Sushi Dopo il Parto: Rischi e Benefici per Mamma e Neonato

Dopo il parto, l'allattamento è un periodo delicato in cui l'alimentazione della madre gioca un ruolo cruciale per la salute del neonato. Molte neo-mamme si chiedono se sia sicuro consumare sushi, un piatto amato e gustoso della tradizione giapponese. Ci sono limiti al consumo di questo piatto durante questo periodo? Andiamo a scoprirlo!

Si Può Mangiare Sushi Durante l'Allattamento?

Mentre durante la gravidanza è necessario mantenere una rigidità abbastanza ferrea sulla propria alimentazione, per cui il pesce crudo (e gli alimenti crudi in genere) va evitato a causa del rischio parassiti, virus e batteri (tra cui la salmonella), in allattamento la neomamma può abbassare la guardia e concedersi sicuramente qualche sfizio in più.

Dunque, si può mangiare sushi in allattamento? La risposta è sì, ponendo l’attenzione su alcuni aspetti:

  • Accertarsi della provenienza del pesce e della corretta modalità di trattamento.
  • Scegliere posti rinomati per l’utilizzo di materia prima di qualità.
  • Moderare il consumo di pesce attenendosi al fabbisogno indicato dal proprio medico.

Tali accorgimenti si rendono necessari poiché gli agenti patogeni potenzialmente presenti in un pesce di scarsa qualità, pur non passando nel latte materno e di conseguenza al bimbo che si attacca alla mammella, possono tuttavia causare malattie alla madre che richiedono terapie farmacologiche non sempre compatibili con l’allattamento al seno, per cui attenzione!

Quale Pesce Non Si Può Mangiare in Allattamento?

Qualunque ginecologo aggiornato e la stessa Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) sostengono che durante l’allattamento al seno non vi sia alcuna evidenza scientifica che vieti il consumo di nessun alimento specifico, fatti salvi alcol e caffè che andrebbero assunti con estrema attenzione e moderazione. Per quanto riguarda quindi il sushi in allattamento, via libera per le mamme: gli aspetti importanti sono, come abbiamo detto, la qualità e la provenienza.

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L’unico divieto per quanto riguarda il pesce in allattamento interessa il pescato di grossa taglia, sia crudo che cotto, poiché può contenere elevate quantità di mercurio che possono nuocere al bambino nutrito al seno. Fra i grandi predatori di grossa taglia sconsigliati in allattamento vi sono:

  • Pesce spada
  • Sgombro reale
  • Pesce tegola
  • Nasello
  • Tonno rosso

Per quanto riguarda il tonno in scatola, se proveniente dagli oceani o da allevamenti controllati, la concentrazione di mercurio risulta ridotta per cui può essere gustato anche dalle donne che allattano.

Cosa Mangiare Durante l’Allattamento

A prescindere dal sushi e, in generale, dal pesce, una mamma che allatta ha bisogno di assumere molti nutrienti: il suo fabbisogno giornaliero medio può infatti aumentare fino a necessitare di 500 Kcal (chilocalorie) in più al giorno. Una dieta ben bilanciata e un’ottima idratazione sono senza dubbio la chiave per una buona riuscita dell’allattamento al seno; dunque, via libera alla sana dieta mediterranea!

Vediamo un esempio di menù giornaliero equilibrato che potrebbe fare da linea guida per una neomamma in allattamento:

  • Colazione: caffè o tè accompagnato da frutta fresca o una spremuta, insieme a una fetta di pane con burro e marmellata.
  • Spuntino: yogurt con frutta fresca o frutta secca.
  • Pranzo: prediligere la combinazione carboidrati + verdure + proteine (esempio: pasta con verdure, uova).
  • Merenda: tisana idratante, fette biscottate con miele.
  • Cena: preferire l’associazione proteine + verdure (esempio: pesce o carne con vegetali).

Naturalmente, una buona dieta va sempre concordata e controllata insieme al proprio medico o da un esperto in nutrizione umana: evitate di affidarvi al fai da te e non dimenticate l’importanza di un’abbondante idratazione, sia durante il periodo dell’allattamento al seno che in generale.

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Quali Cibi Evitare Durante l’Allattamento

In linea di massima non ci sono divieti assoluti sulla dieta corretta da seguire durante la fase dell’allattamento al seno; quello che è opportuno fare, per il benessere di mamma e bimbo, è seguire qualche accorgimento e prestare attenzione ad alcuni aspetti legati ad alimenti che potrebbero rilasciare alcune tossine nel latte.

Cercate dunque di evitare:

  • Verdure e frutta di provenienza sconosciuta o coltivazione privata.
  • Funghi di raccolta privata.
  • Pesce e carne di dubbia provenienza.
  • Pesce di grossa taglia.
  • Diete basate esclusivamente su cibi confezionati ricchi di additivi.
  • Diete basate su integratori e rimedi fitoterapici.
  • Il consumo di alcolici, soprattutto in prossimità della poppata.
  • Il consumo eccessivo di caffè, tè o bevande come gli energy drink.
  • I cibi o i nutrienti per i quali avete un’allergia conclamata o sospetta.
  • Il consumo eccessivo di alimenti molto speziati.
  • Il consumo eccessivo di dolci e alimenti ricchi di colesterolo o grassi idrogenati.

Benefici di Assumere Pesce in Allattamento

Una volta accertata la freschezza del pesce e la sua provenienza, via libera ai nigiri, agli homomaki e al sashimi. Con la consapevolezza che stai mangiando un alimento equilibrato e ricco di preziosi elementi, se non consumato in eccesso. Il pesce cotto apporta tanti benefici ai bimbi allattati al seno, ma anche alle loro mamme. Ottimali per la salute sono la vitamina D, gli acidi grassi omega 3 e le proteine, tutti nutrienti contenuti nei piatti a base di mare.

Per darti una stima le donne in allattamento dovrebbero assumere, secondo le linee guida dietetiche degli ultimi anni, almeno 225gr di pesce o di molloschi a settimana. In gravidanza la FDA (Food and Drug Administration) suggerisce di integrare la propria dieta con 2-3 porzioni a settimana di alcune specie marittime molto indicate in questo particolare momento della vita di una donna: il nasello, il merluzzo, l'aringa, il salmone, i gamberetti...

Sono da evitare sia in gravidanza che in allattamento le specie con possibilità di avere alti livelli di mercurio al loro interno, come il pesce spada, il tonno, il pesce specchio dell’Atlantico, il Tilefish.

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Alternative al Sushi in Allattamento

Il pesce crudo è stato sdoganato come pietanza abituale da 'uscita' grazie ai ristoranti giapponesi, che hanno spopolato nell'ultimo decennio; ma nella tradizione culinaria italiana c'erano già alcune portate tipiche a base di cruditè di mare. Per esempio un piatto molto gustoso è il Maki vegetale, rotolo a base di avocado e cetrioli, funghi shiitake o daikon in salamoia.

Un'altra opzione sono i nigiri di verdure e Inari: quest'ultimo è un tipo di riso per sushi che si conserva in un sacchetto di tofu fritto. Ancora non basta? Puoi ricreare il tipico sapore di cucina giapponese con wasabi, zenzero e salsa di soia, che in allattamento puoi mangiare senza problemi, oppure tentare di preparare il sushi direttamente a casa! In questo caso assicurati di avere un po' di tempo a disposizione e gli ingredienti giusti, quali l'alga nori, il riso apposito per sushi e l'aceto di vino rosso.

Conclusioni

In sintesi, il consumo di sushi durante l'allattamento è generalmente considerato sicuro, a patto di seguire alcune precauzioni fondamentali: scegliere pesce di alta qualità proveniente da fonti affidabili, evitare specie ad alto contenuto di mercurio e optare per ristoranti con elevati standard igienici. Consultare sempre il proprio medico o un nutrizionista per valutare rischi e benefici specifici in base alla propria situazione individuale.

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