Con l'ultimo prezioso barattolo nella mia dispensa ho deciso di dover scrivere un articolo o meglio un'ode sulla bontà di queste pesche sciroppate che hanno spesso dato colore al mio inverno grigio. E' arrivato il momento di pubblicare questo articolo se amate preparare le conserve di frutta quanto me, spero possa essere utile a qualcuno!
Vellutate, dai bei colori rosati, profumate e succose, le pesche sono un frutto simbolo dell’estate… e quelle sciroppate ci portano un po’ di bella stagione tutto l’anno. Serviranno delle pesche specifiche, le giallone o percoche sciroppate con polpa soda e compatta e di volta in volta una gioia aprire un barattolo e risentire tutto il profumo ed il gusto dell'estate.
Perché Preparare le Pesche Sciroppate in Casa?
Al supermercato le puoi trovare di varie marche, ma hai mai pensato a prepararle direttamente a casa tua? Magari utilizzando le pesche coltivate direttamente nel tuo giardino! Le pesche sciroppate sono una conserva estiva semplice e gustosa, un ottimo modo per godere tutto l'anno di questi frutti dolci, succosi e profumati.
Le pesche sono tra i frutti più apprezzati e amati dagli italiani. Con il loro gusto dolce e la loro freschezza sono in grado di rendere piacevoli anche i pomeriggi estivi più caldi e insopportabili. Sono facili da preparare, diventano un fine pasto sano e non troppo calorico e permettono di gustare il buon sapore delle pesche anche in inverno.
Idee per Gustare le Pesche Sciroppate
- Ideali come dessert, magari servite con panna montata e scaglie di cioccolato o mandorle.
- Oppure come ingrediente per farcire gelati e cheesecake, torte, ciambelle, crostate, strudel e altre prelibatezze.
- Nella cucina contemporanea, è possibile trovare le pesche sciroppate anche in piatti diversi, come primi sperimentali o secondi agrodolci.
- Tagliate a pezzetti, sono perfette per arricchire una bowl di yogurt greco e granola, per una colazione appagante; lo sciroppo, invece, può essere impiegato come bagna per un pan di Spagna.
Quali Pesche Scegliere?
Scegliere le pesche giuste è fondamentale per la buona riuscita della conserva. Le migliori sono le percoche, dalla pelle morbida e vellutata e dalla polpa soda e compatta. Questa caratteristica fa sì che durante la cottura si mantengano sempre integre e non mollicce, come invece accadrebbe se doveste usare un'altra qualità di pesca. Se però preferite una consistenza più morbida, allora utilizzate le pesche a pasta gialla, più tenere già a crudo.
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Per questa ricetta abbiamo utilizzato delle pesche percoche, che sono ideali per la produzione di sciroppati (vengono infatti chiamate pesche da industria). Voi però potete anche utilizzare delle pesche a polpa bianca come ad esempio le “spaccarelle”.
Ingredienti
- 1 kg pesche
- 500 ml acqua
- 180 g zucchero
- Cannella q.b. (facoltativa)
- Vaniglia q.b. (facoltativa)
- Chiodi di garofano q.b.
Come Fare le Pesche Sciroppate in Casa: La Ricetta Passo Passo
Ma come fare le pesche sciroppate in casa? Il risultato finale è sfizioso anche se non si è chef stellati? La risposta è sì. Per preparare le pesche sciroppate iniziate con la sanificazione dei barattoli e dei tappi, come indicato nelle linee guida del Ministero della Salute riportate in fondo alla ricetta.
- Lavate i vasetti sotto acqua corrente e adagiateli in una pentola dai bordi alti.
- Inserite un canovaccio pulito tra i vasetti per evitarne la rottura quando bollono e versate l’acqua fino a ricoprire totalmente i vasetti.
- Scaldate portando a bollore. Quando l’acqua bolle abbassate il fuoco e continuate a bollire per 20 minuti.
- Quindi unite nella pentola anche i coperchi dei barattoli e lasciate cuocere altri 10 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.
- Procedete lavando le pesche. Quindi prendete un tegame dai bordi alti, riempitelo di acqua e portate a bollore.
- Sbollentate le pesche per circa 2 minuti: dovranno risultare leggermente ammorbidite ma ancora sode. Poi aiutandovi con una schiumarola trasferitele in un colapasta.
- Privatele della buccia e del nocciolo interno aiutandovi con un coltellino.
- Riponete le pesche nei barattoli di vetro precedentemente sterilizzati con tappi "twist off". Dovrà essere lasciato almeno un centimetro e mezzo dal bordo del vasetto.
Preparazione dello Sciroppo
- In una pentola prepara lo sciroppo con zucchero semolato e acqua. Per aromatizzare puoi aggiungere un bastoncino di cannella, dei chiodi di garofano, dell'anice stellato o della vaniglia, poi porta sul fuoco e mescola continuamente con una spatola per far sciogliere lo zucchero.
- Lo sciroppo è pronto quando l'acqua diventa trasparente, non deve essere né troppo concentrato né troppo diluito. Spegni la fiamma e fai raffreddare.
- A questo punto procedete con la preparazione dello sciroppo. In un tegame dai bordi alti versate acqua e zucchero. Mescolate con una spatola per far sciogliere completamente lo zucchero, quindi fate bollire per 2-3 minuti.
- Adagiate un pressello sopra alle pesche per comprimerle leggermente ed essere sicuri che non vi siano bolle di aria.
- Sigillate i barattoli avvitando accuratamente i tappi, ma senza stringere eccessivamente e procedete alla bollitura dei vasetti, ovvero la pastorizzazione, seguendo le indicazioni riportate nelle linee guida del Ministero della Salute citate in fondo alla ricetta.
Pastorizzazione e Sottovuoto
- Sistema i pezzi di pesca nei vasi sterilizzati ben asciutti, con la parte piatta sempre rivolta verso il basso; riempi lasciando almeno 1 cm dal bordo del vasetto libero.
- Ora versa lo sciroppo fino a 1 cm dal bordo del vasetto e avvita con cura.
- In una grande pentola poni tutti i vasetti avendo cura di separarli con dei canovacci o di avvolgerli con della carta da cucina perché non sbattano tra loro.
- Riempi d'acqua la pentola, i vasetti devono essere completamente coperti. Metti sul fuoco e da quando bolle, fai bollire 3 minuti così avviene la pastorizzazione.
- Togli i vasetti dall'acqua e mettili a raffreddare a testa in giù coperti con uno strofinaccio.
- Quando sono freddi girali e verifica se si è formato il sottovuoto: premendo sul tappo non si deve sentire il “clik”.
- Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete premere al centro del tappo e, se non sentirete il classico "click-clack", il sottovuoto sarà avvenuto.
- Le pesche sciroppate si conservano fino a 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e avendo cura di tenere i vasetti in un luogo fresco e asciutto e al riparo dalla luce diretta. Dopo la preparazione delle pesche sciroppate, si consiglia di attendere almeno 1 mese prima di consumarle.
Consigli Utili
- Il giusto grado di cottura delle pesche? Dipende da molti fattori, tra i quali varietà, grandezza e grado di maturazione.
- Lo sciroppo può essere anche aromatizzato a piacimento con cannella, vaniglia o un liquore.
- Un'altra piccola curiosità: le pesche percoche sono una varietà di pesca dalla polpa consistente.
- A piacere, puoi aromatizzarle e dare loro un tocco in più con una stecca di cannella, una bacca di vaniglia o un pezzettino di zenzero fresco, per una piacevolissima nota pungente.
- Per lo stesso motivo, si consiglia di tuffare tutti i pezzi di pesca in una soluzione di acqua fredda e limone prima di invasare.
Come Conservare le Pesche Sciroppate
Le pesche sciroppate si conservano ben chiuse nei loro vasetti, in dispensa o in un luogo fresco, buio e asciutto, fino a 1 anno. Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro 3-4 giorni.
Valori Nutrizionali e Benefici
La pesca è un alimento prezioso e benefico, ricco di vitamine e minerali. Il frutto fresco contiene vitamina A e vitamina C, retinolo, carotenoidi, acido folico e parecchi sali minerali, come potassio, fosforo, sodio, calcio. Non avendo subito cottura diretta, alcune proprietà del frutto fresco rimangono, come l’effetto benefico sull’intestino, adiuvante in stipsi, diverticolite, emorroidi.
Non avendo subito cottura diretta, alcune proprietà del frutto fresco rimangono, come l’effetto benefico sull’intestino, adiuvante in stipsi, diverticolite, emorroidi. Inoltre, essendo sbucciate, contengono meno fibre che le rendono più digeribili ma non favoriscono il giusto assorbimento intestinale. Nella dieta non sono adatte in caso di iperglicemia, diabete 2 mellito, sovrappeso o trigliceridi alti.
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Via libera, invece, ai vegetariani, agli intolleranti al glutine e al lattosio.
Un po' di Storia
La storia delle pesche sciroppate è davvero antichissima. Il cuoco e scrittore romano Apicio, autore del “De re coquinaria”, libro di ricette dell’antica Roma, conservava le pesche in aceto e santoreggia. La pesca è uno dei frutti più antichi dell’umanità: nello Yunnan in Cina, sono stati trovati noccioli di pesca fossili di 2,5 milioni di anni fa, molto prima della comparsa dell’uomo.
Nell’antica Roma era chiamata “mala persica”, mele persiane. Alessandro Magno la diffuse in tutto il bacino mediterraneo, mentre Carlo Magno diede il via alle coltivazioni nei monasteri. Un albero e un frutto che diventò un vero e proprio simbolo: in Francia e in Italia si credeva di liberarsi dei mali mordendo la corteccia di un giovane pesco, mentre in Giappone proteggeva da fantasmi e forze malefiche. Il fiore lo troviamo dipinto in porcellane cinesi e il frutto compare nelle rappresentazioni più antiche anche in Occidente.
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