Io Non Mangio Sushi, Io Mangio Pollo: Una Riflessione Sul Significato Delle Scelte Alimentari

Tu vuoi mangiare l'erbetta che cresce sui prati e il seitan che sa di cartone? Liberissimo di farlo. Ma non dire a me cosa devo mangiare io. O peggio, non dirmi che sono una mangia cadaveri perchè allora io potrei obiettare che tu mangi tutte le piante che servono per creare l'ossigeno - com'è che si chiamava? Fotosintesi clorofilliana? - e quindi stai cercando di uccidermi.

E no, non ti stimerò solo perché io mangio il wurstel di maiale o di pollo e tu quello di tofu. O l'hamburger di soia. O la bistecca di seitan. E se anche volessi mangiare ogni giorno quindici panini del Mc Donald's, visto che tu non mi conosci e io non conosco te, dubito davvero sia un tuo problema.

Io, amici vegani, non ce l'ho con voi, anzi mi piacerebbe tanto approfondire la questione sul perché siete diventati vegani, su cosa vi ha spinto e su quali sono le brillanti motivazioni che vi portano a fare questa scelta. E io, per principio, con chi non sa affrontare un dialogo senza insultare, difficilmente intavolo un discorso.

Poi, sapete, a me date particolarmente fastidio quando magari uno cucina la polenta con la salsiccia e fa per voi qualcosa di squisitamente vegano e vi lamentate. E mi date anche fastidio quando vi paragonate agli allergici perché, è evidente che non conoscete la differenza tra una scelta e una patologia.

E mi urtate il sistema nervoso quando insistete perché io dovrei mangiare la vostra zucchina se no sono un mostro perché io la zucchina non la posso mangiare. Mi piacerebbe perché le zucchine sono tra i vegetali più buoni, ma non posso.

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Se aveste due argomenti buoni per spiegare le vostre scelte, magari toglieste le scarpe di pelle (perchè, ebbene si, le scarpe di pelle di che pelle pensate che siano? Umana? O pensate che il Seitan abbia la pelle con cui ci si fanno le scarpe?) ed evitaste di dire cose tipo: "il moscerino è un essere senziente", io starei ore a parlare con voi perchè sono una persona molto curiosa.

Nb. Ho conosciuto vegani assolutamente rispettosi nei confronti del prossimo, intelligenti e che non passano il loro tempo a insultare chi segue un'alimentazione diversa dalla loro. Io cucino, tutti i giorni, mi piace molto farlo. La gastronomia, nella mia visione, ha la stessa consistenza dell’arte. Solo che l’opera dura l’istante del pasto, poi scompare.

Preparo cene per quattro, per otto persone, anche quando sono solo. Poi surgelo il resto. La mia alimentazione è quasi interamente di verdure e pesce. Mangio quattro volte l’anno i formaggi e la carne rossa, solo quando sono irresistibilmente buoni, e non più di dieci volte l’anno la pasta, solo quando ne ho davvero voglia e allora voglio prepararla in modo splendido. Sono contrario alla pervasività del pomodoro nella nostra tradizione, io lo uso come una spezia.

Credo che l’unica cosa che davvero non mi piace siano le banane, forse i cachi, per il resto mangio tutto. Le cose in cima alla lista dei desideri per me sono: gamberi rossi, granchione e granseola, ostriche, ventresca di tonno, uova di riccio.

Mangio sempre tutto di stagione, perché è bello desiderare d’inverno i gamberi rossi e poi un giorno vederli sul banco, o le acciughe d’estate attendendo settembre. Sto attento alle provenienze, cerco di mangiare sempre cibo che viene dalla zona, senza pesticidi o altre schifezze. Sto attentissimo al prezzo di ogni cosa.

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Lo Sgarro: Un Concetto Relativo

Oggi parliamo di una questione annosa e difficile: lo sgarro. Ho letto di tante persone contrarie alla parola "sgarro" ma ricordiamoci che è solo una parola, quello che conta è il significato che le diamo, e il carico emotivo che rappresenta. C'è chi lo chiama cheat meal, chi pasto libero, chi appunto sgarro.

Spesso mi è capitato di leggere (e partecipare) a diatribe sul fatto che la pizza fosse o meno uno sgarro, che il sushi fosse o meno uno sgarro, che l'hamburger (fatto in casa) fosse o meno uno sgarro. Ma partiamo dall'inizio, che cosa si intende per sgarro?

Lo sgarro, il cheat meal, il pasto libero presuppongono tutti una semplice cosa: lo stare a dieta. Dove dieta non significa necessariamente regime restrittivo, significa semplicemente seguire una regola, qualsiasi essa sia (la parola dieta in effetti deriva dal greco δίαιτα che significa "modo di vivere, abitudine").

Da questa premessa è facile capire che il concetto di sgarro è molto aleatorio perchè ovviamente dipende dalla regola alimentare che si segue solitamente. Per capirci, un vegetariano segue una dieta vegetariana, in cui la "regola" è non mangiare carne, per cui anche una fettina di pollo alla piastra è ovviamente uno "sgarro" in senso tecnico.

Mentre per un body builder sotto gara, che segue un regime rigidissimo a livello calorico e a bassissimo contenuto di grassi la fettina di pollo non rappresenterebbe affatto uno sgarro ma mangiare un bell'avocado sì.

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Detto ciò, è importante il valore etico, morale e psicologico che si attribuisce allo sgarro. Tornando a noi, ma quindi un hamburger fatto in casa è uno sgarro? E il sushi? E la pizza? La risposta, che sembra molto una citazione da Andrea Biasci di Project Invictus, è: dipende.

Dipende dalla nostra regola, delle nostre abitudini, che - ricordiamo - non sono imposte dall'alto o da un'entità acefala ma antropomorfa impersonificata dalla rivista femminile più in voga, ma dipendono dalle nostre necessità.

Necessità di salute (ridurre lo zucchero per i diabetici) o personali (voler mettere su massa muscolare) o professionali (perdere peso per rientrare in una categoria di peso per una gara) o semplicemente etici (per l'appunto il vegetariano di cui sopra).

Per un vegetariano la pizza margherita non è uno sgarro. Per un celiaco è veleno puro. Un vegetariano (proabilmente) non mangerà mai un hamburger di carne. Per me la pizza E' uno sgarro. E' uno sgarro perchè, conti alla mano, contiene molti più carboidrati e grassi (e meno fibre e proteine) di quello che mangio solitamente.

Vuol dire che non mangio mai la pizza? Ovviamente no, la pizza il sabato sera in casa mia è un rito praticamente religioso, vuol dire che lo considero uno sgarro. Amen. E che magari se mi viene voglia di nuovo di pizza il martedì sera (sì, succede) non la mangio nuovamente ma magari mi faccio la mia finta pizza di zucchine che NO non è come la pizza normale, ma è buona e inganna un po' la mente.

Idem il sushi. Se io mangiassi 8 pezzettini di sushi potrei non considerarlo uno sgarro, ma io che amo il sushi voglio mangiarne di più e non scegliere quelli senza salse senza fritti senza avocado, voglio scegliere quello che ho voglia di ordinare. Quindi è uno sgarro. E la qualità allora? E gli ingredienti? Non fanno la differenza?

Certo che fanno la differenza, ovviamente. La pizza congelata del discount non è certo paragonabile alla pizza fatta lievitare 48 h con farina integrale e mozzarella campana. Ma sempre grassi e carboidrati alti sono. Una pizza o un hamburger fatto in casa sono più "sani" riespetto ai corrispettivi industriali?

Io penso proprio dì sì, perchè hanno un valore nutritivo maggiore, oltre al fatto che la qualità degli ingredienti determina un migliore profilo organolettico del piatto (non mi direte che l'insalata di mare confezionata del supermercato di infima categoria con olio di non si sa cosa sia paragonabile in gusto e godimento a quella che potete mangiare in un ristorante stellato o anche solo nel vostro ristorante preferito sul mare).

Ma lo sono per me. Perchè nonostante abbia scelto carne di prima qualità, allevata localmente, che ho scelto personalmente e ho fatto macinare al mio macellaio, nonostante il panino fatto in casa e impastato da me con farine integrali di qualità, nonostante la maionese l'abbia fatta io con uova allevate all'aperto, nonostante il formaggio scelto è un formaggio veneto di qualità e non una sottiletta industriale... nonostante tutto ciò, questo hamburger ha.... troppo.

Troppo di un po' di tutto: troppi grassi saturi, troppi carboidrati, troppe calorie. Quindi sì per me è stato uno sgarro. Per me questa è la ricetta dell'hamburger migliore del mondo (un po' rubacchiata a Gordon Ramsay l'ammetto!) ed è fatto con ingredienti di qualità eccelsa, completamente homemade (tranne i cetriolini perchè davvero i cetriolini sott'aceto fatti in casa non ce la potevo fare), ed è stato meraviglioso mangiarlo.

Lo considero anche sano da un certo punto di vista. Ma no, non rientrava nella mia dieta. E sapete una cosa? Va bene così. Non è un a tragedia. Quindi in definitiva: sì l'hamburger, la pizza e il sushi, sono uno sgarro PER ME (e per molte persone, ma non necessariamente per tutti!), e sì, lo chiamo sgarro, perchè per me non ha un'eccezione tipicamente negativa.

Vuole solo dire che ho mangiato qualcosa di eccezionalmente buono, che mi ha reso felice, e che domani riprendo la mia δίαιτα, le mie solite abitudini. If you don’t have Buy Me a Pie!

Ciao a tutti, volevo sapere se voi mangiate tutti i cibi o se ci sono cibi che non riuscireste a mangiare neppure sotto tortura. Ad esempio, io tendenzialmente non riesco a mangiare cibi con determinate tonalità di colore, ad esempio non mangio nulla con tonalità simile a #405500 (potete cercare su google per capire a quale colore corrisponde, non avrei saputo specificare meglio, scusate :( ) oppure cibi con una determinata consistenza. E voi? di essere uno stupido. - Albert Einstein

Il Parere Contrario Del Veterinario Alla Barf

Cari proprietari ho quasi paura ad affrontare il tema di oggi: la BARF!Inutile girarci intorno la barf tra noi veterinari non è molto popolare:Da veterinaria ovviamente come moltissimi miei colleghi non condivido la filosofia della BARF e quindi so già che questo articolo susciterà qualche polemica. Questo perché i ferventi sostenitori della dieta Barf se la prendono a male per ogni critica mossa alla loro dieta come se fosse un credo religioso!

Saper accettare e rispettare il pensiero degli altri!Grazie l’avvento dei social la maleducazione e l’aggressività verbale vanno di gran moda….insultare qualcuno a distanza senza neanche conoscerlo è semplicissimo e a quanto pare molto divertente. Ora, io sono del parere che ognuno possa e debba avere la sua opinione in materia, basata sugli studi effettuati e sulla sua esperienza personale, cercherò quindi di mantenere un certo distacco e presentare le caratteristiche di questa dieta con obiettività medica.

Noi veterinari di solito veniamo demonizzati dai barfisti (sostenitori della barf) perché sembra che ci divertiamo a sconsigliarla per partito preso, addirittura c’è chi grida al complotto delle aziende mangimistiche che ci pagherebbero per consigliare il commerciale. In questo caso mi sento di spezzare una lancia a favore della categoria (e sapete benissimo che in altri articoli non scuso per niente comportamenti poco professionali di alcuni colleghi). Posso assicurarvi che noi veterinari non ci guadagnamo niente a consigliarvi o meno una dieta e che il nostro approccio è del tutto scientifico e rivolto al benessere dei vostri animali. Ovviamente esistono anche veterinari barfisti (anche se personalmente non ne conosco).

L’acronimo BARF significa “Biologically Appropriate Raw Food“, ovvero cibo crudo, biologico e adatto al sistema digestivo dei cani. Fondamentalmente si basa sul recupero delle abitudini alimentari dei cani a partire da quelle dei loro antenati, i lupi.

La dieta commerciale (scatolette e croccantini) è vista come l’origine di tutti i mali: tumori, pancreatiti, dermatiti, otiti, problemi di accrescimento, insomma veramente di tutto (non c’è nessun fondamento scientifico al riguardo). Per i barfisti “ll cane si rompe una gamba?” Il problema è che ha le ossa fragili perché gli dai i croccantini.

Un secondo punto stabilisce che il cane, essendo un discendente del lupo, debba tornare a fare un’alimentazione simile a quella del suo antenato selvatico.Altro punto della dieta Barf prevede di non somministrare tutti i nutrienti ad ogni singolo pasto, ma di seguire l’alimentazione del lupo in natura (punto non tanto seguito da quello che ho avuto modo di vedere probabilmente per la difficoltà nel creare sempre pasti diversi).

La carne deve essere data cruda, chi la vuole addirittura attaccata all’osso.I cereali c’è chi ce li mette e chi no (foto sopra).Una volta a settimana è previsto un giorno di digiuno.

Voglio chiarire che io non sono una nutrizionista e non è mia intenzione in questo articolo dare indicazioni di dieta che va sempre preparata a misura di ogni paziente, l’elenco che trovate sotto è un insieme di ingredienti presenti in varie linee di pensiero barf (sulle quali non tutti concordano) e serve solo per fare capire la ricerca che ci sta dietro:

  • carne di manzo (carne polposa, attaccata all’osso, la cui percentuale non deve comunque superare la quota del 30%, cuore, fegato, reni),
  • agnello,
  • pollo (incluse le ossa, colli con tanto di becco),
  • pesce crudo,
  • uova crude,
  • carne di maiale bollita e frattaglie (solo due volte a settimana);
  • verdure crude.
  • La frutta (mele, banane, prugne)

In alcune varianti della BARF (di ricette ce ne sono veramente tante ed è difficile trovare un unico pensiero che metta d’accordo tutti) esistono anche altri ingredienti che in altre invece vengono totalmente eliminate:

  • cereali (miglio, grano saraceno, riso, amaranto, questi senza glutine, orzo, crusca e segale)
  • latticini, yogurt bianco.
  • verdura cotta e tritata fine (insalate, carote, sedano, zucchine)
  • spezie, olio, vitamine ed integratori, come le alghe e una spolverata di sale marino due volte a settimana (anche su questo punto non tutte le ricette concordano).

Personalmente mai e poi mai avrei il tempo per comprare, misurare, pesare tutti i componenti di questa dieta!

Nel mondo veterinario è vero che questa dieta viene demonizzzata. Tutte le volte che un mio collega arriva in degenza con un paziente e dice “questo cane ha questo e quello, sta così e cosà….ah e poi….fa la BARF!” Occhi al cielo di tutti i presenti….

Solo noi veterinari non vediamo somiglianze tra un Carlino, un Bulldog, un Chihuahua, un Bassotto, un Jack Russel, un Boxer e un lupo? Il cane, rappresentanto in tutte le razze più disparate, è lontano anni luce dal lupo (eccezione fatta forse per i lupoidi di cui oggi il maggior rappresentante è il cane lupo cecoslovacco) e la loro bocca e i loro denti non sono più adatti a strappare brandelli di carne. Detto questo dopo aver visto una nostra cliente dare al suo carlino l’alimentazione barf sotto forma di polpettine macinate monodose le ho viste veramente tutte. E’ vero, discende dal lupo, ma non è più un lupo e soprattutto non fa la vita di un lupo. Un lupo cammina e si sposta tutto il giorno, un cane fa tre passeggiate al giorno di mezz’ora, dieci minuti di lancio della pallina e per il resto del tempo se ne sta spaparanzato sul divano. Vi sembra un lupo questo? Sarebbe come dire che l’uomo visto che discende dalle scimmie deve tornare a mangiare quello che mangiano le scimmie. Chi vuole infilare per primo il legnetto nel termitaio e farsi un’abbuffata?Il lupo in natura vive 6-7 anni.

Noi veterinari sappiamo che una dieta casalinga bilanciata e seguita da un nutrizionista è più genuina ma si trasforma quasi sempre in un’accozzaglia di avanzi del cibo umano e sperimentazioni basate sull’esperienza del cugino, dello zio, del cognato….Molto spesso la barf viene fatta a caso dando semplicemente roba cruda e ossa (pericolosissime entrambe, dopo vediamo il perché)

Ovviamente noi veterinari odiamo la Barf soprattutto per un motivo: la somministrazione di ossa: Vi siete mai chiesti perché?Chi di voi ha mai dovuto svuotare il colon e il retto di un cane con il dito?Avete mai passato due ore con un clistere in mano estraendo feci che non erano altro che un truciolato di ossa super compatto?quante coliti emorragiche da passaggio di ossa avete visto?Chi di voi ha operato d’urgenza diversi cani con perforazione intestinale o blocco intestinale da ossa?Quanti hanno visto un’endoscopia per estrarre un osso incastrato in esofago? E quanti cani avete visto morire perché l’osso incastrato ha lacerato l’esofago?

Noi veterinari tutto questo lo abbiamo visto…e non una volta sola…Quanto costano secondo voi tutte queste procedure in urgenza? Ve lo dico io…una barca di soldi…senza la certezza che sopravviva…quindi se volete fare la barf fatela pure! Però vi assumete anche la responsabilità delle conseguenze.

Lo so! Adesso salta fuori quello che dice che ha cani da 20 anni….gli ha sempre dato le ossa e non è mai successo niente…lo so, c’è sempre quello che basa tutta la casista medica solo sulla sua esperienza. Ovvio…sono come quelli che fumano 20 sigarette al giorno da 30 anni e non hanno mai avuto un colpo di tosse. Non è che però basiamo le statistiche sull’incidenza dei tumori del fumatore sulla sua esperienza. Si chiama statistica e percentuale di incidenza per un motivo. Se no si chiamava esperienza di vita di Mario Rossi.

E che dire dei colli di pollo? Anche qui, dopo aver estratto dallo stomaco di un pastore tedesco 10 colli di tacchino praticamente interi (che avevano poi provocato torsione gastrica) vedrai come cambiate idea…Altro rischio è quello di avere un eccesso di calcio in questa formulazione, con conseguenti danni alle ossa e ai reni e un sovradosaggio di vitamine: ricordo che dare troppo spesso il fegato, induce un’ipervitaminosi APoi scusate l’uvetta (che sarebbe tossica) e i cereali il lupo quand’è che li mangia?

Altro problema molto grave e completamente ignorato dai barfisti è che la carne e il pesce crudo veicolano pericolosi parassiti e batteri. Loro dicono che fanno l’abbattimento di questi agenti patogeni con il congelamento. Tutto ciò che è crudo può veicolare parassiti (la trichinella nel maiale e nel cavallo, l’anisakis nel pesce ad esempio) ma il problema più grosso viene dai batteri, Clostridi e Coli infatti possono dare gravissime forme di enteriti e epatiti a volte fatali, per non parlare del botulino.

Quando vi trovate a curare il jack russel di 5 anni con una grave forma di epatite dalla quale non ci salta fuori solo perché per il proprietario doveva vivere da lupo magari dormendo poi tutto il giorno sul divano ti rendi conto che alcune “sfighe” uno se le va a cercare.Non si può tornare indietro…

La filosofia del “naturale è meglio” sta andando molto di moda e seppur l’ideale di un ritorno alle origini sia affascinante non lo trovo applicabile nella nostra vita quotidiana, noi stessi viviamo di cibo pronto e in scatola e solo pochi di noi si alimentano con quello che ci procacciamo. I nostri animali volenti o nolenti ci seguono in questa trasformazione. D’altra parte vogliamo che vivano il più possibile, li vacciniamo, facciamo la profilassi per tutte le malattie esistenti e la diagnostica preventiva e anche tutto questo non è naturale. La loro vita così come la nostra si è allungata di parecchi anni e vivono più del doppio di quello che vivono i lupi in natura.

Con questo articolo spero di avervi fatto capire il nostro punto di vista, non di convincervi! E’ giusto che ognuno prenda le proprie decisioni secondo la propria coscienza e le proprie convinzioni!

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