I Fritti di Natale Abruzzesi: Una Tradizione di Gusto

Manca esattamente un mese a Natale e i dolci tradizionali rendono le feste ancora più speciali.

I Torcinelli: Un Classico del Natale Abruzzese

Tra i dolci tipici della tradizione gastronomica abruzzese ci sono anche i torcinelli, dei dolci fritti morbidissimi tipici del periodo di Natale ma che si possono gustare anche in altre ricorrenze, come feste di compleanno o domeniche in famiglia.

Meglio conosciuti in dialetto come “li turcinill”, vengono chiamati anche semplicemente “fritti di patate natalizi”, sono famosi in tutto il territorio per la loro bontà e semplicità.

Come tutte le ricette popolari, anche questa ha diverse varianti, ogni famiglia ha elaborato la propria, c’è chi utilizza l’uvetta e i semi di anice e chi aggiunge la cannella, difficile sapere quale è la ricetta originale in quanto, come spesso accade, sono ricette tramandate verbalmente e spesso preparate ad occhio, senza l’uso della bilancia.

La peculiarità dell’impasto è che è composto principalmente da patate, si friggono e si passano nello zucchero. Grazie alla presenza delle patate restano sofficissimi per giorni e giorni, ma, il consiglio è quello di mangiarli subito.

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Il nome invece lo si deve alla forma allungata e attorcigliata.

Dolci abruzzesi tipici del periodo natalizio, i torcinelli sono una vera bontà. La preparazione dei torcinelli è abbastanza semplice e anche piuttosto veloce, tempi di riposo a parte.

Ingredienti e Preparazione

Gli ingredienti dei torcinelli abruzzesi: scorrendo gli ingredienti e la preparazione si notano molte similitudini con le ciambelle fritte che si cucinano in molte regioni d’Italia, specialmente a Carnevale. Anche in questo impasto infatti si trovano le patate e poi lo zucchero a copertura.

La sostanziale differenza risiede invece nel nome, che identifica in modo univoco la pietanza. I torcinelli sono infatti dei lunghi sigari di pasta della dimensione ideale di 15-20 centimetri che vanno attorcigliati con le mani e poi fritti.

E questo passaggio, ve lo assicuriamo, non è per niente semplice. Non è raro trovare torcinelli affusolati, ma non attorcigliati. Insomma, le forme possono essere piuttosto singolari e dipendono fortemente dalla manualità.

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L’impasto è molto soffice, va lavorato con le mani oliate affinché non si attacchi e molto rapidamente va versato nell’olio bollente, dove viene cotto per pochi minuti, rigirato e poi scolato. L’intero processo si fa a mano e infatti è impossibile che un torcinello sia uguale all’altro.

In compenso però la preparazione dell’impasto è semplice e piuttosto indolore.

Quando Mangiare i Torcinelli

Quando si mangiano i torcinelli? La risposta potrebbe essere: sempre! A colazione, per dire, al posto dei lievitati; per merenda; alla fine di un pasto natalizio: insomma, in ogni momento in cui in pentola bolle olio per friggere.

Trattandosi di frittura, meglio mangiarli non troppo tempo dopo la preparazione, e per renderli più leggeri, è raccomandato tamponarli nella carta assorbente una volta cotti.

Varianti dei Torcinelli

Si tratta di una ricetta domestica, quindi ogni famiglia prepara i torcinelli e li arricchisce secondo i propri gusti. Nell’impasto possono comparire: semi di anice, un pizzico di cannella (come in questa variante), uvetta, rum al posto del vino bianco.

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Ricetta dei Torcinelli Abruzzesi

Ingredienti per 30 torcinelli:

  • 400 g di patate
  • 300 g di farina
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito secco
  • 1 uovo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella
  • La scorza di 1 limone grattugiato
  • 4 cucchiai di zucchero
  • Olio di semi per friggere q.b.
  • Zucchero semolato q.b.

Procedimento:

  1. Mettere a bollire le patate in acqua non salata fino a cottura.
  2. Scolarle, spellarle e schiacciarle.
  3. In una ciotola unire le patate, l’uovo, la scorza del limone, il latte, il vino bianco.
  4. In un’altra ciotola setacciare la farina con lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale e il cucchiaino di cannella.
  5. A questo punto unire i due composti.
  6. L’impasto va lavorato a mano affinché diventi liscio e ben compatto.
  7. Dopo la lavorazione, lasciare l’impasto in una ciotola unta d’olio coperta ermeticamente con pellicola trasparente fino a che non avrà lievitato raggiungendo il doppio del suo volume (dipende dai tempi del lievito e degli ingredienti, teniamo in considerazione almeno 4 ore).
  8. Una volta ultimata la lievitazione, possiamo passare alla frittura.
  9. Predisporre una padella per friggere dove far scaldare l’olio.
  10. A parte preparare un vassoio con carta assorbente per accogliere e asciugare il fritto.
  11. Attenzione perché la cottura è abbastanza veloce.
  12. A questo punto vanno staccati dei pezzi di impasto con le mani unte, vanno lavorati affinché assumano forma allungata e stretta, e vanno leggermente attorcigliati su sé stessi, poi calati nell’olio.

Calcionetti Abruzzesi: Un Altro Simbolo del Natale

Diffusi in tutta la regione, pratici da mangiare durante le tombolate (uno tira l’altro), i calcionetti abruzzesi (in dialetto, caviciunitte o anche caggiunitte) tramandano da sempre una storia di condivisione.

A forma di fragili mezzelune, dal colore dorato e dalla pasta friabile, venivano fritti dopo “li crispell” e conservati fino alla Befana in cesti di vimini foderati da canovacci di lino.

L’origine va fatta risalire al periodo saraceno: da qui la forma, che è beneaugurale, perché la luna crescente irradia una luce potente.

Ogni famiglia ha la propria versione di calcionetti.

Ricetta dei Calcionetti Abruzzesi ai Ceci e Mostocotto di Rita Baccile

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 600 g di farina
  • ½ bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 uovo

Per il ripieno:

  • 250 g di ceci lessati e scolati
  • 150 g di noci tostate e tritate
  • 1 cucchiaio raso di cannella in polvere
  • ½ bicchiere di mostocotto
  • Buccia grattugiata di arancia non trattata

Procedimento:

  1. Schiacciare i ceci nello schiacciapatate, aggiungere lo zucchero, le noci tostate e tritate, la buccia d’arancia grattugiata.
  2. Mescolare con il mostocotto.
  3. Far riposare in luogo fresco e asciutto.
  4. Impastare farina, zucchero, olio, uovo e vino fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso.
  5. Tagliare la pasta in piccoli pezzi e stendere la sfoglia sottile.
  6. Disporre distanziate le palline di ripieno, piegare la sfoglia e far aderire i due lembi.
  7. Disegnare delle mezzelune, sigillare bene i bordi.
  8. Friggere in olio di semi di arachidi caldo.

Altri Dolci Natalizi Abruzzesi

Oltre i più ricercati calcionetti, ma che si preparano per tempo e che sono tra le priorità da portare in tavola, e altri dolci come il parrozzo, nel periodo più calorico dell’anno non ci facciamo mancare i celli pieni, le sfogliatelle di Lama dei Peligni, le nevole di Ortona, le pizzelle, le ferratelle, le totere casolane, il bocconotto di Castel Frentano, quello di Montorio al Vomano, i mostaccioli, le mandorle atterrate…solo per citarne alcuni.

I caggionetti o calcionetti, in dialetto locale anche “caggiunitt’”, sono dolci tipici del periodo invernale e natalizio diffusi in tutta la regione. Fragranti fagottini fritti, per aspetto ricordano i ravioli, ripieni con una farcitura che varia da zona a zona. Tra i più quotati quello con la confettura d’uva (scrucchiata), il più delicato di mandorle e miele, fino al più rustico di ceci e cacao.

In valle Peligna, e in particolare a Sulmona, è considerato il dolce del Natale e delle grandi occasioni. Si tratta di morbidi e fragranti biscotti ottenuti con mosto cotto, cioccolato e frutta secca.

I fritti per eccellenza del periodo natalizio, diffusi in buona parte del territorio regionale e in particolare in provincia di Chieti dove sono conosciuti anche con l’appellativo di crustele, o crispelle.

Le scrippelle, da non confondere con quelle teramane, si presentano con la forma allungata e attorcigliata, hanno una superficie esterna dorata, consistenza morbida, e si consumano dopo essere state ricoperte da una generosa spolverata di zucchero. Le versioni diffuse sono davvero tante e si distinguono per forma, più o meno piccola, ed ingredienti: c’è chi aggiunge, nell’impasto, l’uvetta, chi scorza di arancia e cannella, chi non prevede la spolverata di zucchero finale sulla superficie.

Il Torrone Abruzzese

Il torrone in Abruzzo è un affare serio, soprattutto a Sulmona, L’Aquila e Guardiagrele.

Nel capoluogo peligno viene realizzato con nocciole tostate, miele e cacao, con la classica ostia che ricopre la base e la parte superiore della stecca.

A L’Aquila, il torrone tenero al cioccolato è una creazione originale della famiglia Nurzia che ne conserva gelosamente la ricetta da oltre un secolo. Si presenta nella tipica forma “a barretta”, con le nocciole tostate in bella mostra sui lati e l’ostia che lo riveste.

Se il torrone di Sulmona e quello dell’Aquila un po’ si somigliano, non possiamo dire lo stesso per quello di Guardiagrele. Nel borgo alle pendici della Maiella, il torrone si presenta piccolo e compatto, di consistenza croccante, con gusto deciso e bilanciato in dolcezza. La produzione di questo croccante oggi è limitata ed è difficile da reperire se non in alcune pasticcerie di Guardiagrele.

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