Ricetta Gnocco Fritto Modenese Tradizionale

Il Gnocco Fritto di Modena è una delle più golose espressioni della tradizione emiliana. Soffice, gonfio e dorato, ogni gnocco è fragrante all’esterno e delicatamente vuoto all’interno, perfetto per accogliere salumi tipici, formaggi freschi o semplicemente una spolverata di zucchero per la versione dolce.

Re degli antipasti, principe degli aperitivi, ospite d'onore di sagre e feste di paese, lo gnocco fritto è un cibo tipico dell’Emilia-Romagna e assume nomi differenti a seconda della zona in cui viene fatto.

Ma come si prepara lo gnocco fritto? Questo street food è talmente conosciuto e apprezzato in tutta l’Emilia che ogni famiglia (e ogni ristorante) ha la sua ricetta.

Lo gnocco fritto -o rigorosamente in Emilia ‘il gnocco fritto’- è una specialità che viene da lontano. Abituati all’uso dello strutto per la preparazione del cibo, i Longobardi avrebbero diffuso questo ingrediente presso la popolazione locale, e da lì sarebbe giunto fino a noi. Lo gnocco fritto ne è un esempio.

Ingredienti e Preparazione

Grazie alla semplicità degli ingredienti ed ai brevissimi tempi di preparazione, può rappresentare il menù per un pasto improvvisato: il vero fast-food alla modenese; bastano infatti farina, latte, acqua, sale e volendo un po' di lievito.

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Per avere uno gnocco fritto decisamente più light si può preparare un impasto senza strutto. Sostituite lo strutto con latte e olio extravergine d’oliva, in questo modo risulterà più soffice e leggero.

Preparazione dell'impasto

Ora potete decidere se impastare manualmente o con la planetaria. Per la preparazione manuale, versate in una ciotola la farina e aggiungere gradualmente la miscela di acqua, latte, lievito e malto, quindi cominciate a impastare fino a quando l’impasto risulterà granuloso e compatto. Aggiungete infine il sale e lo strutto, quindi trasferite l’impasto su una spianatoia e lavoratelo per altri 8 -10 minuti fino ad ottenere un panetto omogeneo e leggermente duro.

Se utilizzate la planetaria, versate la miscela di acqua, latte, lievito e malto nel cestello, avviate la macchina utilizzando la foglia e aggiungete la farina poco per volta fino a quando l’impasto comincerà a prendere corpo. Ancor prima di inserire tutta quanta la farina, sostituite la foglia con il gancio e riavviate la macchina. Trasferite l’impasto su una spianatoia e lavoratelo manualmente , stirandolo con il polso e ripiegandolo su se stesso, in questo modo darete forza ed elasticità all’impasto permettendo di sviluppare il glutine.

Formate un panetto, ponetelo in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e lasciatelo riposare per un’ora a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo riprendete l’impasto e dividetelo in panetti.

Infarinate leggermente la spianatoia, poi prendete un panetto per volta e stendetelo con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile che può variare da 1 a 6 millimetri di spessore.

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Frittura

In un pentolino scaldate abbondante strutto, o olio di semi di arachidi per i vegani, portandolo ad una temperatura compresa tra i 170° e 180° (consiglio l’uso di un termometro) e immergeteci pochi gnocchi alla volta facendoli cuocere per circa 2-3 minuti, girandoli con una schiumarola, fino a quando risulteranno belli dorati e gonfi.

Scolateli dall’olio e adagiateli su un vassoio foderato con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

I vostri gnocchi fritti sono pronti! Gustateli caldi accompagnati da salumi o formaggi.

Varianti Regionali

Spostandosi di città in città, però, è facile rendersi conto che ne esistono tante varianti; le differenze principali risiedono nel nome, ma talvolta si notano anche lievi variazioni nella forma e negli ingredienti. Ma la sostanza rimane sempre la stessa: un involucro di pasta dalla consistenza morbida e gonfia, tagliato a losanghe e poi tuffato nell’olio bollente.

Ecco alcune delle varianti regionali:

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  • Torta fritta parmense: A Parma chi desidera assaggiare questa delizia della tradizione emiliana dovrà ordinare la torta fritta. A Parma, non chiedete il gnocco fritto, ma la torta fritta!
  • Chisolini piacentini: A Piacenza, il chisolino lo trovate praticamente ovunque. Nei chioschi per le strade o nelle migliori trattorie del centro.
  • Crescentine bolognesi: Qui, si chiama “crescentina fritta”.
  • Pinzini ferraresi: Ora ci spostiamo verso il territorio ferrarese dove il gnocco fritto prende il nome di “pinzino”.

Servite “Il” vostro gnocco fritto modenese home made ancora fumante accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi locali.

Conservazione e Consigli

Conservare in luogo fresco, lontano da fonti di calore e raggi solari.

Per consumare al meglio il nostro gnocco occorrono salumi d’eccezione, prosciutto crudo, salame nostrano, mortadella, pancetta ecc.

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