Ecco un altro tipo di pesce che non si trova facilmente in Italia, eppure lo prendiamo nella pescicoltura vicino casa. Ha un gusto delicato, carni bianche e molto tenere, un po’ grasse, che ricordano l’anguilla. Certamente vale la pena provarlo.
Il pescegatto è un pesce saporito molto apprezzato dagli abitanti del sud degli Stati Uniti. Sebbene solitamente si gusti fritto, il pescegatto è squisito anche quando è grigliato, cotto in forno o fatto in padella. È un pesce dal sapore delicato, dolce e la sua carne si sfalda meno rispetto ad altri pesci bianchi, lasciando molte possibilità per la cottura. Se marinato in salamoia, il filetto di pescegatto può addirittura essere gustato crudo.
La ricetta più nota che mi viene in mente è quella del pesce gatto fritto tipico degli Stati Uniti del sud, tipo la Luisiana o il Mississipi. Terre tanto lontane da me? Nemmeno per sogno, perché curiosando in internet ho scoperto che ne esiste anche una versione della mia Umbria.
Come di consueto, prima di presentarvi le tre ricette, vi parlerò dell’ingrediente principale: il Pesce Gatto (Denominazione scientifica: Ameiurus melas; Ordine: Siluriformes; Famiglia: Ictaluridae) un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Ictaluridae.
Molti pensano ad una specie autoctona, in realtà è arrivato da noi poco più di un secolo fa. Però si è adattato molto bene alle nostre acque, soprattutto ai canali di pianura (e ai maceri ).
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Struttura e caratteristiche biologiche
Possiede un corpo robusto, con una testa piuttosto larga; è dotato di una bocca molto ampia ed è caratterizzato dalla presenza di quattro paia di barbigli. La pinna caudale evidenzia un margine rettilineo appena convesso, mentre le pinne pettorali sono ampie; pinna dorsale è corta.
La colorazione è bruno-nerastra sul dorso, invece il ventre presenta un colore bianco-giallastro. Predilige le acque calde o temperate e tende ad occupare il basso fondale melmoso; nella fase adulta la dieta è molto varia e comprende vegetali, detriti organici, uova di pesce (soprattutto di altre specie), crostacei, avannotti, molluschi e anellidi. Può raggiungere i 40 cm. di lunghezza e i 4 kg.
Questo tipo di pesce, originario dell’America settentrionale, fu descritto dal biologo statunitense Costantine Samuel Rafinesque Schmaltz nel 1820; in Italia i pesci gatti arrivarono dalla Francia nel 1904, precisamente nella prima periferia di Bologna, dove furono allevati in una grande vasca (qualcuno dice in uno stagno) ed esibiti al pubblico come pesci “esotici ornamentali”.
Non si sa come e perché, ma un bel giorno gli addetti alla loro custodia trovarono la vasca semivuota; soltanto dopo alcuni mesi, diversi esemplari furono rintracciati in una risaia del bolognese, probabilmente fuggiti dalla loro dimora: qui nel frattempo si erano moltiplicati velocemente.
Nel giro non di anni ma di mesi, si diffusero in tutta la provincia di Bologna e nel 1906 questa specie alloctona fu allevata in due ittiocolture, una in provincia di Ferrara e una nei pressi di Vicenza, direi pure con un certo successo.
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A questo punto devo riferirvi un notizia curiosa che ho sentito raccontare negli anni della mia infanzia dai miei nonni e dagli anziani del caseggiato di campagna dove abitavo; secondo la narrazione di questi signori attempati, “quei pesci con i baffi” erano stati trovati nientemeno che nelle risaie che circondavano casa mia, ovvero nell’“Azienda agricola Ercolana” di Pegola, di proprietà del barone genovese Carlo Cataldi e distante all’incirca un chilometro dal centro di Malalbergo.
Fin dai primi anni del Novecento, il commercio del pesce gatto e di altre specie di pesci d’acqua dolce fece di Casoni di Malalbergo il fulcro dell’attività commerciale nel settore ittico di tutta questa zona della “bassa” bolognese; il piccolo borgo diventò molto importante nell’ambito del mercato ittico bolognese: infatti succedeva che, mentre gli uomini erano dediti alla preparazione del pesce, le donne inforcavano le biciclette munite di due portapacchi (uno sopra al parafango anteriore e uno su quello posteriore su cui inserivano le cassette col pescato) e si recavano tutte le mattine a Bologna a vendere i loro prodotti “di valle”, tra cui spiccava il richiestissimo pesce gatto.
In molte zone italiane il pesce-gatto non è presente in cucina, ma le sue ottime carni, con poche lische, sono apprezzate soprattutto dagli emiliani, dai lombardi e dai veneti che lo preparano in tantissime versioni: al forno, fritto, lessato; vi si ricavano antipasti, primi e secondi piatti che tutti definiscono “eccellenti”.
Ricette con il pesce gatto
Antipasto: Pesce gatto in salsa maionese
Ingredienti per 4 persone:
- 2 pesci gatto lessati
- 4 uova sode
- 3 cucchiai di maionese
- 50 g. di cipolla dorata tradizionale di Medicina tritata fine
- 50 g. di sottaceti tritati
- Aceto balsamico q.b.
- Sale q.b.
Preparazione:
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Tagliare le quattro uova a metà togliendo i tuorli; mescolare la maionese con l’aceto balsamico, i sottaceti, la cipolla dorata e un po’ di sale, quindi unirlo con il pesce gatto, precedentemente lessato e sminuzzato, infine i tuorli anch’essi precedentemente tritati per ottenere un bell’impasto.
Primo piatto: Sugo di pesce gatto
Ingredienti per 4 persone:
- 2 pesci gatti
- 320 g. di pasta (tipo tagliatelle o spaghetti)
- Aglio q.b.
- Peperoncino q.b.
- Sugo di pomodoro q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Olio d'oliva q.b.
Preparazione:
Lessare i pesci gatti, quindi in un tegame preparare la base mettendo un po’ di olio, aglio, e peperoncino a soffriggere. Appena l’aglio prende il colore rosa, lo si toglie assieme al peperoncino; a quel punto si aggiunge la polpa dei pesci gatti lessati. Aggiungere un pizzico di sale e di pepe, poi versare il sugo di pomodoro e far bollire per qualche minuto, molto lentamente, mescolando gli ingredienti di tanto in tanto.
Secondo piatto: Pesce gatto fritto al sugo
Preparazione:
Lavare e pulire per bene i pesci gatti, poi infarinarli e friggerli. Versare Intanto in un tegame 3/4 cucchiai di olio d’oliva ed aggiungervi 2 spicchi di aglio. Togliere poi l’aglio quand’è rosolato e aggiungere il sedano e la cipolla tritati. Lasciar rosolare e aggiungere i pomodori pelati, facendoli bollire per circa 30 minuti. Adagiare i pesci nel sugo così ottenuto e lasciarli cuocere a fuoco lento per altri 30 minuti. Prima di fine cottura, cospargere i pesci con il prezzemolo tritato e bagnarli con un po’ di aceto bianco.
Consigli aggiuntivi
In un piatto fondo, mischia farina di mais, sale, farina 00, misto di spezie creole, paprika e pepe. Il latte li aiuterà ad assorbire la farina di mais.
Metti i filetti nella friggitrice non appena l’olio è a temperatura. Togli i filetti dalla friggitrice e adagiali su un piatto. Spruzza il pesce con succo di limone e gustalo mentre è ancora caldo.
Gusta questa ricetta saporita finché il pesce è ancora caldo. Entrambi i lati dovrebbero sfaldarsi facilmente appena li tocchi con una forchetta.
Attenzione: L’olio bollente può schizzare fuori dalla friggitrice mentre stai cucinando il pesce. La griglia, il forno, la friggitrice, le padelle, l’olio e il pesce saranno molto caldi durante e dopo la cottura.
Ricetta tradizionale: Pesce gatto in umido
Ingredienti:
- Cipolla
- Sedano
- Carota
- Aglio q.b.
- 8 pesci gatto da 200g
- Olio evo per friggere
- 1 bicchiere di vino bianco
- Prezzemolo q.b.
- 2 cucchiai di conserva di pomodoro
Preparazione:
- Pulire i pesci decapitandoli e privandoli delle spine del dorso.
- Infarinarli poi friggerli in olio evo, da ambo i lati per 4 minuti.
- Preparare un trito grossolano di cipolla, sedano, carota e aglio, farlo stufare nell’olio fin quando appassisce.
- Quando il trito è pronto, aggiungere il pesce fritto poi sfumare con il vino bianco secco, aggiungere la conserva di pomodoro e il prezzemolo, se necessario aggiungere qualche cucchiaiata di acqua calda.
- Lasciare cuocere per circa un’ora.
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