Pitta Nchiusa Crotonese: Un Tesoro della Tradizione Calabrese

La pitta nchiusa è un dolce tradizionale calabrese, ricco di storia e sapori, preparato in diverse varianti in tutta la regione. Questo dolce, noto anche come pitta mpigliata, affonda le sue radici in tempi antichi e continua ad essere un simbolo della cultura culinaria calabrese.

Origini e Storia

Le origini della pitta risalgono all'antica Grecia. Il termine "pitta" deriva dal greco "picta", che significa "dipinta" o "decorata". Nell'antichità, questa focaccia veniva offerta alle divinità femminili durante feste e rituali nei templi, come il santuario di Hera Lacinia a Capocolonna. I Crotoniati, nel mese di maggio, offrivano alla Dea del tempio dei pani di forma sferica decorati con figure che richiamavano la natura.

Con l'avvento del Cristianesimo, la tradizione della pitta è sopravvissuta, trasformandosi in un'offerta votiva nei santuari dedicati a Maria, come quello della Madonna Nera di Capocolonna.

Varianti Regionali

Nel corso del tempo, la pitta ha subito variazioni nella forma, negli ingredienti e nelle modalità di preparazione. È stata arricchita con elementi che simboleggiano i semi e i frutti della terra, come noci, mandorle e uva passa. Le ricette variano da un paese all'altro della Calabria, mantenendo invariata la sua forma e le modalità di preparazione.

  • Pitta 'nchiusa: Tipica del Crotonese e del Catanzarese, caratterizzata da una forma a roselline raccolte in una teglia.
  • Pitta 'mpigliata: Diffusa a San Giovanni in Fiore nel Cosentino, preparata a forma di spirale con strisce di pasta arrotolate su sé stesse.
  • Pitta ccu' i passule: Variante di Cotronei nel Crotonese, con uva passa.
  • Pitta ccu' i nuci: Variante del Cosentino, con noci.

Pitta N'chiusa di Crotone: "Pitta da Madonna i Capocolonna"

Nella città di Crotone, la pitta n'chiusa è conosciuta come "Pitta da Madonna i Capocolonna" ed è preparata soprattutto durante il mese Mariano, dedicato alla Madonna di Capocolonna. Questo periodo è caratterizzato da eventi religiosi e folkloristici che culminano con la processione a cavallo tra la cattedrale e il santuario di Capocolonna.

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Ricetta Tradizionale Pitta N'chiusa Crotonese

La ricetta tradizionale utilizza ingredienti semplici e genuini, come semola di grano duro, lievito madre, frutta secca e miele. La preparazione richiede tempo e pazienza, ma il risultato è un dolce dal sapore unico e inconfondibile.

Ingredienti

Per l'impasto:

  • 250 g di semola rimacinata di grano duro
  • 1 uovo grande (circa 60 g)
  • Olio (quanto pesa l'uovo)
  • 1 bicchierino di mandarinetto o strega
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 50 g di pasta madre (o lievito secco)
  • Mezzo cucchiaino di cannella
  • Scorza grattugiata di un mandarino (facoltativa)

Per il ripieno:

  • 100 g di mandorle spellate
  • 100 g di noci
  • 50 g di uva passa
  • 1 cucchiaio di mandarinetto o limoncello
  • Miele q.b.

Procedimento

  1. Preparazione del ripieno: Tostare le mandorle in forno a 150°C per 10 minuti. Mettere l'uva passa in ammollo con mandarinetto e acqua. Sgusciare e tritare le noci. Tritare le mandorle e unirle alle noci. Strizzare l'uvetta e aggiungerla alla frutta secca tritata, poi unire un cucchiaio di mandarinetto o limoncello e amalgamare il tutto.
  2. Preparazione dell'impasto: Unire tutti gli ingredienti dell'impasto in una terrina e impastare fino ad ottenere un composto liscio e uniforme. Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciar riposare.
  3. Assemblaggio: Stendere una parte dell'impasto in un disco sottile per rivestire la teglia. Stendere la restante parte in una sfoglia sottilissima e tagliarla a strisce. Disporre il ripieno su metà di ogni striscia, ripiegare l'altra metà e avvolgere il tutto a formare delle rose.
  4. Cottura: Disporre le rose all'interno del guscio di pasta. Cospargere la superficie con altro ripieno di frutta secca. Scaldare il miele e distribuirlo sulla superficie del dolce. Lasciare riposare in frigorifero fino al giorno dopo. Cuocere in forno a 180°C (160°C se ventilato) per circa 50 minuti, fino a doratura.
  5. Raffreddamento: Lasciare raffreddare completamente prima di servire.

Il Successo della Pitta 'nchiusa e 'mpigliata

La pitta calabrese, pur essendo un dolce storico della tradizione, ha risvegliato l’interesse dei calabresi grazie all'impegno di Giovanni Piccolo e dei suoi soci con il laboratorio Dulcis in Fiore. Per anni, questa ricetta è rimasta custodita nelle credenze delle mamme e delle nonne, da rispolverare solo a Natale. Oggi, molti propongono versioni diverse della pitta, come panettoni, cornetti o liquori. È diventata un dolce souvenir della tradizione calabrese, amato e richiesto dai turisti di tutto il mondo.

Consigli

  • È preferibile preparare il ripieno in anticipo per permettere ai sapori di amalgamarsi.
  • Per un risultato ottimale, utilizzare il lievito madre e la semola di grano duro.
  • La pitta 'nchiusa può essere conservata a lungo e si amalgama meglio con il tempo.

La pitta 'nchiusa è un dolce che racconta la storia e le tradizioni della Calabria, un vero tesoro da scoprire e gustare.

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