La confettura di amarene è una conserva dolce, genuina e delicata, semplice da preparare a casa e che necessita di soli 2 ingredienti: la frutta e lo zucchero semolato.
Differenza tra Ciliegie e Amarene
Anche se in tanti confondono le amarene con le ciliegie, è bene ricordare che questi due prodotti, anche se hanno molte caratteristiche in comune, presentano delle differenze che ne alterano forma, colore e, soprattutto, il gusto.
- Ciliegie: Sono i frutti dell’albero Prunus avium, spesso chiamato ciliegio dolce. Hanno un sapore zuccherino, una polpa tenera e succosa, e un colore che varia dal rosso vivo al rosso scuro. Sono comunemente consumate fresche, ma vengono anche utilizzate in dolci, confetture e sciroppi.
- Amarene: Provengono dal Prunus cerasus, detto ciliegio acido. Sono più piccole e scure delle ciliegie, con un gusto marcatamente aspro. Per via della loro acidità, raramente si mangiano crude: sono più adatte a marmellate, sciroppi, liquori (come il maraschino) e dolci.
La marmellata di amarene - essendo anche meno dolce di quella di ciliegie - è perfetta per farcire torte, cornetti e dessert e si può anche spalmare su pane e fette biscottate per una colazione genuina e leggera. Non solo, con questa marmellata si possono anche farcire dessert a base di yogurt o una cheesecake homemade.
Fondamentale, come per tutte le conserve, è la sterilizzazione (doppia) dei vasetti nei quali verrà poi conservata la marmellata di amarene.
Confettura di Amarene: La Ricetta
Ingredienti
- 2 kg di amarene
- 700 g di zucchero semolato
Procedimento
- Per preparare la confettura di amarene in casa, si inizia lavando con cura la frutta e avendo cura di eliminare picciolo e nocciolo da ogni chicco, raccogliendo il succo che viene fuori in un contenitore per unirlo poi alla marmellata.
- In una pentola capiente unite le amarene e lo zucchero e fate cuocere i due ingredienti a fuoco basso per circa un'ora.
- Per prima cosa armatevi di pazienza perché ce ne vuole tanta! Lavate accuratamente ma delicatamente le amarene cambiando l’acqua più volte e mettetele a scolare in un grande colapasta.
- Incidete la polpa a metà con un coltello ed estraete il nocciolo. Oppure, se ne siete provvisti, utilizzate l’apposito denocciolatore. Se ci riuscite, lavorate con i guanti.
- Raccogliete la polpa e tutto il succo rilasciato dalle amarene in una ciotola. Unite la metà dello zucchero e iniziate a mescolare.
- Lavate con una spazzolina un limone bio, prelevate la scorza intera con un pelapatate e aggiungetela nella ciotola. Poi spremete il limone e aggiungete anche il succo filtrato.
- Mescolate bene, coprite la ciotola e lasciate macerare in frigo per qualche ora. Trascorso il tempo di macerazione le amarene avranno rilasciato molto del loro succo.
- Trasferite tutto il contenuto della ciotola in un padellone e aggiungete il resto dello zucchero, mescolare con cura e accendete il fuoco a fiamma vivace. Cuocete per circa mezz’ora impostando il timer dal momento dell’ebollizione. Mescolate di tanto in tanto per ottenere una cottura uniforme.
- Consiglio di cuocere marmellate e confetture in un tegame basso con la superficie ampia. Trascorsi 20-25 minuti, estraete con una pinza le scorze di limone che avranno rilasciato tutto il loro profumo e, se gradite spalmarla sulle fette o sul pane, frullate grossolanamente la confettura con un minipimer.
- Fate la prova sul piattino congelato dopo 25-30 minuti di cottura. Attenzione! Non tenetela troppo sul fuoco per non farla indurire. Spegnete il fuoco e mescolare per far dissolvere l’eventuale schiuma presente. Poi invasate in vasetti di vetro sterilizzati.
- Fate raffreddare completamente e controllate che abbiano fatto il sottovuoto. Se così non fosse, cambiate tappo o l’intero vasetto e procedete con la pastorizzazione bollendo per 20 minuti i vasetti completamente immersi in acqua fino a 2 cm sopra il tappo.
- Trasferite la marmellata ancora bollente in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati in forno o in acqua bollente, chiudeteli bene e appoggiateli a testa in giù su un tavolo, lasciandoli in quella posizione finché la marmellata non si sarà raffreddata completamente.
- Potete conservare questa marmellata qualche mese, se messa in vasetti di vetro sterilizzati e avendo cura di far formare il sottovuoto al loro interno.
NOTE:
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- 1) Il succo del limone è facoltativo, in realtà, potete anche ometterlo.
- 2) Come sempre consiglio di assaggiare la preparazione poco prima di terminare la cottura per regolarne il grado di dolcezza, aumentando la quantità di zucchero se non soddisfacesse il vostro palato.
Non amo i sapori eccessivamente dolci e stucchevoli e potreste trovare le mie dosi di zucchero troppo basse per il vostro gusto.
Le amarene sono il frutto del ciliegio aspro, un alberello che, in genere, non supera i pochi metri di altezza, ma così robusto e da crescere un po’ ovunque nel nostro Paese, e capace di resistere bene ai capricci della natura.
I fiori compaiono all’inizio di aprile, e i frutti raggiungono la maturazione nel mese di giugno, un po’ in anticipo se è caldo e secco, o più verso fine mese nelle estati che stentano a decollare.
Lo zucchero è un prezioso conservante. Quando si preparano marmellate e confetture è bene valutare per quanto tempo vorremo conservarle.
Avete numerosi barattoli di marmellata aperti, pieni a metà, che nessuno vuole finire?
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La confettura di amarene è una conserva casalinga davvero squisita. Dolce, ma con un retrogusto piacevolmente amarognolo, è ottima da spalmare su fette biscottate o pane tostato, insieme a un velo di burro, a colazione e merenda. Può essere utilizzata per farcire torte, crostate o cornetti, guarnire dello yogurt bianco naturale o accompagnare dei formaggi stagionati all'ora dell'aperitivo.
Una volta pronta, sistema la confettura ancora bollente nei vasetti di vetro sterilizzati, mettili a testa in giù e lascia raffreddare completamente, in modo tale che si crei il sottovuoto. Trasferiscila poi in un ambiente fresco, asciutto e al riparo da fonti di luce: potrai così conservarla per diversi mesi.
Per un risultato impeccabile, è importante che le amarene siano ben mature, sode e prive di macchie; alla stessa famiglia appartengono anche le visciole e le marasche, ideali per la preparazione di liquori e conserve. Per aiutare la confettura ad addensarsi, puoi aggiungere qualche goccia di succo di limone, un gelatificante naturale ricco di pectina. Puoi arricchire la preparazione anche con delle spezie, come vaniglia, cannella, cardamomo o zenzero, per un tocco fresco e pungente.
Se non trovi le amarene, puoi utilizzare le ciliegie, in questo caso diminuisci di 100 gr la quantità di zucchero. Lava bene le amarene, poi elimina il picciolo e con l’aiuto di una cannuccia snocciolale facendo una leggera pressione sul foro centrale.
Mescola per bene e poi versale in una pentola dai bordi alti. A cottura quasi ultimata, puoi scegliere se frullare la confettura con un frullatore a immersione in modo da avere una consistenza più liscia o puoi lasciarla a pezzi.
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Fai la prova del piattino: versa un poco di confettura un su piattino e inclinalo leggermente; se la confettura rimane ferma o scivola lentamente, è pronta.
Lascia circa 1 cm di spazio fra il bordo e il coperchio e chiudi ermeticamente. Metti i vasetti ben chiusi a testa in giù e lascia raffreddare completamente.
Prima di trasferire la confettura in dispensa, assicurati che si sia creato correttamente il sottovuoto: il coperchio dei vasetti non deve presentare un rigonfiamento centrale, ma deve essere concavo; metti un dito al centro del tappo e premi: se l'operazione è riuscita, non sentirai nessun clik-clak. In alternativa, puoi battere con un cucchiaio sul coperchio: se emette un suono metallico, il barattolo è sottovuoto.
Conservazione
La confettura di amarene si conserva a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, per circa 5 mesi; una volta aperta, puoi conservarla in frigorifero e consumarla entro 4 giorni.
La marmellata di amarene è la marmellata per eccellenza! Ottima per dolci e crostate e per preparare merende golose con pane burro e marmellata!
La marmellata di amarene fatta in casa è la marmellata! Quella che porta alla mente il monello, la monella di turno, beccati a leccarsi il dito mentre il resto del viso rivela la marachella!
Lo so, lo so che si dice confettura di amarene, ma provate a dire “pane e confettura”! Naaaaa….. cosa c’è di più buono, genuino e giusto di “pane e marmellata”?
Marmellata di amarena ricetta della nonna
- 1 kg Amarene (già denocciolate)
- 700 g Zucchero
Come fare la marmellata di amarene
- Lava le amarene sotto un getto di acqua corrente, asciugale sommariamente ed elimina il nocciolo. Mettile in una pentola con lo zucchero e mescola. Lasciate riposare almeno un’ora oppure tutta la notte se vuoi ottimizzare il lavoro in due giorni.
- Metti la pentola sul fuoco e porta a ebollizione. Fai cuocere fino a quando vedrai appassire i frutti. A questo punto dai un paio di “colpi col minipimer”, il frullatore a immersione.
- Fai sobbollire ancora per un po’ e quando vedrai che la marmellata comincia ad inspessirsi controllane la densità. La marmellata di amarena dovrà velare il cucchiaio.
- Oppure metti un po’ di marmellata in un piattino e prova a farla scivolare, se si “ferma” quasi subito la tua marmellata di amarene fatta in casa è pronta.
NON superare di molto questi tempi indicativi di cottura o raffreddandosi la confettura risulterà troppo soda. Versa infine la marmellata ancora bollente nei vasetti puliti e richiudi. Fai raffreddare a testa in giù.
Quando i barattoli saranno freddi, controlla che si sia formato il sottovuoto. Il tappo premuto al centro non dovrà fare “clic clac” e sarà ben “risucchiato” all’interno.
La quantità di zucchero utilizzata nella ricetta della mia marmellata di amarene, ricetta della nonna collaudata, è un po’ meno del 50%. Non posso consigliarti di preparare la marmellata di amarene senza zucchero, in quanto si tratta di un frutto piuttosto acido, puoi altresì diminuirne la quantità in base al tuo gusto, quindi “assaggia!” e decidi qual è la dolcezza ideale per te.
Come pulire le amarene
Si tratta di frutti davvero piccoli e bisogna avere tanta pazienza per togliere il nocciolo! Puoi utilizzare lo strumento apposito oppure una cannuccia con la quale spingere il nocciolo e farlo fuoriuscire.
Se invece hai la fortuna di preparare la marmellata di amarene con il bimby, puoi far cuocere i frutti per qualche minuto e poi setacciare la polpa cotta attraverso un colapasta o un setaccio dalle maglie larghe.
Le amarene sono un frutto estivo, assomigliano molto alle loro parenti più strette, le ciliegie, con la differenza che il loro gusto è acidulo e leggermente amarognolo. Alla famiglia delle amarene appartengono anche le Marasche: caratterizzate da una polpa di colore rosso scuro e con gusto più acido ed amaro; e le Visciole: hanno una polpa dal color rosso vivace ed un gusto un po’ più dolce.
Una volta raccolte dall’albero, le amarene non si conservano per lungo tempo. È per questo motivo che non è molto facile trovarle sui banchi dei mercati, ma se qualche amico ti regala un cestino di amarene, approfittane per preparare un’ottima confettura di amarene con questa semplice ricetta di Sale&Pepe: qualche mandorla e un po’ di kirsch conferiscono alla marmellata un sapore più aromatico e un gusto più deciso!
Questa confettura di amarene è ottima da servire sul pane a colazione, per farcire torte, crostate o deliziosi biscotti di frolla; squisita, ma poco usata, anche come accompagnamento a formaggi stagionati.
Fare in casa la confettura di amarene è davvero semplice, ma devi avere tempo per snocciolare pazientemente le frutta e poi cuocerla lentamente con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza gelatinosa e lucida. Non ti resta che indossare il grembiule e seguire attentamente i passaggi di questa ricetta!
Come preparare la confettura di amarene
- Prepara la frutta e i vasetti per la conserva. Lava accuratamente 1,2-1,3 Kg di amarene mature e senza macchie, disponile su un canovaccio pulito e lasciale asciugare, senza strofinarle. Togli il picciolo e tagliale a metà per eliminare il nocciolo, tenendo sotto una ciotola per raccoglierne il succo; dovresti ottenerne circa 1 kg di frutta. Sterilizza 3-4 vasetti di vetro da 125 ml e i loro rispettivi tappi, immergendoli in una pentola d’acqua e porta il tutto a bollore per almeno 15 minuti. Asciuga vasetti e tappi lasciandoli scolare capovolti su un canovaccio.
- Cuoci la frutta. Raccogli i pezzetti di amarene in una pentola di acciaio, unisci anche il succo raccolto e cuoci per 10 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungi lo zucchero, sapendo che per 1 kg di amarene sono necessari 600 gr di zucchero, (diminuisci la quantità se le amarene sono più dolci), unisci anche 4-5 mandorle tritate e chiuse in un sacchettino di garza. Prosegui la cottura della frutta a fuoco basso con il coperchio per circa 50 minuti, mescolando spesso fin quando il composto si addensa. Se vuoi, puoi usare lo zucchero per cottura rapida, con pectina, e cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti fino a scioglierlo. Frulla il composto con un frullatore a immersione, se i pezzetti sono troppo grossi, e rimettilo sul fuoco per riprendere il bollore. A fine cottura, aggiungi 2 cucchiai di kirsch ed elimina le mandorle.
- Verifica la consistenza e conserva. Versa qualche goccia di composto su un piattino inclinato, se la confettura scivola lentamente verso il basso, allora è pronta. Versa la marmellata di amarene, bollente, nei vasetti preparati e riempili fino a 1,5 cm dal bordo e pulisci velocemente le eventuali sbavature con un panno inumidito. Metti i coperchi, chiudili ermeticamente e capovolgi i vasetti a testa in giù e lasciali raffreddare in questa posizione fino a quando saranno completamente freddi. Prima di trasferirli in dispensa, verifica se il vuoto si è creato correttamente nei vasetti: fai una leggera pressione al centro del coperchio per sentire il classico clik-clak. A questo punto puoi etichettare e trasferire la tua confettura di amarene in una dispensa asciutta e fresca.
Difficile rinunciare a una fetta di pane con una buona marmellata di amarene. È in assoluto una delle conserve più amate e consumate. Anche grazie a quel sapore lievemente acidulo che la rende appetitosa. Avrai bisogno di un chilo di amarene e di poco più della metà del loro peso in zucchero. Tutto qui. Il resto lo farà la tua pazienza visto che dovrai eliminare i noccioli dai frutti.
Le amarene, con visciole e marasche, sono i frutti di una delle tre varietà del ciliegio acido, a sua volta sottospecie della pianta di ciliegio assieme al ciliegio dolce. I frutti sono simili alle ciliegie, ma con un grado di dolcezza e di acidità diverso. Difficile apprezzarle in purezza, sono invece deliziose se trasformate in confettura o in sciroppo (spesso utilizzato per dare un sapore gradevole ai medicinali).
Istruzioni
- Lava le amarene e con pazienza elimina il nocciolo, raccogliendo in una ciotola il loro succo. Nella stessa ciotola metti la frutta assieme allo zucchero, mescolando. Fai macerare tutta la notte.
- Metti la pentola sul fuoco e porta a ebollizione. Cuoci fino a quando i frutti saranno completamente dissolti. Frulla, se lo desideri, con un mixer a immersione.
- Continua la cottura fino a quando non vedrai la marmellata ispessirsi un po'. Per capire se è cotta, fai il test del piattino. Metti un po' di marmellata su un piattino. Se scivola, va cotta un altro po', altrimenti è pronta.
- Versa la marmellata nei vasetti sterilizzati. Chiudi bene e fai raffreddare a testa in giù. Quando i barattoli sono freddi controlla che il sottovuoto si sia attivato.
Per prima cosa, come anticipato, dovrai munirti dell’apposito denocciolatore per eliminare tutti gli ossicini dalle amarene. Oppure, puoi provare con una cannuccia, ma l’operazione potrebbe risultare più lunga.
Non eccedere nei tempi di cottura perché la marmellata potrebbe risultare troppo soda, da fredda. Fai sempre il test del piattino per capire se la cottura è al punto giusto. Metti un po’ di marmellata su un piattino.
Preparare in casa una confettura, e più in generale una qualunque altra conserva, è facile e sicuro. Purché si rispettino le regole primarie d’igiene per avere la certezza di un prodotto finale inattaccabile da germi e batteri.
Non acquistare barattoli normali, ma a chiusura ermetica, adatti cioè per il sottovuoto. Si tratta della condizione primaria per evitare che la tua marmellata di amarena sia attaccabile da batteri nocivi. Una volta preparati i tuoi vasetti, dovrai proteggerli da un altro fattore pericoloso: i raggi solari. Che con la loro potenza rischiano di denaturare il contenuto dei barattoli.
Ogni conserva casalinga richiede un po’ di pazienza e la marmellata di amarene non fa eccezione. Prima di gustarla aspetta almeno 3 settimane. E una volta aperta, finisci il contenuto del barattolo entro breve tempo.
Una porzione di marmellata di amarene, un cucchiaio di più o meno 20 grammi, apporta all’incirca sulle 69 calorie. Si tratta di dosi che possono variare perché dipende da quanto varierà la quantità di marmellata dopo la cottura.
Gusta la marmellata di amarene su del pane integrale, senza dimenticare di aggiungere un grasso, come il burro o una crema di semi oleosi (arachidi, mandorle anacardi). Come tutti i frutti rossi le amarene hanno un’ottima quantità di vitamine A e C e possono svolgere un’azione antiossidante sui tessuti. In particolare, per quanto riguarda la vitamina A il contenuto può essere più abbondante rispetto a quello delle ciliegie. Sono anche ricche di potassio (114 mg in 100 g di frutto).
Ecco la mia marmellata di amarene! Qualche giorno fa mio marito è arrivato a casa con un cesto di amarene. Bellissime: piccole, rosse, lucide e morbide. Tutte raggruppate in piccoli rami con le foglioline fresche ancora attaccate. Un flash dell’infanzia.
La zia Francesca aveva un albero di amarene (noi le chiamiamo ‘marasce’ con la c di ciliegia e ci ho messo anni a capire che quel frutto era lo stesso che amavo far mettere sulla sommità della panna montata in gelateria). Ma torniamo all’albero. Era perfetto per i giochi dei bambini: abbastanza piccolo per non essere un percolo, abbastanza grande per dare soddisfazione a dei piccoli amanti dell’arrampicata.
Le ‘marasce’ non erano così apprezzate in fondo, troppo acidule, troppo amare. E poi venivano conservate sotto grappa e neanche così erano un gran che. Però quanti giochi su quel’albero tra cui lo ‘sputo’ dell’osso che presupponeva prima che l’osso venisse ripulito accuratamente e poi via alla gara. L’altra sera per prima cosa ne ho assaggiata una, bella matura, e l’ho trovata buona, con il mio palato di adulta.
Le bellissime amarene le ho trovate l’indomani in frigorifero senza le foglioline di corredo. Ma come, mi servivano per la foto! Inutile arrabbiarsi, non tutti, in famiglia, abbiano le stesse priorità. Per fortuna in fondo alla scatola ne ho trovate ancora un paio integre per le foto.
INGREDIENTI PER LA MARMELLATA DI AMARENE
- 1 kg amarene
- 350 g zucchero
Per chi non ce l’avesse, consiglio vivamente di comprarlo. E un piccolo attrezzo in acciaio di quelli che non usi frequentemente , ma che è bello sapere di poterci contare all’occorrenza.
PREPARAZIONE DELLA MARMELLATA DI AMERENE
- Inizia con lo snocciolare i piccoli frutti. L’amarena e molto morbida, ricca di succo, molto delicata, rispetto alla cugina ciliegia. Il nocciolo è piccolo e arrendevole. Tuttavia trovare i noccioli nella marmellata non è il massimo. meglio evitare.
- Prendi la solita pentola larga e con il fondo pesante in acciaio, mettici dentro i frutti snocciolati e lo zucchero e cuoci per circa un’ora fino a che la marmellata avrà raggiunto la consistenza desiderata. La cottura deve essere molto dolce, a fuoco bassissimo. Tuttavia dare i tempi, non è facile.
- Io ho riscontrato che con un kg. di frutta e 350 gr. di zucchero, la marmellata di amarene, come di qualsiasi altro frutto, raggiunge la consistenza giusta per me. Io peraltro amo le marmellate non troppo dolci e non troppo sode. In ogni casi vale pena di fare la prova cucchiaio, che consiste nel prelevare un cucchiaio di marmellata dalla pentola e di metterla in un piattino freddo di frigorifero.
Mi chiamo Rosa sono nata e vivo nelle Dolomiti Bellunesi con la mia famiglia. La passione per la cucina è di vecchia data. Già a pochi anni impastavo e sperimentavo nella cucina del ristorante dei nonni materni. Passati i cinquanta anni l'idea del blog, Cucinaatintaunita, nato da un progetto incompiuto di ricettario a tema colore. Attualmente mi destreggio tra la famiglia, il lavoro, le mie passioni. Nel 2020 ho pubblicato 'Peccati al cioccolato', nel 2023 'Murazzi a quattro stagioni'.
- Lavate le amarene, eliminate il picciolo e denocciolatele, raccogliendo in una ciotola il succo che userete, diluito con l’acqua, per fare bibite.
- Spezzate qualche nocciolo, estraetene il seme, tenete da parte.
- Pesate le amarene e lo zucchero secondo la proporzione indicata.
- Mettete zucchero e amarene in una casseruola, unite anche i semi dei noccioli tenuti da parte, ponete il recipiente sul fuoco e cuocete, senza aggiunta d’acqua, mescolando con cura fino a ottenere un composto denso che vela il cucchiaio, ritirate.
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