Il Pan'e Saba è un dolce molto antico che un tempo veniva considerato "povero" perché era semplicemente un pane impastato con la saba che lo rendeva dolce, fatto dunque con ingredienti che tutti avevano in casa.
Origini e Tradizioni
Su pan’e saba è un dolce antico, nasce come pan’e saba semplice detto anche “povero” perchè era un pane, proprio un pane, impastato con la saba che lo rendeva un pane dolce e quindi veniva consumato come dolce. Questo in tempi lontani, man mano si è evoluto ed è stato arricchito a seconda dei prodotti presenti nel territorio. Se avevano la saba avevano anche l’uvetta e quindi un altro elemento da addizionare.
Si usava regalarlo in alcuni paesi ai più poveri in suffragio dell’anima dei cari estinti. In linea di massima si tratta di un dolce autunnale/invernale, comunemente preparato durante il periodo della Commemorazione dei defunti.
Quando veniva preparato in occasione della Commemorazione dei defunti, il pan’è saba veniva regalato alle famiglie più povere. A Sedilo il dolce veniva preparato in occasione dei festeggiamenti per Sant’Antonio Abate.
Ad Atzara invece, dove veniva confezionato in onore di Sant’Antioco (13 novembre) si era soliti pregare in questa maniera qualche giorno prima della festa “Santu Antiogheddu meu devotu, bettae un’aba lena lena, chi non bengiat gente angena” (Sant’Antioco mio devoto, getta un’acqua leggera leggera, che non venga gente da fuori). In occasione della festa infatti il paese si riempiva di visitatori e già che offrire il pan’è saba e ospitalità era d’obbligo, le giornate si dimostravano particolarmente costose.
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Qualche tempo fa ho letto che il pane di sapa è uno dei pochi dolci che venivano fatti sempre, anche in lutto, anche se si stava male, anche se si era vecchi e di voglia non ce n’era, perché si riteneva fosse un eccezionale strumento di comunicazione con il divino. Offrire al santo un dolce significava impegnarlo nel dialogo: lui riceveva il dono e in cambio doveva restituire il favore.
Alcuni dolci sono così, ti danno il senso della continuità, della felicità, della famiglia. Alcuni dolci sono così, ti danno speranza. Un giorno di lievitazione poi è stato infornato, spennellato e mangiato. Forse non è buono come quello di mamma, ma per la prima volta ho infornato un dolce a mo’ di voto, un dolce po legai su santu (per legare il santo), po legai sa genti antiga (per legare i miei antenati).
L'Ingrediente Chiave: La Saba
Parliamo del suo ingrediente principale, la saba. Altro non è che il mosto cotto, un liquore dal gusto molto intenso, scuro e dal sapore dolcissimo. La saba è uno sciroppo che si ottiene dalla lunga bollitura del mosto d’uva, con l’aggiunta di scorza d’arancia essiccata, cannella e altri aromi. Deve diventare molto denso e scuro e il suo profumo è inconfondibile.
Conosciuta anche come "vino cotto", la saba si ottiene dal mosto d'uva bollito e concentrato, ed è spesso utilizzata in Sardegna per preparare dolci tradizionali autunnali e natalizi.
Ricetta del Pan'e Saba
La particolarità è la ricchezza della frutta secca come si denota dagli ingredienti,per questo motivo ci sono varie versioni a seconda della località.
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Ingredienti Principali:
- Farina di grano duro
- Saba (mosto d'uva cotto)
- Lievito di birra
- Uvetta
- Frutta secca (noci, mandorle, fichi secchi)
- Sale
- Cannella
- Scorza d'arancia (fresca o essiccata)
Preparazione:
- Sciogliete in acqua tiepida il lievito di birra.
- Tagliate la frutta secca a pezzetti e mettetela in una terrina insieme a farina di grano duro, sapa e il lievito di birra.
- Mettete l’uvetta a bagno in acqua a temperatura ambiente.
- Lavate l’uva passa facendola ammorbidire per qualche minuto in acqua fresca.
- Scolate le uva passa e aggiungetele alla terrina con la frutta secca. Aggiungete anche il sale e la cannella.
- Mescolate in una ciotola la semola con la farina manitoba e le spezie. A parte miscelate 100 ml della saba con la bevanda di mandorle e poi unitele gradualmente alle farine, sempre mescolando. A questo punto versate l’acqua con il lievito sciolto e impastate bene. Unite la scorza dell’arancia, un pizzico di sale, la noci, le mandorle e l’uvetta strizzata. Lavorate il tutto per una decina di minuti, fino a quando non sarà più appiccicoso.
- Impastare la farina con la saba calda, mettere le polveri e il lievito madre, lavorare rigorosamente a mano, pian piano far intridere la frutta secca.
- Coprite l’impasto con una coperta di lana o pellicola trasparente e lasciate lievitare per almeno 2 ore a una temperatura di circa 28 gradi. L’unica nota negativa è che per consumarlo dovrete attendere alcuni giorni, perché richiede una lunga lievitazione. Una volta lievitato (sarebbe meglio 24 ore), dividete l’impasto in panetti più piccoli e infornate a 200°C per circa 1 ora.
- Il giorno seguente l’impasto va re - impastato e ammorbidito con la sapa restante.
- Il forno dovrà essere preriscaldato a 180° e il pan’e saba cuocerà per almeno 15-20 minuti.
- Sforna, lascia freddare e spennella il pan’e saba con sapa. Adagia su un letto di alloro.
- Prima di farlo sfreddare del tutto, spennellate i pani con altra saba e decorate a piacere con palline o treccine di zucchero, pezzetti di buccia d’arancia e mandorle in superficie.
- Sfornateli e, quando sono ancora tiepidi, spennellateli più di una volta con la restante saba e lasciateli asciugare completamente su una gratella per dolci.
Decorazione:
Il pan’è saba diventa particolarmente prezioso quando viene decorato. Sa pintadura riguarda la parte superiore del dolce che viene normalmente spennellata di saba e arricchita con zuccherini colorati, dorati, argentati e con foglie d’oro per uso alimentare. In altri casi è possibile impreziosire il pan’è saba con l’uso di mandorle infisse nella parte superiore del dolce.
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