Il Tiramisù: Storia, Curiosità e Ricette del Dolce Italiano Più Amato

Il tiramisù è uno dei dolci "cult" della tradizione pasticcera italiana, se non quello più rappresentativo: conosciuto e apprezzato in tutta la penisola da Nord a Sud senza distinzioni. Ma non solo, possiamo affermare tranquillamente che è anche il dessert italiano più famoso nel mondo: vi basti sapere che il suo nome è presente nel vocabolario comune di 23 lingue diverse e che in tutta Europa è la quinta parola italiana più conosciuta.

Tuorlo d’uovo, mascarpone, savoiardi inzuppati nel caffè zuccherato e cacao amaro, la ricetta di questo dolce simbolo della pasticceria italiana è molto semplice. Ciò che invece non è affatto semplice è riuscire a stabilire con assoluta certezza a quale regione italiana appartenga la legittima paternità del tiramisù.

Da diversi anni, infatti, è in corso una lunga battaglia tra alcune regioni, ma qual è quella a cui va il merito di aver “inventato” questo golosissimo dessert? Scopriamo il tanto sospirato mistero sulle origini del tiramisù!

Origini del Tiramisù: A Quale Regione Appartiene la Paternità di Questo Dolce?

Da anni si discute della paternità del dessert italiano per eccellenza, e il dibattito si è infuocato ulteriormente quando è uscito il libro Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato di Clara Vada Padovani e Gigi Padovani, pubblicato nel 2016 (Giunti Editore). In questo volume, a dire degli autori, si ripercorre la storia di questo dolce e ne viene svelata l’origine misteriosa.

L’Origine Toscana: La Zuppa del Duca a Siena

Una delle ipotesi sulle origini di questo dessert lo colloca geograficamente nella regione Toscana, più precisamente a Siena, dove in occasione di una visita del granduca Cosimo III de’ Medici venne inventato un dolce denominato “zuppa del Duca” con caratteristiche molto simili all’attuale tiramisù.

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Tuttavia ci sono alcune discordanze in questa leggenda poiché sia i savoiardi che il mascarpone erano poco usati nella pasticceria senese tra il XVII e il XVIII secolo, in più quest’ultimo ingrediente difficilmente poteva essere conservato e trasportato in tempi brevi dalla Lombardia, sua regione di produzione, alla Toscana.

“Dolce Torino” in Emilia-Romagna

Altri appassionati del tiramisù (e come dar loro torto?) invece sostengono che il famoso dessert abbia origini emiliane poiché lo scrittore, gastronomo e critico letterario forlivese Pellegrino Artusi, ne descrisse la ricetta nel suo libro La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene stampato nel lontano 1891.

Anche in questo caso però non tutti sono d’accordo, soprattutto considerando che il dolce in questione si chiamava Dolce Torino e poi al posto del mascarpone veniva usato il burro.

A Torino per Camillo Benso

Che abbia quindi un’origine piemontese? Ci spostiamo infatti in Piemonte, dove un’altra ipotesi vuole che il tiramisù sia stato creato da un pasticcere di Torino appositamente per dare sostegno a Camillo Benso Conte di Cavour, mentre svolgeva la sua attività politica per unificare il territorio italiano.

Però, nella metà dell’800 i metodi di produzione e conservazione degli alimenti non erano ancora così sviluppati da garantire la commestibilità del tiramisù, pertanto anche questa supposizione risulta poco credibile.

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Da Treviso agli USA… Il Viaggio del Tiramisù Continua

Tra le leggende sulla nascita del tiramisù troviamo anche un protagonista recente, tale Carminantonio Iannaccone, che afferma di essere l’inventore del famoso dolce e di averlo creato negli anni Settanta quando viveva a Treviso, poi emigrato negli Stati Uniti. A questa storia è stato dedicato anche un articolo del Washington Post, uscito nel 2007.

Le Più Agguerrite: Friuli Venezia Giulia vs Veneto

Arriviamo infine ai due contendenti più agguerriti, ovvero la regione Friuli Venezia Giulia e il Veneto.

La tesi a favore di quest’ultima regione racconta che la paternità del tiramisù appartiene alla città di Treviso, dove la creazione del dolce avvenne verso la fine degli anni 60 presso il ristorante “Alle Beccherie” da parte del pasticciere Roberto “Loly” Linguanotto. Il nome del dolce fu coniato in dialetto veneto tiramesù e poi italianizzato in “tiramisù” per le eccezionali capacità ristoratrici e nutrizionali del dessert.

Inizialmente questa argomentazione era ritenuta la più valida, anche perché il Friuli Venezia Giulia non aveva fatto molto per opporsi, ma viste le dichiarazioni del presidente del Veneto, Luca Zaia, di voler avviare la pratica per il riconoscimento della tipicità territoriale del dolce, i comuni di Tolmezzo in provincia di Udine e di Pieris di San Canzian d’Isonzo (Go) hanno fatto sentire le loro vibranti proteste.

Difatti nella prima provincia friulana si afferma che il conteso dessert è stato inventato nell’albergo Roma gestito da Norma Pielli, assieme al marito Giuseppe “Beppino” Del Fabbro. Nel ristorante dell’albergo veniva servito il Dolce Torino di pellegrino Artusi, a base di savoiardi, burro, cioccolata, rosso d’uovo, latte e fu proprio la signora Pielli nel 1951 a decidere di modificarlo sostituendo il mascarpone al burro e inzuppando i savoiardi nel caffè amaro, il nome tiramisù fu deciso invece dal marito poiché era un dolce che tirava su.

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Diversamente a Pieris in provincia di Gorizia la storia del tiramisù venne scritta da Mario Consolo, inventore del Vetturino, dolce con cioccolato e zabaglione, la cui ricetta veniva proposta dagli anni ‘40 e che è stata perfino registrata davanti a un notaio. Alla fine della seconda guerra mondiale fu un cliente del suo ristorante a suggerirgli il nome di tiremesu.

Qual È la Verità Sul Tiramisù? Un Libro Per Chiarire le Idee

Ma ecco finalmente la svolta: i food writer Clara e Gigi Padovani, dopo aver indagato per più di due anni sulla misteriosa origine del tiramisù, sono riusciti a trovare le prove definitive che il famoso dessert italiano ha origini friulane e non venete. Più precisamente, fu creato tra i due comuni di Pieris di San Canzian d’Isonzo (Go) e Tolmezzo (Ud).

Questo lungo periodo di ricerca, analisi e consultazioni di testimonianze storiche è stato tutto riportato nel loro libro Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato.

A corredo delle informazioni storiche sulla paternità del tiramisù sono state inserite 16 proposte alternative alla ricetta originale create con ingredienti provenienti da diverse parti del mondo, in più sono presenti ben 23 variazioni sul tema realizzate da 20 grandi chef italiani e internazionali tra cui Albert Adrià, Josean Alija, Niko Romito e Iginio Massari.

È uno dei classici della tradizione pasticcera made in Italy e piace praticamente a tutti: è il tiramisù, dolce al cucchiaio apprezzassimo all’estero per il suo ingrediente principale, ossia il caffè, altro vanto tutto italiano.

La sua origine si perde tra miti e leggende: la più antica attestazione lo vuole preparato a Siena a fine 1600, in occasione di una visita del Granduca Cosimo de Medici con il nome di “zuppa del duca”; mentre qualcun’altro sostiene che il primo tiramisù sia stato creato da un pasticcere di Torino per il conte di Cavour.

L’unico dato certo, però, è quello segnalato dall’enogastronomo Giuseppe Maffioli nel 1981 che indica la creazione del tiramisù verso la fine degli anni 60 dal pasticcere del ristorante “Alle Beccherie” di Treviso, che aveva preso spunto da una ricetta appresa in Germania.

Piccola nota etimologica curiosa: pare che il nome “tiramisù” derivi dall’espressione trevigiana “terarse su”, con chiaro riferimento ai poteri afrodisiaci del caffè e delle uova contenute nella ricetta.

Ricetta Tiramisù Classico

Per preparare il tiramisù preparate il caffé con la moka per ottenerne 300 g, poi zuccherate a piacere (noi abbiamo messo un cucchiaino) e lasciatelo raffreddare in una ciotolina bassa e ampia. Separate le uova dividendo gli albumi dai tuorli, ricordando che per montare bene gli albumi non dovranno presentare alcuna traccia di tuorlo.

Montate i tuorli con le fruste elettriche, versando solo metà dose di zucchero. Incorporato tutto il formaggio avrete ottenuto una crema densa e compatta; tenetela da parte.

Pulite molto bene le fruste e passate a montare gli albumi. Dovrete montarli a neve ben ferma; otterrete questo risultato quando rovesciando la ciotola la massa non si muoverà.

Prendete una cucchiaiata di albumi e versatela nella ciotola con la crema di mascarpone e mescolate energicamente con una spatola, così stempererete il composto. La crema al mascarpone è ora pronta.

Distribuitene una generosa cucchiaiata sul fondo di una pirofila di vetro, grande 30x19,5cm e distribuite per bene su tutta la base. Man mano distribuite i savoiardi imbevuti nella pirofila, cercando di sistemarli tutti in un verso, così da ottenere un primo strato di biscotti.

Trasferite la crema rimasta in un sac-à-poche con beccuccio liscio di diametro 12 mm e realizzare dei ciuffetti per tutta la dimensione della teglia. Spolverizzatela con del cacao amaro in polvere e lasciate rassodare in frigorifero per un paio d’ore.

Si consiglia di consumare il tiramisù preparato con uova fresche entro la giornata o conservare al massimo per 1 giorno in frigo, in un contenitore ermetico. Se utilizzate uova pastorizzate anche 2-3 giorni.

Variante Golosa: Tiramisù alle Fragole

Dimenticate per un attimo caffè e cacao amaro e pensate alle fragole fresche. Proprio con questo frutto, infatti, è possibile realizzare una delle varianti del tiramisù più conosciute e preparate. Si tratta di un dessert fresco e goloso, che sorprenderà i palati di grandi e bambini* e che farà chiedere il bis ai vostri ospiti.

Per realizzare il tiramisù alle fragole vi basteranno pochi ingredienti. La parte difficile sarà poi l'attesa in frigorifero affinché si rassodi. Vi serviranno 300 grammi di savoiardi, 250 grammi di mascarpone, 150 grammi di zucchero, 3 uova, 500 grammi di fragole e circa 100 ml di acqua.

Partite frullando 200 g di fragole con 50 g di zucchero e l'acqua, fino a ottenere una crema tipo sciroppo. In una ciotola unite poi i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa e bianca. Aggiungete il mascarpone e incorporatelo al composto con le fruste elettriche, senza aggiungere il siero che si forma sul fondo della confezione.

A parte, montate gli albumi a neve ferma e aggiungeteli poi al composto, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare nulla. Imbevete i savoiardi nello sciroppo di fragola, senza inzupparli troppo. Formate poi uno strato di crema, decorate con parte delle restanti fragole tagliate a pezzettini e continuate così fino alla fine degli ingredienti. Lasciate in frigorifero 2 ore e poi servite.

Variante Sfiziosa: Tiramisù al Tè Matcha

Il matcha (se vogliamo pronuncialo alla giapponese) o il motcha (se vogliamo seguire la pronuncia cinese) è un tè verde originario della Cina imperiale. Le foglie di matcha, prima di essere utilizzate, vengono cotte a vapore, asciugate e ridotte in polvere finissima. Ne esistono di due principali qualità: le foglie spesse, che derivano da alberi con più di 30 anni, e le sottili, da alberi con meno di 30 anni.

Questa varietà di tè è ancora la più utilizzata nelle tradizionali cerimonie del tè in Cina e tramite la sua diffusione a livello mondiale sono nate diverse ricette a base di tè matcha. Tra queste, un'alternativa sfiziosa che unisce due culture assai diverse è il tiramisù al tè matcha.

Realizzarlo è molto semplice, vi basteranno questi ingredienti: 300 grammi di savoiardi, 500 grammi di mascarpone, 4 uova, 130 grammi di zucchero, 200 ml di latte, 2 cucchiaini di tè matcha (in polvere, solubile - per la bagna) e 1 cucchiaino di tè matcha (in polvere, solubile - per la crema).

Iniziate separando i tuorli e gli albumi: in una ciotola montate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una crema chiara e spumosa; aggiungete il mascarpone un cucchiaio alla volta e incorporatelo nella crema. A parte, invece, montate gli albumi a neve ferma e uniteli al composto con movimenti dal basso verso l'alto per non smontarli. In ultimo aggiungete anche il cucchiaino di tè matcha in polvere e vedrete che la vostra crema si colorerà di un meraviglioso verde.

Unite al latte precedentemente scaldato la restate polvere di tè matcha e create così la bagna per i vostri savoiardi. In una pirofila, formate un primo strato di savoiardi imbevuti, poi uno di crema e così via fino a terminare gli ingredienti. Il tiramisù al tè matcha sarà un successone, provare per credere.

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