La marmellata con fiori di zafferano è una preparazione culinaria originale e ricca di sapori. Esistono diverse varianti di questa delizia, ognuna con le sue peculiarità e abbinamenti ideali. Scopriamo insieme alcune ricette e curiosità.
Marmellata allo Zafferano: un'Ispirazione Medievale
La marmellata allo zafferano è una ricetta davvero sfiziosa, di origine francese e d’ispirazione medievale. Si prepara con il latte fresco ed è perfetta per farcire torte, biscotti di pasta frolla o crepes. Fate sciogliere lo zucchero nel latte e poi fate cuocere per almeno 4 ore, a fuoco basso e in una pentola dal fondo spesso. A metà cottura aggiungete lo zafferano. Ricordate che il latte non deve bollire, ma sobbollire. La marmellata di zafferano risulterà pronta quando assumerà una consistenza abbastanza cremosa.
Confettura di Pere Williams con Zafferano Umbro
La confettura di pere Williams con zafferano umbro è un'altra variante molto apprezzata. È ottima da abbinare ai formaggi, ma anche per farcire crostate o spalmare sul pane a colazione. Per mantenere la confettura bella chiara, quasi dorata, si può utilizzare la pectina, riducendo i tempi di cottura. Se preferite, potete prepararla anche con il metodo classico, allungando i tempi di cottura.
Ricetta della Confettura di Pere Williams e Zafferano Umbro
Ecco una ricetta dettagliata per preparare questa deliziosa confettura:
Ingredienti:
- 1 kg pere Williams al netto dello scarto
- 20 stimmi zafferano
- 1 cucchiaio acqua tiepida
- 2 cucchiai succo di limone
- 500 g zucchero semolato
- 1 bustina Fruttapec 2:1
Preparazione:
- Mettete lo zafferano nell'acqua e fatelo riposare per 3-4 ore.
- Sbucciate le pere e irroratele con il succo di limone, mescolate bene.
- Versate lo zucchero in una ciotola, unite il Fruttapec e mescolate.
- Versate le pere e lo zucchero in un tegame, portate ad ebollizione e fate cuocere a fuoco vivace per un minuto.
- Unite lo zafferano e proseguite la cottura ancora per 2 minuti, mescolando.
- Allontanate dal fuoco e mescolate per un minuto.
- Versate la confettura bollente in vasetti sterilizzati, chiudete ermeticamente e capovolgete i vasetti.
- Fate riposare a testa in giù per 5 minuti, poi girateli di nuovo.
Confettura con Fiori di Tarassaco: un Tesoro Primaverile Dimenticato
La confettura con fiori di tarassaco è uno di quei piaceri semplici che sanno di natura e tradizione. Si prepara in primavera, quando i prati si tingono di giallo e l’aria profuma di erba fresca. I petali di tarassaco, raccolti con pazienza, sprigionano un profumo delicato, quasi mielato. Una volta cotti con zucchero e limone, si trasformano in una conserva dorata e profumata, perfetta per colazioni lente, pane rustico o merende all’aria aperta. È una ricetta povera, ma ricca di poesia, fatta con le mani e con il cuore.
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Ricetta Confettura con Fiori di Tarassaco
Per la preparazione della confettura di fiori di tarassaco iniziate raccogliendo i fiori di tarassaco quando sono sbocciati da un po’ di tempo, lavateli e tagliate via la parte verde. Poneteli su uno scolapasta e fateli asciugare. Poi adagiateli su un canovaccio pulito e fateli riposare un po’, in modo che si asciughino completamente. Ora lavate l’arancia e il limone senza sbucciarli, poi tagliateli e pezzetti. Mettete i fiori ben asciugati in una pentola, poi aggiungete anche gli agrumi e l’acqua. Accendete il fuoco lento e fate sobbollire per circa 60 minuti, controllando che i fiori siano sempre immersi nell’acqua. Filtrate il composto in un colino a maglie strette in modo da ottenere il succo della cottura. Ora trasferire il succo in una pentola, aggiungete lo zucchero e cuocete a fuoco lento per circa 45 minuti. Trascorso questo lasso di tempo, fate la prova del piattino, su un piatto freddo versate un po’ di composto e inclinatelo, se il composto fa fatica a scivolare allora è pronto. Versate la confettura in vasetti di medie dimensioni, fate raffreddare ed infine sigillate. Aspettate un giorno intero prima di consumare la vostra confettura.
Ingredienti confettura di fiori di tarassaco
- 1 lt. di acqua
- 200 fiori di tarassaco
- 1 arancia biologica
- 1 limone biologico
- 700 gr. di zucchero
Come Utilizzare i Petali di Tarassaco
I petali di tarassaco si raccolgono a primavera, quando i prati si accendono di giallo. Sono delicati, profumati, ricchi di energia e simboli di rinascita. Non servono solo per infusi, sciroppi o decotti. Possono diventare ingrediente creativo in cucina e fuori. La parte più aromatica del fiore è nei petali, che si usano freschi e appena raccolti. Vanno puliti con cura, mai lavati, solo scrollati per evitare residui. Puoi usarli crudi nelle insalate, mescolati ad altre erbe spontanee. Donano un tocco amaro e floreale, perfetto con limone e frutta secca. Oppure puoi trasformarli in una confettura con fiori di tarassaco, usando solo la parte gialla, senza base di sciroppo. Si abbinano bene al limone, alla mela o alla vaniglia. Il risultato è una conserva chiara, luminosa e dal gusto originale.
Consigli Utili
Quando si è alla prima confettura o comunque alle prime armi, ci si confonde spesso in merito alla giusta consistenza, in quanto la confettura o marmellata ancora calda, sembra molto più liquida di quello che in realtà diventa una volta fredda. Fruttapec è a base di pectina, un gelificante naturale che si ricava dalle mele e dagli agrumi e che permette di ridurre a soli 3 minuti il tempo di bollitura della frutta, mantenendo inalterato il colore ed il sapore della frutta fresca.
Quale Zucchero Utilizzare?
Di norma sarebbe utile impiegare uno zucchero neutro, in modo da fare emergere su tutti il gusto dell’ingrediente principale. Tuttavia, chi vuole conferire alla preparazione un sapore più corposo che ricorda il caramello, inserisce lo zucchero di canna extrafine, che si caratterizza per i residui di melassa. In questo caso, proprio perché i fiori di tarassaco hanno un sapore molto delicato, consiglio uno zucchero “leggero”, come quello bianco.
Marmellata o Confettura?
Spesso ci confondiamo pensando di parlare della stessa cosa, ma in realtà sono due preparazioni ben distinte seppur simili, differenza sancita addirittura dalla legge, per l’esattezza dalla direttiva europea n. 79/693 del 1979, recepita dall’ordinamento italiano nel 1982 con il D.P.R. 8 giugno 1982, n. 401, in cui si stabilisce che: la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo), in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.
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