La cialda corallo è una decorazione croccante e scenografica, realizzata per noi da chef Michele Ghedini. Ecco come prepararla in modo davvero semplice per donare un tocco in più alle tue pietanze.
Ingredienti e Preparazione
Leggera e croccante, la cialda corallo è facilissima da preparare e di sicuro effetto: per realizzarla occorreranno solo 4 ingredienti: acqua fredda, farina, olio di semi e colorante alimentare. Gli ingredienti saranno mescolati insieme e il composto sarà cotto in padella, fino a ottenere una cialda croccante.
Procedimento Passo Passo
- In una ciotola metti la farina, l’olio di semi, l’acqua, e un goccio di colorante: tu puoi scegliere il colore che preferisci.
- Mescola molto bene, se vuoi puoi usare anche un mixer.
- Versa il composto in una padella antiaderente, l’importante è che mantieni la fiamma medio/bassa, così non brucerà.
- La cialda sarà pronta dopo qualche minuto, quando smetterà di sfrigolare.
- Solleva la cialda corallo delicatamente con una spatolina o con una pinza da cucina e falla raffreddare su un piatto rivestito con carta da cucina, prima di utilizzarla.
La cialda sarà pronta dopo qualche minuto, quando smetterà di sfrigolare. Solleva la cialda corallo delicatamente con una spatolina o con una pinza da cucina e falla raffreddare su un piatto rivestito con carta da cucina, prima di utilizzarla.
Consigli Utili
Puoi sostituire la farina 00 con amido di mais o farina di riso, così da realizzare delle cialde più leggere. Puoi personalizzare la cialda corallo con il colorante alimentare del colore che preferisci, inoltre puoi utilizzare anche coloranti naturali, in polvere o in gel, come pepe, curcuma, vaniglia oppure polvere di verdura o di frutta.
I 10 Video Più Visti su Reporter Gourmet nel 2019
Tra i video più popolari, uno mostra proprio come preparare una cialda che sembra corallo. Ecco alcuni dei video più visti:
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Curiosità sul Cono Gelato
Le origini del cono da gelato, secondo la letteratura gastronomica dell’epoca, Alcuni storici ne indicano la Francia all’inizio del XIX secolo come luogo di nascita: coni commestibili furono menzionati nei libri di cucina francesi già nel 1825, quando Julien Archambault descrisse come si poteva arrotolare un cono da “piccole cialde”. Altri storici hanno indicato le ricette dell’autrice britannica Agnes B. Marshall come precursori del cono da gelato commestibile: il libro di cucina della signora (stampato nel 1887) include istruzioni per preparare i “Cornetti con Crema”, contenitori a forma di cono fatti con un impasto dolce di mandorle pelate e farina, arrotolati in stampi per cornetti, cotti al forno e farciti con panna montata zuccherata al gusto di vaniglia.
Ancora alla fine del XIX secolo, mangiare era un’attività formale, con tovaglioli, tavoli e regole di galateo. Il gelato a tavola veniva servito come una delicata fetta su un piatto, poi gustato con un cucchiaino. Ma spopolava come street food, una chicca appetitosa venduta nelle strade delle città.
Con la crescente popolarità del gelato, i venditori ambulanti inglesi iniziarono a venderlo in una varietà di contenitori, tra cui bicchierini di vetro a forma di tronco di cono chiamati penny licks (letteralmente “leccate da un penny”), in cui si vendevano ghiaccioli sulle spiagge britanniche e per le strade di Londra. Questi piccoli bicchieri di vetro erano un costo per il gelataio perché spesso non venivano restituiti o si rompevano, per non parlare del fatto che venivano poi riutilizzati dal cliente successivo senza lavarli, con il rischio di diffondere malattie.
Un’alternativa contemporanea al penny lick fu l’”hokey-pokey” (intraducibile, sembrerebbe una storpiatura della frase italiana ‘Oh, che poco’), ideato dai venditori ambulanti italiani immigrati a Londra negli anni ‘70 del XIX secolo: il gelato freddo veniva pressato in stampi rettangolari, tagliato a fette e avvolto in carta bianca, per essere venduto dai chioschi dei venditori. Sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti, gli immigrati italiani dominavano il commercio urbano del gelato e le sue innovazioni.
Antonio Valvona, cittadino italiano residente a Manchester, in Inghilterra, nel1901, depositò un brevetto per un “Apparecchio per la cottura di coppette di biscotti per gelato”, dispositivo progettato per cuocere impasto da biscotti in stampi, creando coppette o contenitori “che possono essere riempiti di gelato, che può poi essere venduto dai venditori di gelato nelle vie pubbliche o in altri luoghi”.
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Nel settembre del 1903, il cugino di Frank, Italo Marchiony - originario di Cadore ed emigrato oltreoceano a New York - depositò a sorpresa un brevetto per il suo “apparecchio di stampaggio utilizzato nella fabbricazione di coppe per gelato e simili”. Siamo alla vigilia dell’Esposizione Universale di St. Louis del 1904: la gente mangiava il gelato da contenitori commestibili, ma niente di simile al cono gelato che conosciamo.
Durante l’Esposizione Universale, Ernest A. Hamwi, concessionario siriano, vendeva una pasta croccante simile a una cialda, lo zalabis, in un chiosco accanto a un Albert Aboussie, gelataio libanese. A causa della popolarità del gelato, il gelataio finì bicchieri di carta. Il cono si raffreddò in pochi secondi, Aboussie li riempì di gelato e i visitatori della fiera ne furono entusiast: chiamarono la nuova delizia “cornucopia” e il cono gelato divenne rapidamente una chicca preferita.
Fu una rivelazione: il cono era sulla buona strada per conquistare il mondo. Qualche anno dopo, Hamwi aprì la sua azienda produttrice di coni, la Cornucopia Waffle Company.
Tipologie e Curiosità del Cono Gelato
Con lo sviluppo del cono gelato moderno, emersero due tipi distinti di cono: il cono arrotolato - una cialda, cotta in forma rotonda e arrotolata (prima a mano, poi meccanicamente) non appena tolta dalla piastra, che in pochi secondi, si induriva fino a formare un cono croccante - e il cono modellato: si versava l’impasto in un guscio, si inseriva un nucleo su cui veniva cotto il cono e poi lo si rimuoveva; In alternativa, si versava l’impasto in uno stampo, lo si cuoceva e poi si apriva lo stampo, in modo che il cono potesse essere rimosso facilmente.
Nel 1959, Spica, azienda italiana produttrice di gelato con sede a Napoli, inventò un processo in cui l’interno del cono di cialda veniva isolato dal gelato da uno strato di cioccolato, zucchero e olio.
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Ricetta Alternativa: Seppie, Tè Verde e Corallo Nero
Ecco una ricetta alternativa che include la cialda corallo nera per un tocco sofisticato:
Ingredienti
- Tè verde: 5 g
- Seppie: 2 pezzi
- Lime: 1 pezzo
- Lamponi: 12 pezzi
- Agar agar: 5 g
- Farina 00: 10 g
- Nero di seppia: 5 ml
- Zucchine: 1 pezzo
- Brodo Vegetale: 70 ml
- Erbe aromatiche secche: q.b.
- Olio Evo: q.b.
- Sale: q.b.
Preparazione
- In un pentolino con 150 ml di acqua già a bollore immergere il tè verde, spegnere il fuoco e lasciare in infusione.
- Pulire le seppie e tagliarle a striscioline.
- Disporre in una padella le erbe aromatiche secche. Far bruciacchiare con il cannello. Appoggiare un frangifiamme di diametro superiore alla padella, adagiare sul frangifiamme le striscioline di seppie e coprire il tutto con un’altra padella della stessa dimensione rovesciata.
- Grattugiare la scorza di un lime. Spremere nel pentolino con il tè verde mezzo lime e filtrare. Aggiungere la scorza. Rimettere il pentolino sul fuoco e aggiungere l’agar agar nel momento in cui inizia a bollire il liquido. Mescolare. Travasare il liquido in una placchetta e inserire in abbattitore.
- In bicchiere del frullatore ad immersione, frullare il brodo, 25 ml di olio, la farina e il nero di seppia. Mettere sul fuoco un padellino e aggiungere un mestolo di emulsione di nero di seppia. Lasciar evaporare fino a quando si solidifica e diventa croccante.
- Con un pelapatate tagliare le zucchine a fette sottili nel senso della lunghezza. Mettere del sale grosso e immergerle in una boule con acqua e ghiaccio. Arrotolare le zucchine su se stesse formando delle roselline e mettere da parte su un piattino.
- Recuperare la placca dall’abbattitore e tagliare coppare con un ring circolare la gelatina di tè verde e lime.
- In una padella antiaderente con un filo di olio evo piastrare le seppie per qualche istante. Spegnere il fuoco e salare.
- Impiattare realizzando una striscia con il nero di seppia avanzato e disporre le striscioline di seppia. Continuare con le zucchine arrotolate, il corallo spezzettato irregolarmente e i dischi di gelatina.
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