La Ricetta delle Crêpes di Porto Vecchio: Un Viaggio Gastronomico

L'estate si arricchisce di sapori e tradizioni, e tra gli eventi più attesi spicca "A Tavola sul Porto Vecchio" a Sanremo. Questa manifestazione, consolidata negli anni, offre un'esperienza unica che celebra la gastronomia e la musica.

Ma cosa rende le crêpes così speciali? Un viaggio a Nizza, presso un piccolo mercato delle pulci vicino al porto, svela un segreto. Un incontro casuale con un vecchio del luogo trasforma un momento di noia in una scoperta culinaria.

Il vecchio, con gesti semplici e un sorriso, descrive i suoi pasti frugali ma deliziosi. Indicando una panetteria vicino alla chiesa, rivela il suo segreto: "Due crêpes zuccherate per un paio di euro ciascuna e sono a posto".

Incuriosito, ci si addentra nel "Boulanger Pâtissier du Port", una bottega dall'atmosfera tipicamente francese. Tra le vetrine piene di delizie dolci e salate, ecco le crêpes, piegate come fazzolettini dorati.

La scelta è tra "Nutellá ou sucre?". Per non rovinare l'autenticità del momento, si opta per la versione semplice, con zucchero. Il risultato è un'esplosione di sapore: la crêpe si scioglie in bocca, lo zucchero si dissolve in una dolcezza delicata.

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Questo amore per la semplicità e la qualità degli ingredienti si ritrova anche nelle iniziative culinarie più raffinate. Ad esempio, durante la Cena delle Stelle a Eataly Roma, le eccellenze campane sono state protagoniste, dimostrando come anche la cucina più ricercata possa trarre ispirazione dalla tradizione.

Un esempio di come la tradizione si reinventa è la crêpe Suzette, un classico intramontabile. Questo dessert, rifinito in padella e spesso flambé, è un vero spettacolo per gli occhi e per il palato.

Anche la sala, e non solo la cucina, ha un ruolo fondamentale nell'esperienza gastronomica. Achille Sardiello, maître e sommelier al ristorante di Alessandro Pipero a Roma, ha raccontato a Striscia la Notizia come la lampada, un fornello a gas utilizzato per preparare le crêpes, possa creare un momento magico per i clienti.

Sardiello spiega: «Faccio riscaldare la padella, vi verso lo zucchero che faccio sciogliere fino a caramellarlo per poi unirvi del burro, del succo di limone e anche di arancia per poi sfumare con un primo liquore a base arancia (Grand Marnier la scelta più classica, ndr) e i fine con del cognac che poi incendierò.»

La fiammata finale è un elemento essenziale per chi ordina la crêpe Suzette, un vero e proprio rituale che coinvolge tutti i commensali.

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Un altro aspetto da considerare è l'accompagnamento: gelato sì o gelato no? La scelta è personale, ma molti apprezzano il contrasto tra il caldo della crêpe e il freddo del gelato.

In definitiva, l'esperienza della crêpe di Porto Vecchio è un viaggio attraverso sapori semplici ma autentici, un omaggio alla tradizione e alla convivialità.

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