La Gallina di Cioccolato: Storia e Tradizioni Pasquali

Non c’è Pasqua che si rispetti senza l'uovo di cioccolato, il vero protagonista della giornata! L’uovo di cioccolato è fra le tradizioni più irrinunciabili del giorno di Pasqua.

Le Origini Antiche del Dono delle Uova

L’usanza dello scambio delle uova ha origini ben lontane, ben prima dell’avvento del Cristianesimo e dei suoi significati connessi alla Pasqua. L’uovo è considerato da tempi antichissimi un simbolo di vita e rinascita, nelle civiltà più diverse.

In tempi antichi, l’usanza era quella di scambiare uova di gallina decorate durante l’arrivo della primavera, un gesto di buon auspicio diffuso tra Persiani, Egizi e Greci. Infatti, l’usanza di regalarsi delle uova (ovviamente non di cioccolato, ma di gallina!) risale all’epoca dei Persiani: allora le uova erano considerate un alimento dal significato profondo, simbolo di buon auspicio e di fertilità.

Per i popoli più antichi, il prodotto della gallina era sinonimo di vita, nonché irrinunciabile ingrediente per energia e salute. In diverse civiltà le uova erano associate alla primavera e alla rinascita e con l’avvento del cristianesimo questo loro valore spirituale venne trasposto all’ambito religioso: l’uovo divenne il simbolo della resurrezione di Cristo.

La religione Cristiana ha ripreso e riadattato diverse simbologie antecedenti, tra cui anche quelle legate alle uova. Con l’avvento del cristianesimo l’uovo, inizialmente simbolo di vita e di rinascita primaverile della natura, divenne dunque simbolo di resurrezione. Nella tradizione cristiana, il guscio dell’uovo è assimilato al sepolcro, da cui Cristo risorge.

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La Diffusione dell'Usanza in Europa

Infatti, il primo scambio di uova che ricordiamo in Occidente è avvenuto a Parigi nel 1176, quando il superiore dell’abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, rientrato a Parigi dopo aver combattuto nella II crociata, alcuni prodotti delle sue terre come le uova, simbolo di vita che si rinnova.

Durante il Medioevo, l’usanza di scambiare uova di gallina decorate ha assunto una nuova connotazione, diventando un regalo per celebrare la Pasqua. Sembra sia stato nel Medioevo, però, che il dono delle uova decorate cominciò ad affermarsi come tradizione pasquale: è in questo periodo storico che, in Germania e nei paesi scandinavi, si diffuse l’abitudine di regale uova colorate la domenica di Pasqua.

Sempre nel Medioevo, l’uovo pasquale divenne anche un oggetto di lusso: abbellito con metalli preziosi come l’argento, Edoardo I ne commissionò 450 esemplari proprio in occasione della Pasqua.

La tradizione poi si diffuse in tutta Europa grazie a un altro cioccolatiere, che nel corso dell’Ottocento creò un cioccolato morbido e facile da maneggiare.

L'Uovo di Cioccolato: Dalla Francia alla Russia

La tradizione di regalare uova di cioccolato, diffusa oggi soprattutto tra i più giovani, è più recente di quanto si pensi. La prima uova di cioccolato è stata commissionata in Francia nel XVIII secolo da Re Luigi XIV, desideroso di sostituire le tradizionali uova d’oro con qualcosa di più delizioso.

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La scelta di regalare un proprio uovo non è casuale. Fin dall’antichità questo alimento ha ricoperto un valore simbolico enorme. In alcune culture Terra e Cielo, unendosi, formavano proprio un uovo, simbolo di vita. Per gli antichi Egizi l’uovo era invece l’origine di tutto e il fulcro dei quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco).

Nel 1819, l’imprenditore svizzero François Louis Cailler rivoluzionò ulteriormente la produzione di cioccolato, rendendo più accessibili le uova di cioccolato al pubblico. Ben più recente sembra essere l’usanza dell’uovo completamente ricoperto di cioccolato, un dolce ormai immancabile per i festeggiamenti pasquali.

Per arrivare all’origine dell’idea dell’uovo con sorpresa, invece, dobbiamo spostarci un bel po’ più ad Est e raggiungere la corte dello zar Alessandro III di Russia. Oltre al cioccolato, le uova di Pasqua sono celebri per le sorprese al loro interno.

Questa tradizione ha avuto inizio con Peter Carl Fabergé, orafo russo incaricato di realizzare un prezioso uovo di Pasqua per lo zar Alessandro III nel 1883. Questo oggetto raffinato ha introdotto la pratica di inserire regali nelle uova di Pasqua, una tradizione che persiste fino ai giorni nostri.

Le Uova di Fabergé

Il gioielliere e orafo russo Peter Carl Fabergé (San Pietroburgo, 30 maggio 1846 - Losanna, 24 settembre 1920) nel 1885 progettò e preparò un uovo di Pasqua in oro e materiali preziosi, su commissione dello zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna.

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L’uovo creato, rivestito di smalto bianco opaco, conteneva un tuorlo d’oro, il quale conteneva a sua volta una gallina d’oro cesellata, che aprendosi rivelava un altra sorpresa: una riproduzione in miniatura in oro e diamanti della corona imperiale. Il dono fu talmente apprezzato dalla moglie dello zar che Fabergé fu nominato gioielliere di corte ed incaricato di preparare ogni anno un uovo, in esemplare unico, contenente un dono.

Tradizioni Pasquali nel Mondo

Oltre all’usanza delle uova di Pasqua di cioccolato, nel mondo ci sono diverse tradizioni per cui vengono realizzate “uova artistiche”. Tra le più significative ricordiamo le uova ucraine, uova colorate realizzate con tinture fissate a cera e regalate dentro a graziosi cestini di vimini foderati in erba.

  • In Svezia si adornano i ramoscelli di betulla con delle uova dipinte e delle piume.
  • Nel sudovest della Francia per il Lunedì di Pasqua, tra i paesi dell’Aquitania si crea una vera e proprio battaglia a chi fa la frittata più grande.
  • Nella piazza principale di Haux, per esempio, si servì una frittata enorme realizzata con più di 4500 uova e 49 chili di pancetta da sfamare fino a 1000 persone.
  • In Romania durante la messa di Mezzanotte si celebra la fine della Quaresima con le uova dipinte.
  • In Messico il sentimento religioso è forte, quindi le usanze abbracciano questa caratteristica, il Giovedì Santo si fa il giro di sette chiese per confessare i peccati e il Venerdì Santo invece ci sono processioni e rappresentazioni della Passione di Cristo.

Battaglie con le Uova

Cominciamo, nello specifico, dalle battaglie a base edibile. In Italia di solito associamo questa usanza allo storico Carnevale di Ivrea, dimenticandoci di un altro combattimento, senza legge e senza quartiere, che resiste in alcune parti della penisola.

Semplicissimo: si lessano delle uova, che in certi casi si decorano con un po’ di colore (fa sempre festa, del resto) e ci si sfida picchiettando il proprio uovo, dal lato della punta, contro quello dell’avversario. Alla fine, vince l’ultimo uovo rimasto integro.

Oltre l’Italia, questa usanza è radicata anche in Assam (Stato federale nella zona nord-orientale dell’India), dove prende il nome di Koni-juj (কণীযুঁজ), o in America, dove la battaglia delle uova si chiama egg-knocking o egg-tapping o egg-boxing - definizione, quest’ultima, sulla quale c’è anche chi si spertica per dimostrare che picchiettare le uova una sull’altra può assurgere al rango di sport.

Le Uova Colorate

Ma allora come mai ricordiamo le uova di Pasqua non-di-cioccolato soprattutto come uova colorate? Innanzitutto, tenetevi, queste uova sono un mezzo fake. O meglio, le uova colorate no, i colori sì, in quanto, tradizionalmente, l’unico usato era il rosso.

Come sembrerebbe testimoniare Plinio il Vecchio, o secondo altre ricerche Elio Lampridio (rispettivamente I° e IV° sec. d.C.), già tra i romani era uso colorare le uova di rosso e seppellirle nel terreno in primavera per assicurarsi un raccolto abbondante.

Solo più tardi la palette si riempì di altri colori, che venivano reperiti «per il marrone dalla fuliggine, per il violetto dalle radici della liquerizia, per il verde dalle foglie di ulivo o di frassino, per il giallo dello zafferano, per il rame del guscio delle noci», come scrive anche Galanti.

Consigli per l'Acquisto delle Uova di Pasqua

Nell’acquisto delle uova non sempre si fa caso alla qualità del cioccolato, al suo peso ed al costo unitario: la quantità di cacao è determinante per differenziare un cioccolato di pregio da uno di minore valore. Pur essendo tutti i cioccolati sicuri da un punto di vista nutrizionale, un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50% dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte.

Attenzione dunque alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il “cioccolato puro” non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore.

Alternativa: Uova Fatte in Casa

Consigliamo a tutti di valutare l’idea di provare a realizzare un Uovo di Pasqua con le proprie mani… esperienza dall’alto valore simbolico!

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