Consigli e Trucchi per una Lievitazione Perfetta con il Lievito di Birra

Pane, pizze, focacce, brioches, panettoni, hanno tutti un ingrediente in comune: il lievito! Tutte queste preparazioni infatti attraversano la delicata fase della lievitazione. A volte però sorge qualche problema; gli impasti non lievitano oppure non si cuociono bene in forno. In questo articolo vi darò i miei consigli per una lievitazione perfetta.

Come Usare il Lievito di Birra

Oggi vi mostrerò Come Usare il Lievito di Birra per ottenere impasti ben lievitati. Il lievito di birra è uno degli ingredienti indispensabili per la preparazione di impasti dolci e salati. A volte però capita che l’impasto non lieviti e ci domandiamo dove abbiamo sbagliato.

Tipi di Lievito di Birra

Il lievito di birra fresco generalmente è venduto in panetti da 25g e si trova nel banco frigo dei supermercati. Come ogni prodotto fresco, ha una sua data di scadenza che deve essere assolutamente rispettata. Infatti alcune volte, se l’impasto non lievita come dovrebbe, è proprio perchè il lievito non è fresco.

Altre volte, pur rispettando la data di scadenza, l’impasto comunque ha difficoltà a lievitare; questo perchè, essendo il lievito un organismo “vivente” molto delicato, se subisce anche una minima interruzione di refrigerazione nel percorso tra il produttore e il supermercato, può deperire non funzionando più come dovrebbe. Il mio consiglio quindi è di acquistare il lievito di birra fresco direttamente dal vostro fornaio di fiducia.

Il lievito di birra disidratato (o secco) è venduto generalmente in bustine da 7g, e si trova nel reparto ingredienti per dolci del supermercato. Essendo privo di acqua, si conserva in dispensa per lunghi periodi, sempre pronto all’uso! Una bustina da 7g corrisponde ad un cubetto da 25g di lievito fresco.

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Una volta aperta la bustina del lievito disidratato, qualora ve ne fosse avanzato un po’, vi consiglio di usarlo nel giro di un paio di giorni, perchè inizia a deperire come fa il lievito fresco. Come abbiamo visto il lievito fresco e quello disidratato sono esattamente la stessa cosa. Quindi uno non è migliore dell’altro.

Come Attivare il Lievito

Molte ricette richiedono di sciogliere il lievito di birra (fresco o secco) in un liquido, in genere acqua o latte, prima di essere utilizzato. E’ importante che il liquido sia appena tiepido, in quanto se è troppo caldo rischia di uccidere il lievito compromettendone la sua efficacia. Se non si è sicuri della giusta temperatura del liquido, vi consiglio di utilizzare un termometro (la temperatura esatta è intorno ai 40 gradi) o usare un liquido a temperatura ambiente.

Altre ricette richiedono di sbriciolare il panetto di lievito direttamente nella farina, oppure di versare direttamente la bustina di quello secco. Questo metodo, anche se meno utilizzato, è comunque efficace, poiché il lievito si scioglierà perfettamente durante la lavorazione dell’impasto.

Zucchero e Sale: Amici e Nemici del Lievito

Qualunque sia il metodo di utilizzo consigliato, sia che usiate il lievito fresco o secco, vi consiglio di aggiungere sempre un po’ di zucchero negli impasti, anche in quelli salati! Lo zucchero infatti nutrirà il lievito favorendo una perfetta lievitazione.

Riguardo al lievito si sente sempre dire che non deve mai venire a contatto con il sale… il sale ucciderebbe all’istante il lievito! Questa affermazione è vera in parte: il sale inibisce il lievito con un prolungato contatto diretto. Ma se siamo nel pieno svolgimento di una ricetta ed il sale tocca il lievito per un secondo, non succede assolutamente niente! In ogni caso, per non correre rischi, vi consiglio di rispettare questa “regola” e cercare di usare il lievito lontano dal sale.

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Consigli sulla Lievitazione

La lievitazione si svolge generalmente in due fasi. La prima, che è generalmente la più breve, si chiama “puntatura” e permette all’impasto di ammorbidirsi un po’ dopo l’impastamento, favorendo così la messa in forma della pasta (filone, pagnotta, treccia, ecc.). L’impasto va formato a pagnotta e disposto in un contenitore infarinato o unto d’olio. Il contenitore deve essere coperto con un panno umido e lasciato a temperatura ambiente.

La seconda fase si chiama “appretto” e viene dopo la formatura con il prodotto sempre coperto, in modo da mettere il lievito contenuto nell’impasto nelle condizioni migliori per produrre naturalmente l’anidride carbonica responsabile della lievitazione: è la più importante perché conferisce alla pasta il volume desiderato e determina la sofficità finale del prodotto. È in questa fase che si sviluppano gran parte degli aromi caratteristici che i prodotti sprigionano durante la cottura.

Per essere certi che la lievitazione si verifichi correttamente, accertatevi che il pastone raddoppi di volume.

Temperatura e Tempo di Lievitazione

Una volta realizzato l’impasto, per accelerare la lievitazione, mettetelo in un luogo tiepido, ad esempio il forno spento con la lucina interna accesa. Se al contrario volete allungare i tempi di lievitazione, ad esempio preparare l’impasto per il giorno dopo, riponetelo in frigo.

L’impasto può essere lasciato a lievitare avvolto da pellicola e posto nel forno con luce accesa (preferibile 28-30°C), oppure in frigo ( la lievitazione rallenterà in quanto, al di sotto degli 8-10°C viene bloccato il metabolismo dei lieviti).

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La seconda opzione è la scelta migliore, io l’ha faccio spesso, ( Ad es preparo la pasta la sera prima, ripongo in frigo e l’indomani lascio acclimare sui venti minuti, formo le mie brioche, lascio lievitare ancora ed inforno.

Come Coprire l'Impasto

Una volta pronto l’impasto mettiamolo in una ciotola capiente e copriamolo con un canovaccio leggermente inumidito. Su come coprire al meglio gli impasti ci sono diverse scuole di pensiero: c’è chi preferisce usare la pellicola per alimenti, chi preferisce lasciare l’impasto all’aria aperta, chi invece usa il canovaccio asciutto.

Io preferisco coprire gli impasti con un canovaccio leggermente bagnato per tanti motivi: da un lato il canovaccio protegge gli impasti dai pericolosissimi spifferi d’aria che disturbano la lievitazione, dall’altro però permette al lievito di “respirare” e quindi di svilupparsi al meglio (cosa difficile da ottenere con la pellicola per alimenti). L’acqua del canovaccio creerà un ambiente umido, quindi l’impasto si svilupperà senza seccare in superficie.

Cosa Fare se l'Impasto Non Lievita

In linea di massima usando il lievito di birra in 2 - 3 ore qualsiasi impasto dovrebbe raddoppiare il suo volume. Se non succede forse è a causa del lievito non freschissimo. Nella maggior parte dei casi basta aumentare il tempo di lievitazione aspettando che l’impasto cresca. Se nonostante l’attesa l’impasto continua a non crescere aggiungiamo un altro po’ di lievito e reimpastiamo tutto.

Il Taglio sull Pane

Il taglio sul pane è molto importante, sia per una crescita uniforme del nostro prodotto in forno, sia per ottenere un aspetto invitante quando il nostro pane sarà cotto. È importante che il taglio venga fatto con un coltello abbastanza affilato: tagliate in modo netto e deciso, senza calcare… immaginatevi un po’ come Zorro!

Ogni pane ha poi il suo taglio ideale: per pani come baguette o filoni si possono fare due, tre o quattro incisioni oblique lungo tutta la superficie, o un unico taglio dall’inizio alla fine. Se invece preferiamo le pagnotte rotonde, prevediamo un bel quadrato grande come la nostra pagnotta oppure, in alternativa, tanti piccoli rombi.

Pizza e Lievitazione

La lievitazione riveste un’importanza fondamentale per ottenere una pizza di qualità superiore. Questa fase permette all’impasto di svilupparsi pienamente, conferendo alla pizza una consistenza leggera e soffice, nonché un sapore ricco e complesso. I lieviti naturali o il lievito di birra utilizzati durante la lievitazione contribuiscono a creare le bolle d’aria necessarie per una crosta ben alveolata e una struttura interna morbida ma elastica.

Lievitazione Lunga vs Lievitazione Breve

La lievitazione lunga, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 24 ore, offre notevoli vantaggi. Durante questo periodo prolungato, gli enzimi presenti nel lievito hanno il tempo di agire completamente sull’amido e sulle proteine della farina, producendo composti che conferiscono alla pizza un sapore più complesso e una consistenza morbida e leggera. Inoltre, la lunga lievitazione favorisce una migliore digeribilità dell’impasto, rendendo la pizza più leggera sullo stomaco.

Le tecniche specifiche per la lievitazione lunga includono l’utilizzo di temperature controllate, generalmente più basse, per consentire una fermentazione lenta e graduale. D’altra parte, la lievitazione breve, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 8 ore, è una scelta più rapida e pratica per gli appassionati che non dispongono di molto tempo per attendere. In questo caso, è importante utilizzare una quantità leggermente maggiore di lievito per compensare il periodo di fermentazione più breve.

Temperatura Ideale per la Lievitazione della Pizza

La temperatura ambiente ideale per la lievitazione dell’impasto della pizza si situa generalmente tra i 24°C e i 26°C. Tuttavia, è importante adattare questa temperatura in base al tipo di lievitazione desiderata (lunga o breve) e alla quantità di lievito utilizzata.

Pizza: in che ordine aggiungere gli ingredienti?

Pomodoro e mozzarella possono essere utilizzati subito a farcitura della pasta della pizza. Per ottenere un’ottima pizza non è necessario utilizzare una farina specifica. Ricordate tuttavia che più la farina è forte, più lunga dovrà essere la lievitazione (almeno una notte in frigo) per evitare che la pizza diventi troppo elastica e forte al morso.

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