martino, nato intorno al 316 d.C. a Sabaria, nell’attuale Ungheria. Martino è diventato noto per il suo atto di generosità e carità, che è stato celebrato e tramandato attraverso i secoli.

La leggenda più famosa su San Martino narra del suo incontro con un mendicante mentre era ancora un soldato romano. Il giorno in cui avvenne questo episodio, secondo la tradizione, è l’11 novembre. Mentre Martino cavalcava attraverso la città di Amiens, in Francia, vide un uomo povero e infreddolito che chiedeva l’elemosina. Martino, mosso da compassione, tagliò il suo mantello a metà con la spada e donò una parte al mendicante.

La notte successiva, Martino sognò Gesù Cristo avvolto nel pezzo di mantello che aveva donato al mendicante. Gesù gli disse che Martino aveva fatto bene ad aiutare il bisognoso. La sua vita fu caratterizzata da gesti di gentilezza e generosità, e la sua figura divenne un esempio di carità cristiana. Il giorno della sua morte, l’11 novembre 397, divenne noto come la festa di San Martino.

In diverse regioni d’Europa, questa festa è associata a tradizioni popolari, come la condivisione di cibo e bevande, in particolare il vino novello, simboleggiando la generosità e la condivisione. e tradizioni alimentari legate a San Martino variano a seconda delle regioni, ma in molte parti del mondo, soprattutto in Italia, la festa di San Martino è associata al consumo di cibo e bevande specifiche.

Ricetta Base per il Biscotto di San Martino

Ingredienti:

  • Base di Pasta Frolla:
  • 30 gr farina di mandorle
  • 53 gr fecola di patate
  • 180 gr farina di frumento, tipo 00
  • 2 gr sale da cucina
  • 90 gr zucchero a velo
  • 100 gr burro
  • 53 gr (1 uovo medio)

Procedimento:

  1. Mescola burro, zucchero a velo e farina di mandorle.
  2. Poi unisci le uova e infine farina di frumento e fecola setacciate.
  3. Far riposare in frigo.

Alcuni consigli:per un impasto perfetto è importante mescolare gli ingredienti nell'ordine corretto, scritto nella ricetta qui sopra;per una cottura omogenea è fortemente consigliato utilizzare i tappeti microforati in silicone.

Passo dopo passo:Guarda qui tutti i passaggi per realizzare il dolce di San Martino.

Ghiaccia reale:

  • 160 gr zucchero a velo setacciato
  • 30 gr albumi
  • Qualche goccia del succo di un limone

Procedimento:

  1. Monta gli albumi con qualche goccia di limone.

Consigli Utili per la Preparazione

  1. Per avere un biscotto liscio da entrambi i lati e senza incurvature suggerisco di utilizzare in cottura i tappetini di silicone al posto della carta da forno. Il tappetino va appoggiato su una teglia microforata. Questo consente all’aria calda di colpire in modo omogeneo tutta la superficie dei biscotti e la cottura risulterà perfetta.
  2. Stendete l’impasto freddo tra due fogli di carta da forno infarinando entrambi i lati di tanto in tanto. Coppate poi il biscotto di San Martino direttamente sulla carta da forno: premete lo stampo sulla pasta, poi sollevatelo facendo in modo che il biscotto resti all’interno. Spostatelo sopra il tappetino in silicone (o la carta forno) e fatelo pian piano uscire dallo stampino facendo una piccola pressione con le dita. Trasferitelo in frigo per una buona mezz’ora o meglio ancora in congelatore.
  3. La ghiaccia reale è meglio venga realizzata con albume pastorizzato ai fini della sicurezza alimentare. Potete utilizzare quelli pastorizzati in brik reperibili ormai facilmente nei supermercati. Potete conservare la ghiaccia così realizzata dentro una tasca da pasticcere. Si conserva in frigo per qualche giorno.
  4. Volete realizzare il dolce di San Martino con una glassa più spumosa e spessa esattamente come quelli che si comprano? Vi suggerisco di utilizzare questo preparato, davvero ben fatto. Basta aggiungere qualche goccio d’acqua a circa 100 grammi di preparato e montarlo bene con le fruste. Inserirlo in una tasca da pasticcere munita di bocchetta stellata e decorare il biscotto sarà come guarnire di panna un cupcake!

Decorazioni Creative per il Biscotto di San Martino

Per preparare la ghiaccia reale, mettete l’albume in una ciotola insieme a qualche goccia di limone. Iniziate a montare. Quando l’albume sarà ben montato versate nella ciotola gradualmente lo zucchero a velo setacciato. La ghiaccia sarà pronta se liscia e priva di grumi.

Versatela poi in una tasca da pasticcere munita di beccuccio piccolissimo (1 mm circa) e iniziate a dosarla tenendola sempre leggermente sollevata, mai a contatto con la superficie del biscotto.Decorate il biscotto di San Martino a vostro piacimento. **Avete poco tempo? Per una ghiaccia da realizzare più velocemente potete acquistare quella già pronta tipo questa cui va aggiunto solo qualche cucchiaio di acqua.

Tabella riassuntiva degli ingredienti per la pasta frolla:

Ingrediente Quantità
Farina di mandorle 30 gr
Fecola di patate 53 gr
Farina di frumento, tipo 00 180 gr
Sale da cucina 2 gr
Zucchero a velo 90 gr
Burro 100 gr
Uovo medio 53 gr (1 uovo)

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