Il maritozzo è un panino soffice e dolce condito con olio, uva passita, pinoli e cotto al forno, tipico della cucina romana. Questo dolce deve il nome proprio al… marito.
Il Chiappini così spiega la storia del nome: “… da marito perché quando i maritozzi si facevano a Roma soltanto nella quaresima, gli amanti e i mariti ne solevano fare un presente alle loro fidanzate e alle loro mogli nei venerdì di marzo”. Secondo altri autori, invece, il nome deriverebbe dal fatto che questo particolare dolce veniva offerto in occasione dei… “maritaggi”, cioè dei matrimoni. Resta il fatto - incontestabile - che il maritozzo, etimologicamente, è strettissimo parente del… marito.
E a proposito di marito, in agricoltura il… marito è un albero che fa da sostegno a una pianta, specialmente alla vite. Questo termine, infatti, lo si incontra - per la prima volta - come aggettivo nel linguaggio agricolo e, per traslato, nel significato di “coniuge di sesso maschile” in quanto “sostiene” la donna sposata, anche se alcuni insigni linguisti ritengono che derivi dal latino “mas, maris” (maschio).
Oggi prepariamo i maritozzi di Iginio Massari: un altro lievitato ma di un grande Maestro. Un dolce golosissimo e facile da preparare. Ma anche un’occasione per ripassare insieme le regole degli impasti lievitati, e un po’ perché ora lavorare con il frullino mi diverte!
Ingredienti
- 500 g di farina per lievitati con W almeno 300 (io ho usato Manitaly del Molino Paolo Mariani)
- 125 g di acqua a temperatura ambiente
- 2 uova intere
- 2 tuorli
- 100 g di burro
- 8 g di lievito di birra
- 25 g di miele
- 80 g di zucchero semolato
- scorza grattugiata di limone
- 6 g di sale
Per spennellare
- 1 tuorlo d'uovo
- 2 cucchiai di latte
Per farcire
- panna montata
- zucchero a velo
Preparazione
Nella planetaria inserite l'acqua, il lievito, il miele, lo zucchero, le uova intere e la farina. Iniziate ad impastare con il gancio K formando un composto liscio. Aggiungete successivamente i tuorli d'uovo mescolati al sale, le scorzette di limone grattuggiato e poco per volta il burro. Quando tutti gli ingredienti risultano mescolati per bene, sostituite il gancio con quello ad uncino e mescolate per una decina di minuti fino a quando non risulta liscia ed omogenea.
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Prendete l'impasto (sarà molto morbido), lavoratelo leggermente su un piano infarinato e mettetelo a riposare coperto con pellicola per almeno 3 ore (durante questo tempo riprendete l'impasto un paio di volte e fatelo rimettere a lievitare). Quando sarà ben raddoppiato di volume, formate delle palline di 75 g e mettete a lievitare 15 minuti su una teglia rivestita da carta da forno. Passati i 15 minuti date alle palline la forma leggermente allungata (tipica del maritozzo romano) e mettete a lievitare per altri 50 minuti.
Prima di infornare spennellate i maritozzi con un tuorlo d'uovo e qualche cucchiaio di latte. Accendete il forno a 200° e cuocete per circa 15-18 minuti, devono diventare dorati in superficie. Una volta cotti fateli raffreddare.
Farcitura
Montate della panna fresca con lo zucchero a velo (circa 50 g di zucchero a velo ogni 120 g di panna) e farcite i maritozzi. Potete usare una spatola oppure una bocchetta a stella. Spolverate di zucchero a velo e mangiateli subito!
Questa fase è davvero semplice e veloce. A differenza di molti altri lievitati in cui ci sono diversi passaggi per aggiungere gli ingredienti, in questo caso invece metterete quasi tutti gli ingredienti in planetaria e successivamente aggiungerete i tuorli e il grasso (il burro) ed incordate. L’impasto risulterà molto molto morbido, non come il pane, piuttosto come una brioche.
In questa fase, se avete letto per bene la procedura, vi sarete accorti che io prima ho fatto la forma tonda della pagnottella e poi ho dato la forma allungata del tipico maritozzo romano. L’ho fatto perché ho seguito un consiglio del grande maestro pasticciere IGINIO MASSARI. Iginio Massari consiglia quindi prima di fare la pallina e poi riprendere la pagnottella e allungarla.
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Come faccio sempre quando cucino molti pezzi in forno io uso il forno ventilato, ma attenzione alle temperature e tempi di cottura, dovrete regolarvi con i vostri forni.
I maritozzi sono buonissimi se mangiati caldi appena sfornati, risulteranno sofficissimi e irresistibili. Se invece volete conservarli in freezer, potete congelarli dopo cotti.
Variante con Crema Pasticcera
Maritozzi con la panna sono dei deliziosi dolci di brioche lievitati con panna e un tocco di particolarità data da della Crema pasticcera come fa il maestro pasticcere Iginio Massari.
Quando andrete a fare la crema pasticcera le dosi sono per 500 ml di latte, se dovete fare solamente per questo dolce riducete tutto a metà altrimenti fate come me e preparate la dose completa e poi quella che vi avanza la mangiate come dolce al cucchiaio.
Consigli
I Maritozzi fatti in casa non sono solamente perfetti per la colazione ma in qualsiasi momento della giornata, sono delle brioche soffici che si mantengono morbide anche il giorno dopo. Se li farcite tutti con la crema e la panna dovete conservarli in frigorifero, altrimenti se li farcite al momento i panini di brioche li potete conservare in un sacchetto.
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I panini di brioche una volta cotti e freddi li potete anche congelare e farcirli poi al momento di servirlo una volta scongelato.
Il Maritozzo è un dolce tipico del Lazio ormai diffuso in tutta Italia e con numerose varianti.
L'incordatura
Mescoliamo insieme farina, zucchero, uova e miele. Impastiamo leggermente ed iniziamo ad unire gradatamente l’acqua, usando il frullino a velocità abbastanza sostenuta ed usando le fruste come vedete in video. Quando l’acqua sarà terminata, continuiamo ad impastare sino ad incordare. Occorreranno comunque una decina di minuti più o meno.
Aggiungiamo il lievito sciolto nell’acqua, sempre in più riprese. Riprendiamo l’incordatura.
Aggiungiamo il composto di burro a pezzetti, poco per volta. Una volta terminato, l’impasto si presenterà liscio ed omogeneo.
Mettiamo a lievitare. Il maestro nel libro consiglia due ore, ma io con questo caldo l’ho tenuto un’oretta e mezzo circa. Nel frattempo che lievita, schiacciamo due volte la massa.
Capovolgiamo sul piano di lavoro unto, diamo il solito giro di pieghe e formiamo delle palline dai 60 agli 80 g. Dopo un quarto d’ora di riposo, ovalizziamo e rimettiamo a lievitare su teglia ricoperta di carta forno.
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