La zuppa inglese è un dolce che si riconosce tra mille! Eh sì, lo si riconosce per i colori, per i profumi e per il suo goloso mix di sapori e aromi. È in effetti una vera goduria affondare il cucchiaino negli strati di savoiardi ben bagnati, incontrare via via strati di crema pasticciera e crema al cioccolato. Che dolce libidinoso!
Storia e Origini della Zuppa Inglese
Ma sapete che la ricetta della zuppa inglese ha una storia molto particolare? Ciò che è certo è che questo dolce al cucchiaio sia nato in Emilia Romagna e da lì poi si sia diffuso un po' in tutto il Centro Italia, soprattutto in Toscana, e poi per sua bontà sia arrivato ovunque.
Ciò che davvero non si riesce a capire è che la zuppa inglese tradizionale di inglese non ha proprio nulla! La ricetta della zuppeta inglese viene contesa inoltre tra più città: Parma, Bologna e Ferrara, e si trovano testi risalenti all''800 in cui già si fa il suo nome. Un dolce che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella vita e che vi dirò, non è assolutamente difficile da fare.
L’origine della ricetta, codificata solo a partire dall’Ottocento, in assenza di documenti storici coevi, presenta qualche dubbio. In Italia, diverse regioni rivendicano la maternità della Zuppa Inglese. Ma per quale ragione il titolo contiene un riferimento alla Gran Bretagna? Considera che il dolce nasce in una epoca in cui i nomi dei piatti spesso contenevano riferimenti geografici.
Pensa alla parola hamburger che deriva dalla città di Amburgo, Germania. La bistecca macinata fu importata in America da emigranti europei di origine tedesca; così come in Italia arrivò con gli svizzeri del Cantone tedesco, da cui la parola svizzera. Ciò detto, torno alla Zuppa Inglese. Possibile che il termine Inglese sia stato aggiunto “a caso”?
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Qualche decennio fa, la vendita a una asta di Christie’s del libro di ricette della moglie di Oliver Cromwell, l’uomo che nel 1600, per un breve periodo, trasformò il Regno britannico in un Protettorato (il suo) camuffato da Repubblica, ha messo un punto di chiarezza. Nel ricettario di Mrs Cromwell figura la Zuppa Inglese che la signora preparava senza crema al cioccolato. Il dolce ha origine in Gran Bretagna e prima del 1600.
In Gran Bretagna, la Zuppa Inglese è il Trifle: uno dolce a strati e un po’ scomposto, tipo zuppa. Il dessert arrivò in Italia nel 1500, a seguito di dignitari che avevano soggiornato alla corte inglese. Questo è sicuramente il caso della corte estense di Ferrara (Emilia), dove i cuochi introdussero l’uso della ciambella ammorbidita con infusi o liquori tra una crema e l’altra.
Il profumo dell’Alchermes porta invece a Firenze, dove i frati di Santa Maria Novella, già nel ‘500, erano noti per la produzione di questo liquore. Queste due tracce confermano entrambe che il XVI secolo è quello della diffusione della Zuppa Inglese in Italia a partire da Emilia e Toscana e, da qui, nelle regioni limitrofe.
La Zuppa Inglese a Bologna
La zuppa inglese è un dolce tipico della mia città, Bologna. Una città di ricca di arte, di cultura e di cibo alla quale sono legata profondamente, anche se da una decina di anni mi sono trasferita in Romagna. La zuppa inglese è un dolce di origine antiche anche se dubbie, sembra sia nata nel XVI secolo alla corte dei duchi d’Este come rielaborazione di un dolce inglese, il trifle.
Quando mi capita di passare da Bologna, se posso, faccia spesso tappa in una trattoria tipica nella zona unversitaria di Bologna. Per gli emiliani è un dolce “istituzionale” ma per chi non ha mai avuto l’occasione di visitare Bologna o informarsi in merito alle sue tradizioni culinarie potrà sembrare strano che il dolce cittadino si chiama inglese. Immaginate un dolce al cucchiaio, morbido, formato da strati di crema pasticciera e cacao con in mezzo strati di pan di spagna intriso di Alchermes. Immaginato? L’estro italico trasformò questa ricetta per renderla più raffinata e adatta ai nostri palati e con le opportune sostituzioni ecco nascere la zuppa inglese.
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Ingredienti e Preparazione
Intanto, chiariamo alcuni punti. Essendo un dolce tipico, regionale e nato molto probabilmente in ambito familiare, ha subito nel tempo qualche piccolo cambiamento, si trovano infatti in giro diverse versione della ricetta zuppa inglese. C'è chi ci mette l'alchermes, che oltre ad essere un liquore ricco e profumato conferisce quel bel colore rosso intenso alla preparazione, chi invece usa il rosolio o il rum. A me sinceramente piace la zuppa inglese ricetta originale, quella che prevede l'aggiunta di alchermes, anche mia nonna la faceva così!
Come vi dicevo di zuppa inglese ricetta esistono diverse varianti una di esse ad esempio vede l'utilizzo di pan di spagna al posto dei savoiardi. In Emilia potete trovarla ovunque, con qualche piccola varante, di solito si utilizzano il pan di spagna o i savoiardi bagnati nell'alchermes, ma non è difficile trovare la versione con la brazadela, una ciambella asciutta emiliana, perfetta come base da inzuppare.
La zuppa inglese viene, solitamente, preparata a strati, in una ciotola di vetro trasparente dove si alternano savoiardi, crema pasticcera e crema pasticcera al cioccolato. Mia mamma ha sempre utilizzato la farina e il cacao per addensare le creme, io utilizzo gli amidi e il cioccolato fondente per un gusto più deciso. Provatela, sono sicura che rimarrete soddisfatti, anzi, non potrete più farne a meno!
Ingredienti
- 20 Savoiardi (oppure pan di spagna o pasta biscotto)
- 800 g Crema pasticcera
- 400 g Crema pasticcera al cioccolato
- q.b. Alchermes (per bagnare i savoiardi)
Per la crema pasticcera classica:
- 500 ml Latte intero
- 125 g Tuorli (circa 6 tuorli)
- 140 g Zucchero
- 18 g Amido di mais (maizena)
- 18 g Amido di riso
- 1 Baccello di vaniglia
- Scorza di mezzo limone a pezzetti grandi
Per la crema al cioccolato fondente:
- 250 ml Latte intero
- 60 g Tuorli (circa 3 tuorli)
- 50 g Zucchero
- 40 g Cioccolato fondente al 55%
- 13 g Cacao amaro in polvere
- 10 g Amido di mais (maizena)
Preparazione
- Prepariamo la crema pasticcera: Aprite il baccello di vaniglia, prelevate i semi e metteteli in un tegame insieme al latte e alla scorza di limone a strisce larghe. Portate il latte a bollore, spegnete e fate riposare mentre lavorate le uova. Sgusciate le uova, mettete i tuorli in una ciotola, unite lo zucchero e mescolate. Incorporate l’amido di mais, l’amido di riso mescolando con una frusta in modo da amalgamare bene il composto. Eliminate la scorza di limone dal latte, versatelo a filo sulle uova continuando a mescolare con la frusta. Trasferite il composto nel tegame, mettetelo sul fuoco continuando a mescolare fino a quando, la crema, si sarà addensata. Versate la crema in una ciotola, copritela con pellicola alimentare a contatto, fate intiepidire e mettetela in frigo a raffreddare.
- Prepariamo la crema pasticcera al cioccolato: Mettete i tuorli in una ciotola, unite lo zucchero e mescolate. Setacciate il cacao, l’amido di mais e uniteli ai tuorli mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. In un pentolino scaldate il latte e portate a bollore. Appena sfiora il bollore spegnete. Versate il latte, poco alla volta, sulla miscela di tuorli mescolando con la frusta per amalgamare bene il tutto. Rimettete il composto nel tegame e portate di nuovo a bollore, fate addensare per pochi secondi fino ad ottenere la consistenza desiderata e spegnete. Unite il cioccolato fondente tagliato a pezzetti piccoli e mescolate fino a completo scioglimento. Quando il cioccolato sarà completamente sciolto trasferite la crema in una terrina, coprite con la pellicola alimentare a contatto e fate intiepidire. Ponete in frigo e fate raffreddare.
- Assembliamo la zuppa inglese: Se avete preparato le creme il giorno prima e sono rimaste il frigo a lungo saranno abbastanza compatte, prima di comporre il dolce mescolatele velocemente con una frusta per renderle di nuovo cremose. Immergete velocemente i savoiardi nell’alchermes da entrambi i lati, senza inzupparli troppo (basteranno due secondi per lato). Prendete una ciotola in vetro da 20 cm di diametro (va bene anche una ciotola rettangolare o quadrata non troppo grande) e disponete un primo strato di biscotti e copriteli con metà crema pasticcera classica. Proseguite con un altro strato di savoiardi imbevuti nel liquore, copriteli con la crema pasticcera al cioccolato e completate con la crema pasticcera classica. Coprite con pellicola alimentare e ponete in frigo per qualche ora, meglio ancora per tutta la notte.
Consigli Utili
Qualunque cosa sceglierai, inzuppa nell’Alchermes ma non troppo. Non eccedere o il dolce saprà solo di Alchermes, rovinando l’equilibrio del dolce, e lo renderà molto zuccherino.
Puoi comporre la Zuppa inglese in ciotole mono porzione. Per 6 persone stampo di vetro quadrato, 15 cm.
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Varianti della Ricetta
Essendo un dolce tipico, regionale e nato molto probabilmente in ambito familiare, ha subito nel tempo qualche piccolo cambiamento, si trovano infatti in giro diverse versione della ricetta zuppa inglese. Una di queste prevede l'utilizzo di pan di spagna al posto dei savoiardi.
La Zuppa Inglese con la ricetta di casa mia
Da piccola avevo l’abitudine di trascorrere molte ore in cucina con nonna che, da sola o governando un manipolo di fiere azdore, cucinava tanto e per amore (nostro). La preparazione della Zuppa Inglese era annunciata dalla presenza sulla tavola di una bottiglia di liquore rosso che aveva un profumo diverso dal rosolio che finiva sulle sfrappole (con mio disappunto).
Dopo aver fatto la crema pasticcera, nonna mescolava una parte con il cacao amaro. Poi metteva le ciotole a raffreddare e nel frattempo faceva altro. Io ingannavo l’attesa ripulendo con calma le ciotole sporche di crema fino a quando qualcuno diceva “basta”. Purtroppo i ficcanaso sono uno dei fatti della vita con cui bisogna fare i conti.
A quel punto ritornavo al mio angolo di lavoro, tra vecchie riviste, fogli riciclati che babbo portava dall’ufficio, forbici di plastica e colori. Fino al momento del taglio della ciambella, non troppo grossa, non troppo sottile. Nonna ha sempre usato la ciambella come base per fare la Zuppa Inglese, a volte i savoiardi.
Non usava molto liquore, per evitare di rendere il dolce stucchevole. E sopra la crema gialla grattugiava sempre del cioccolato fondente. Anche nello strato di mezzo. Al taglio ricordo la crema soda e l’alternanza di colori. Mi piaceva il profumo dell’Alchermes ma poi, dopo un cucchiaino di assaggio, storcevo il naso e tornavo alla mia coppa di sola crema.
L’ho rifatta come faceva lei. Poco liquorosa, crema densa, tanto cioccolato grattugiato. La consistenza morbida avvolge il palato prima di sciogliersi in bocca in una esplosione di sapori e aromi.
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