Le seadas sono un dolce tradizionale sardo che fonde sapori dolci e salati in una combinazione deliziosa. Questa specie di frittelle sono realizzate con una pasta dolce e croccante, ripiena di formaggio pecorino freschissimo e aromatizzate con scorza d’arancia e una generosa dose di miele.
Questa ricetta attraversa tutta la Sardegna, prendendo di volta in volta denominazioni differenti: sevada, sabada, casgiulata, seada, seatta. Una varietà di nomi che si ritiene derivino dalla parola seu che in sardo indica il grasso animale, che viene usato ancora oggi nell’impasto di questi bocconcini sfiziosi.
Come da tradizione, le seadas si gustano ben calde guarnite con il miele locale o con lo zucchero a velo. Tra il dolce e il salato le seadas racchiudono un'esperienza di aromi, profumi e sapori unici.
Ingredienti Principali
Formaggio e miele, un abbinamento raffinato e irresistibile che svela il segreto del successo di un’antica ricetta sarda: le seadas, i famosi dolcetti fritti realizzati con una sfoglia che racchiude un morbido e saporito cuore di formaggio. Un ripieno che fa onore ai tipici sapori dell'isola, con il suo gusto acidulo che si sposa perfettamente con la scorza di limone, dando così quel tocco fresco che contraddistingue questo dolce.
Per preparare le seadas ricordatevi di tirare fuori dal frigo il formaggio lo stesso giorno in cui iniziate ad impastare, perché il formaggio deve raggiungere la giusta punta di acitià per circa 24 ore.
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Le seadas sono uno dei dolci tipici della Sardegna, un simbolo della gastronomia regionale: sono preparate con un impasto di semola (i sardi sono maestri nel suo utilizzo) e un ripieno di pecorino fresco, sciolto e “formato” apposta per l'utilizzo, e si completano con il miele, solitamente di corbezzolo, un'altra delle tipicità dell'isola.
Quale Formaggio Utilizzare
Il formaggio tipicamente utilizzato per le Seadas in Sardegna è il pecorino sardo. Questo contribuisce al caratteristico sapore salato delle Seadas e si abbina bene con il contrasto dolce dato dal miele. Tuttavia, alcune varianti locali potrebbero utilizzare formaggi diversi o combinazioni di formaggi, a seconda delle preferenze personali o delle tradizioni familiari.
Se non riesci a trovare il pecorino sardo, puoi cercare formaggi pecorini stagionati o formaggi a pasta dura con un sapore robusto che si adattino al tuo gusto. L’importante è scegliere un formaggio che abbia la capacità di fondersi bene durante la cottura e che aggiunga un tocco di autenticità al piatto.
Nel Campidano, a differenza che nel Nuorese, il ripieno si prepara con una caciotta vaccina, che viene poi profumata con scorza di limone grattugiata.
Preparazione della Sfoglia
Prima di tutto bisogna preparare la sfoglia: in una ciotola larga e capiente unite a mano la farina di semola e la farina 00. Unisci le farine e lo strutto. Impasta gli ingredienti per formare delle briciole. Aggiungi a filo l’acqua in cui avrai disciolto il sale e impasta.
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- Impastare la semola con le uova, un pizzico di sale , magari sciolto in un po' d’acqua e dello strutto.
- Impasta brevemente, a mano oppure con una planetaria, finché la farina non ha assorbito del tutto l'acqua.
- Aggiungi poi lo strutto, un tocchetto alla volta e incorpora per bene.
- Prosegui a impastare fino a ottenere un panetto liscio, morbido e non appiccicoso, poi avvolgilo con la pellicola trasparente e fai riposare in frigorifero per 20 minuti.
- Una volta ottenuto un panetto liscio ed omogeneo continuate a lavorare l’impasto per una decina di minuti.
Tira l’impasto con una macchinetta tira pasta piegandolo più volte e arrivando allo spessore di 1-2 mm. Impastando di nuovo i ritagli di pasta ricava altre sfoglie da cui ottenere nuovi dischi.
Dopo una trentina di minuti si può riprendere la pasta e cominciare a stenderla in una sfoglia sottile. Stendi ora l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato fino a ottenere una sfoglia sottile, di circa 3-5 mm di spessore, quindi ritaglia dei dischi aiutandoti, in questo caso, con un coppapasta da 10 cm di diametro.
*Il riposo di questo impasto è fondamentale, perché è il passaggio che gli conferisce distensibilità ed elasticità.
Preparazione del Ripieno
- Iniziare a grattugiare il formaggio e mescolarlo con la scorza di limone grattugiata.
- Lavorazione del formaggio che deve essere fresco (max 4-5 giorni): per ammorbidirlo si può immergere 10 minuti in acqua bollente.
- Trasferiscilo in una padella antiaderente e fai sciogliere a fiamma molto bassa, mescolando continuamente con un mestolo di legno.
- Quando è completamente sciolto, aromatizza con la scorza di limone grattugiata. A piacere, puoi aromatizzare il pecorino anche con la scorza di arancia, oltre che con quella di limone.
- Nel frattempo tagliate a piccoli pezzi o grattugiate il pecorino fresco e fate scaldare in un tegame dai bordi bassi a fuoco bassissimo. Una volta fuso togliete dal fuoco ed unite la scorza di limone o di arancia ed un cucchiaino di semola.
Come Formare le Seadas
Collocare e stendere su ogni disco l’impasto precedentemente preparato, sovrapporre un altro disco di pasta di eguale dimensione, chiudere schiacciando bene i bordi.
Prendete l'impasto e tagliatelo a fette con un coltello. Affiancatene alcune, spolverizzatele con la semola e stendete la pasta con un mattarello sino ad ottenere uno spessore di 1 mm. Sistemate sulla sfoglia un paio di dischi di formaggio, regolatevi in base alla lunghezza della sfoglia. Prendete un coppapasta da 10 cm e con la parte più piccola pressatelo delicatamente per dargli un po' di forma ma senza inciderlo, poi giratelo e segnate la forma utilizzando la parte più grande. Sigillate il bordo con l'apposita rotella o con i rebbi di una forchetta. Se preferite decorate anche la parte centrale.
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Frittura Perfetta
Friggi le seadas immergendole nell’olio di arachidi a 175° e buttando sulla superficie dell’olio bollente con un cucchiaio fino a quando saranno dorate e piene di bolle. Preparate le seadas si possono friggere in abbondante olio di semi o alcuni usano l'olio d'oliva, ben caldo, durata circa un minuto.
- La frittura delle seadas può avvenire in olio di arachide o anche nello strutto che, del resto, è presente nell'impasto, con lo scopo di renderlo friabile.
- Mettete almeno 4 dita di olio di semi in un tegame basso e largo. Per vedere se l’olio è caldo mettete un pizzico di farina di semola: se viene subito a galla l’olio è caldo.
- Friggete le seadas bagnandole con un cucchiaio con l’olio caldo in modo che assumano la caratteristica forma a cupola.
- Scalda abbondante olio di semi di arachide in una padella antiaderente; monitora la temperatura con un termometro da cucina: quando raggiunge i 170 °C, puoi iniziare a friggere le seadas. Mettine un paio alla volta in padella, ricoprendo continuamente il lato superiore con l'olio bollente, così che si formino le tipiche bollicine in superficie.
- Lasciale cuocere fino a doratura, ci vorranno circa 2-3 minuti. Scola delicatamente le seadas per non rompere le bolle, e lasciale asciugare su carta assorbente da cucina.
Consigli Utili
- A piacere, puoi aromatizzare il pecorino anche con la scorza di arancia, oltre che con quella di limone.
- Se non ami il sapore deciso del miele di corbezzolo, puoi sostituirlo con uno più delicato, come quello di acacia o il miele millefiori.
- Puoi preparare le seadas e conservarle in frigorifero in un contenitore chiuso ermeticamente, separate le une dalle altre da carta forno. Puoi anche congelarle.
- Per una versione light puoi cuocere le seadas in forno, a 180 °C per 15 minuti, anche se in questo caso non saranno altrettanto croccanti.
- Una volta cotte le seadas vanno gustate al momento, ma puoi congelarle da crude in appositi sacchetti per alimenti fino a 12 mesi: dovrai poi farle scongelare a temperatura ambiente prima di friggerle.
Abbinamenti Consigliati
Le Seadas sono un capolavoro da gustare da sole o in combinazione con altri piatti tipici della Sardegna. Di seguito ti do qualche suggerimento per degli abbinamenti che faranno saltare le tue papille gustative:
- Miele di Corbezzolo Sardo: un prodotto unico e aromatico che si sposa magnificamente con le Seadas. La sua dolcezza intensa e leggermente amara crea un equilibrio perfetto con il formaggio e la pasta dolce delle Seadas.
- Pistacchi di Bronte: sono noti per il loro sapore ricco e aromatico. La loro croccantezza e il sapore leggermente salato possono aggiungere una dimensione extra alla consistenza delle Seadas, creando un contrasto interessante.
- Crema di Ricotta con Scorza d’Arancia: aggiunge un tocco di freschezza agli abbinamenti. Il gusto delicato della ricotta si amalgama bene con il formaggio delle Seadas, mentre la scorza d’arancia apporta una nota agrumata che equilibra la dolcezza complessiva.
- Gelato al Mirto: con il suo sapore ricco e leggermente fruttato, offre un contrasto interessante alla calda e croccante consistenza delle Seadas. Questo abbinamento può essere una piacevole sorpresa per il palato.
Se invece ti interessa abbinare delle bevande, ecco la lista di suggerimenti di Avoja.
- Vermentino di Sardegna: un vino bianco fresco e aromatico con note di frutta e agrumi. La sua acidità bilancia la ricchezza delle Seadas e le note fruttate si sposano bene con il miele e il formaggio.
- Liquore di Mirto: ha un sapore unico e avvolgente. Questo liquore può essere sorseggiato come digestivo dopo aver gustato le Seadas, creando un finale perfetto per il pasto.
- Acqua Tonica Artigianale con Aromi Locali: l’acqua tonica artigianale con aromi locali può essere una scelta rinfrescante e leggermente amara. La sua effervescenza pulisce il palato tra ogni morso di Seadas, preparandolo per il prossimo boccone.
- Limoncello Artigianale: può offrire una piacevole esplosione di freschezza e agrumato. Sorseggiarlo dopo le Seadas può essere un modo delizioso per concludere il pasto.
Cosa vuol dire seadas in sardo
Il nome - che pare avere origine dal sardo su seu, grasso, cioè appunto lo strutto che si utilizza per la preparazione della pasta - nasce al singolare, seada o sebada.
Le seadas o sebadas, nobili ed antiche fritture regine tra i dolci tipici sardi, sono ottime anche per la loro funzione digestiva data dall’acidità del formaggio nel gustoso ripieno. La tradizione -come racconta la storia della seada- vuole che si utilizzi un formaggio di latte di pecora fresco -tra i prodotti sardi freschi da gustare- e non salato che si fa acidulare.
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