Il cioccolato è un alimento che, più comunemente, viene segnalato dalle persone che soffrono di emicrania come fattore alimentare scatenante mal di testa, ed è stato epidemiologicamente correlato ad esso. Martin et al., in una revisione del ruolo della dieta nella prevenzione del mal di testa, hanno scoperto che il cioccolato è stato auto-riferito come un fattore precipitante per l'emicrania nel 2%-22% dei malati di emicrania.
Mal di testa e Alimentazione: Che Relazione C’è?
Almeno il 10-12% della popolazione soffre di emicrania, tra le forme più ricorrenti di mal di testa; una percentuale simile, pari al 9%, anche tra i bambini under 12. Tra i diversi fattori che possono scatenare una crisi di mal di testa, oltre allo stress o alle variazioni meteorologiche, anche l’alimentazione è un fattore da considerare.
«Sì, le quantità sono importanti e non solo per questi alimenti, ma anche per la dieta in generale. Seguire uno stile di vita salutare sarà certamente prezioso per ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di mal di testa. Oltre all’alimentazione, anche un sonno veramente ristoratore e una moderata ma regolare attività fisica sono i due pilastri su cui sorreggere uno stile di vita sano in chiave preventiva.
Le Cause del Mal di Testa da Cioccolato
Analisi dell'Università della California
Secondo la ricerca dell’Università della California, questo processo viene innescato dai batteri. Questi infatti sono in grado di trasformare i nitrati, le sostanze chimiche contenute nel cioccolato, nel vino e nella carne processata come salumi, carne in scatola e carne affumicata, in sottoprodotti di ossido nitrico (monossido di azoto).
Questi sottoprodotti sono stati indicati da precedenti studi come sostanze che possono scatenare cefalea. I ricercatori hanno analizzato 172 campioni di saliva e 1.996 campioni di feci provenienti dal database dell’American Gut Project. I risultati hanno rilevato che le persone che soffrivano di mal di testa avevano concentrazioni più alte di batteri in grado di modificare i nitrati.
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Il professor Gonzalez spiega che c’è un legame tra la dieta della persone, il microbioma e le emicranie. Quando i nitrati entrano nell’organismo mangiando cibi come il cioccolato o bevendo vino, i batteri li usano come carburante. Ma non finisce qui, perché i prodotti di scarto dei batteri, chiamati nitriti, possono diventare ossido nitrico nel sangue.
Questa sostanza non è del tutto negativa, perché dilata i vasi sanguigni e può favorire la salute cardiovascolare migliorando la circolazione sanguigna. Ma la scienza ritiene che a volte questa dilatazione e infiammazione possa aumentare il rischio di soffrire di emicranie.
A confermare questa teoria è il fatto che l’80% dei pazienti che soffriva di dolori al petto o problemi cardiaci e assumeva farmaci contenenti nitrati riportava proprio il mal di testa tra gli effetti collaterali. I ricercatori hanno cercato di capire se la colpa di questa reazione avversa fosse imputabile ai batteri del loro microbioma.
Per questo hanno individuato i geni presenti nei microbi di ogni individuo, usando un programma bioinformatico per sequenziare i batteri noto come PICRUSt. I geni che codificavano il nitrato, il nitrito e e gli enzimi dell’ossido nitrico erano presenti in quantità maggiori nelle bocche e negli stomaci dei pazienti affetti frequentemente da mal di testa.
Altri Fattori
Tuttavia, il cioccolato, se mangiato eccessivamente può provocare la cefalea per la presenza di tiramina, nota come causa di aumento della pressione sanguigna, è un potente induttore della crisi emicranica.
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Se il legame tra cioccolato ed emicrania venisse del tutto accertato, gli scienziati potrebbero realizzare un collutorio probiotico e altri rimedi efficaci contro il mal di testa da cioccolato. I medici, inoltre, raccomandano di individuare le vere cause del mal di testa.
Una situazione di questo tipo potrebbe far intendere che sia principalmente il cioccolato a causare il mal di testa, quando invece è l’emicrania stessa a provocare attacchi di fame nervosa. In ogni caso la raccomandazione dei medici esperti è di consumare il cioccolato con parsimonia ascoltando il proprio corpo.
Il Cioccolato Fondente: Benefici e Rischi
Il cioccolato fondente, grazie al contenuto in cacao, rappresenta una delle più generose fonti alimentari di flavonoidi, rinomati antiossidanti presenti negli alimenti di origine o derivazione vegetale, come il tè, il vino rosso, gli agrumi e i frutti di bosco. In genere, tanto maggiore è la percentuale di cacao nell'amata tavoletta e tanto superiore è la presenza di flavonoidi.
La quantità di flavonoidi contenuti nel cioccolato fondente si avvicina a quella dei frutti di bosco (alimenti antiossidanti per eccellenza), mentre sotto il profilo qualitativo rispecchia, con le sue catechine, il potere antiossidante del the verde. I flavonoidi, infatti, non “cancellano” le calorie dei grassi, che nel cioccolato la fanno da padrone. Nonostante tutto, i trigliceridi contenuti nel cioccolato fondente di BUONA qualità non sono poi così malvagi.
D'altro canto non tutti apprezzano il gusto amaro del fondente; a scopo educativo, si consiglia di iniziare con alimenti contenenti percentuali di cacao pari o superiori al 65%, aumentando poi gradualmente tale valore per dare tempo al palato di abituarsi. Evitare i prodotti contenenti caramello o altri ripieni particolari, perché più dolci, più calorici e più poveri di flavonoidi. Dunque, cioccolato sì, ma con moderazione.
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I LARN - Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (IV revisione) - consigliano una porzione media di 30 g; attenzione però! Si tratta di una quantità stabilita nel rispetto di una frequenza al consumo sporadica o “una tantum”.
Essendo ricco di ossalato, un antinutriente che complessa il calcio a livello intestinale impedendone l'assorbimento, il cioccolato andrebbe consumato con moderazione da chi soffre di osteoporosi e demineralizzazione ossea. Il cioccolato è sconsigliato nella dietoterapia di molte affezioni a carico dell'apparato digerente come: gastrite ed ernia iatale associate a malattia da reflusso gastroesofageo (GERD). Questo alimento sembra infatti responsabile di una riduzione della capacità di contenimento dello sfintere esofageo inferiore.
Intolleranze e Allergie
In realtà, come abbiamo sottolineato prima, più che una vera e propria intolleranza, spesso si tratta di reazioni legate ad altri fattori come l’allergia ad ingredienti specifici, la presenza di lattosio, l’eccesso di zuccheri o la sensibilità a minerali o metalli pesanti. È noto, ad esempio, che nel cioccolato c’è il nichel, un metallo che può provocare dermatite da contatto in soggetti sensibili. Questa composizione lo rende un alimento potenzialmente problematico per chi soffre di intolleranza al lattosio. L’allergia al cioccolato, più precisamente al cacao, è molto rara.
I Benefici del Cioccolato Fondente
I potenziali benefici per la salute, del cioccolato confezionato, altamente addolcito, sono praticamente nulli. I benefici per la salute del cioccolato fondente, invece, sono numerosi. Il cioccolato fondente (per definizione con contenuto di cacao puro tra il 70 ed il 99%) contiene antiossidanti. Due gruppi di antiossidanti prevalgono nel cioccolato fondente: i flavonoidi e i polifenoli. E’ stato attualmente dimostrato che il cacao del cioccolato fondente ha un alto contenuto di polifenoli e flavonoidi, anche più del vino e del tè.
Cioccolato Fondente e Salute del Cuore
I flavonoli sono il principale tipo di flavonoidi trovati nel cioccolato fondente. Sono antiossidanti naturali che si trovano anche in alcuni tipi di frutta, verdura, tè e vino rosso. L’assunzione di flavanoli del cacao può ridurre l’insorgenza di malattie cardiovascolari attraverso molteplici meccanismi. Questi componenti riducono infatti l’aumento dei trigliceridi, la glicemia a digiuno, la resistenza all’insulina e l’infiammazione sistemica, principali fattori di rischio per “malattie cardiometaboliche”.
Hanno un effetto molto positivo sulla salute del cuore perché contribuiscono ad abbassare la pressione sanguigna e migliorano il flusso sanguigno al cuore oltre che al cervello. I flavonoli del cioccolato fondente possono aiutare anche a rendere le piastrine del sangue meno viscose e capaci di coagulare, riducendo il rischio di infarto ed ictus. Inoltre il cioccolato fondente è una fonte di acido oleico ed è utile nel controllo dei valori di colesterolo.
Cioccolato e Bambini
Generalmente i pediatri consigliano di non introdurre il cioccolato nella dieta dei bambini prima del compimento del secondo anno perché, fino a quell’età, il fegato e i reni non sono ancora maturi per elaborarlo. Il cioccolato non contiene solo cacao ed è spesso troppo ricco di grassi saturi e zuccheri: anche dopo il compimento dei due anni va quindi offerto ai bambini con molta moderazione.
Da non sottovalutare, inoltre, la proprietà eccitante e stimolante del cacao e, di conseguenza, del cioccolato. E’ dunque preferibile offrire piccoli assaggi a colazione o, comunque, non nelle ore serali. Il cioccolato andrebbe preferibilmente associato ad altri alimenti: per esempio lo si può offrire insieme al pane o all’interno di una torta fatta in casa. In ogni caso, il consumo abituale non è consigliabile.
Sicuramente un cioccolato di ottima qualità, preferibilmente fondente, non dimenticando di controllare attentamente la lista degli ingredienti, cercando di evitare i prodotti scadenti e troppo poveri di cacao.
Cioccolato ed Umore
Nel cacao sono contenute sostanze in grado di influenzare il tono dell’umore. La presenza di carboidrati, come gli zuccheri, facilita la produzione di endorfine che stimolano sensazioni di euforia e attenuano il dolore. In secondo luogo, nel cacao sono presenti sostanze come feniletamina e anandamide, che solitamente vengono prodotte quando gli esseri umani provano sentimenti, favorendo quindi una sensazione di benessere.
Importante è anche la presenza di triptofano, un amminoacido responsabile delle proprietà antidepressive, che interviene nella produzione della serotonina. La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nel sistema nervoso centrale e nell’apparato gastrointestinale. Conosciuta come l’ormone del buonumore, è coinvolta in effetti in varie funzioni per regolare digestione, sonno, dolore, apprendimento e memoria.
Quando l’organismo non è in grado di produrre la giusta quantità di serotonina, diventa basilare integrarla con la dieta. È presente soprattutto in latticini, uova, carne, salmone, semi di girasole, soia, sesamo e zucca, patate, banane, farinacei integrali, noci, mandorle, ortaggi a foglia verde, cacao e cioccolato fondente. Considerato per eccellenza il migliore antidepressivo naturale, il cioccolato fondente, da prediligere nella variante biologica, stimola le endorfine e contribuisce a riportare il buon umore.
Quale Cioccolato Scegliere?
si al cioccolato, ma solo fondente al alta percentuale di cacao; si a cioccolato di qualità e quindi ricco di flavonoidi; no a cioccolato al latte o bianco; no agli eccessi di cioccolato: diabetico o no, è consigliabile moderarne l’assunzione.
Altre Tipologie di Cioccolato
Il cioccolato al latte rispetto al cioccolato fondente presenta minori concentrazioni di cacao ma mantiene, in misura ridotta, le stesse caratteristiche nutrizionali. Il suo gusto risulta più dolce grazie all’aggiunta di zuccheri e proprio in seguito a ciò, c’è anche un apporto calorico superiore. Il cioccolato bianco risulta essere mediamente calorico con circa il 31% di grassi e il 58 % di zuccheri. La quota di grassi è data principalmente dalla presenza di burro di cacao e di derivati del latte. In realtà esso non contiene polvere di cacao e proprio a ciò si deve la sua colorazione.
Cacao Puro Contro il Mal di Testa
Il cacao puro al 100%, amaro, ha il potere di lenire le cefalee e di agire come antinfiammatorio. E' ricco soprattutto delle vitamine del gruppo B come la tiamina (B1), la riboflavina (B2) e la niacina (B3). Presente anche acido folico.
Innanzitutto, deve essere amaro. Lo zucchero si può certo aggiungere, ma val la pena di cercare di diminuire progressivamente le dosi, a vantaggio della linea e per cominciare a gustare i sapori naturali degli alimenti.
Emicrania Pediatrica
Circa il 10% della popolazione pediatrica soffre di emicrania. Tra i fattori scatenanti dell’attacco emicranico sono compresi anche quelli alimentari. Non esiste però una lista di alimenti vietati uguale per tutti. Solo la verifica nel singolo paziente di un rapporto fra l’assunzione di un dato alimento e la comparsa del mal di testa può far nascere questo sospetto. E’ la conclusione cui sono arrivati i ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che hanno esaminato la letteratura scientifica esistente in materia fino ad oggi e smentito alcuni falsi miti.
L’emicrania pediatrica ha un’origine genetica. In circa il 5% dei bambini che ne soffrono si può sviluppare una forma cronica che ha un notevole impatto sulla qualità di vita in termini di perdita di giorni di scuola (nei casi più gravi anche di interi anni scolastici) e di sospensione delle attività ludiche, per esempio dell’attività sportiva.
Sono molteplici i fattori che possono scatenare l’attacco di mal di testa oppure aumentarne la frequenza accentuandone la gravità. In età pediatrica sono molto importanti quelli di natura emotiva, come stress scolastico o ansia o depressione derivante da situazioni familiari.
In realtà non è mai stato dimostrato che l'assunzione di cioccolato possa scatenare un attacco emicranico. Lo stesso vale per il glutammato di sodio, usato nella cucina cinese: si parla spesso di "sindrome del ristorante cinese" per indicare la comparsa di un attacco emicranico dopo un pasto di questo tipo, ma non ci sono evidenze scientifiche che la somministrazione di glutammato possa provocare mal di testa.
Diverso è il discorso per la caffeina e l'alcol (quest’ultimo specificamente per gli adulti), la cui possibile azione scatenante l'attacco emicranico risulta meglio documentata. Per quanto riguarda la caffeina, in particolare, non solo l'eccessivo consumo, ma anche la sua sospensione rapida può scatenare il mal di testa. E’ stato calcolato che la sospensione della caffeina possa provocare mal di testa in circa la metà dei soggetti.
Secondo i ricercatori del Bambino Gesù è sbagliato togliere questi alimenti a tutti i soggetti che soffrono di emicrania. Non è possibile prevedere che nel singolo paziente una serie di alimenti possa scatenare l’attacco emicranico. Si deve piuttosto, afferma Massimiliano Valeriani, responsabile di Degenza neurologica che ha coordinato la ricerca, «chiedere alla famiglia di verificare se esista un rapporto costante fra l'assunzione di un certo alimento e la comparsa, in breve intervallo, di mal di testa. Solo in questo caso si potrà procedere a togliere quello specifico alimento dalla dieta.
L'obesità può peggiorare la severità dell'emicrania. In un precedente studio condotto dai neurologi del Bambino Gesù è stato dimostrato che un’elevata frequenza di attacchi emicranici (maggiore di 5 al mese) interessa circa il 65% dei bambini in sovrappeso contro il 35% dei normopeso. L’evidenza scientifica insegna, quindi, che è opportuno instaurare un regime dietetico ipocalorico in bambini emicranici obesi.
I ricercatori hanno anche affrontato il tema dei nutraceutici (cioè integratori alimentari di origine naturale come per esempio il magnesio o il partenio), molto usati per la terapia dell'emicrania pediatrica. Non ci sono evidenze scientifiche certe che queste sostanze possano essere utili, ma sicuramente non hanno effetti collaterali.
Altri Fattori Scatenanti
I fattori scatenanti più frequenti dell'emicrania sono: stress, affaticamento, digiuno, mancanza di sonno e condizioni ambientali-meteorologiche. Tuttavia, il 20% delle persone che soffrono di emicrania segnala come potenziali fattori scatenanti anche certi alimenti.
Il Ruolo dei Flavanoli
L'unica possibile spiegazione riguarda l'azione dei flavanoli, che potrebbero stimolare l'attività dell'eNOS (Ossido nitrico sintasi), portando a una maggiore generazione di NO (ossido nitrico), che può portare a vasodilatazione anche cerebrale. Tuttavia, il ruolo della vasodilatazione nelle emicranie non è chiaro, e recenti scoperte ne mettono in discussione l'effetto.
Serotonina e Feniletilammina
Un altro possibile collegamento tra cioccolato e attacco di mal di testa è la serotonina. Le concentrazioni di questo neurotrasmettitore aumentano durante gli attacchi di emicrania. Teoricamente, è possibile che, aumentando il livello di serotonina, il consumo di cioccolato possa indurre un attacco di emicrania. Anche la feniletilammina è segnalata come un neurotrasmettitore potenzialmente responsabile del mal di testa di tipo emicranico in individui suscettibili.
NO e iNOS
In uno studio sugli animali, ha prodotto aumenti significativi del flusso cerebrale e del consumo di ossigeno cerebrale durante i primi 40 minuti di infusione. Un approfondimento ha dimostrato che una dieta arricchita con cacao sopprime i livelli di iNOS. L'NO è un importante regolatore biologico e mediatore chiave nell'emicrania, dove regola la neurotrasmissione e la vasodilatazione. I livelli di NO aumentano nel plasma venoso giugulare durante un attacco di emicrania e, inoltre, gli inibitori dell'iNOS sono efficaci nel trattamento dell'emicrania.
CGRP e Proprietà Antinfiammatorie
Cady et al. hanno dimostrato che una dieta arricchita di cacao previene le risposte infiammatorie nei neuroni del ganglio trigemino inibendo l'espressione di CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina), un peptide che tende ad alzarsi nel plasma delle persone che soffrono di emicrania.
Cioccolato, Umore e Microbiota Intestinale
La depressione e altri disturbi dell'umore spesso coesistono con l'emicrania e possono aggravarla. E' noto che il cioccolato ha proprietà migliorative sull'umore, principalmente grazie a proprietà orosensoriali, agli ingredienti psicoattivi e all'attivazione di percorsi di "ricompensa" neurale.
Un altro meccanismo attraverso il quale il cioccolato può essere benefico sull'emicrania è l'influenza sulla popolazione microbica dell'intestino umano. Martami et al. hanno dimostrato che una miscela probiotica potrebbe essere un integratore efficace e benefico per trattare l'emicrania, sia nei malati di emicrania cronica che episodica.
Non tutti gli studi provocatori sono riusciti a confermare che il cioccolato possa scatenare gli attacchi di emicrania.
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