Taralli Dolci Calabresi: Un Tesoro di Tradizione e Sapore

A casa nostra, i taralli si fanno tutte le settimane. Mamma dice sempre “si tiani guliu o t’ani puntiddra u stomacu, nu taraddru ci vò sempi ara casa” (trad. Se hai voglia o hai un languorino allo stomaco, un tarallo ci vuole sempre in casa). Ed ecco che i taralli a casa nostra si fanno sempre, 12 mesi all’anno, possono anche esserci 40 gradi, i taralli a casa nostra si fanno e basta.

I ginetti calabresi sono dei taralli dolci di Roggiano Gravina, ma diffusi in tutta la Calabria, e come ogni ricetta tipica, ognuno ha la sua ricetta personalizzata. Sono dolci tipici pasquali e sono anche venduti alle fiere, da noi a Cosenza, in occasione della fiera di San Giuseppe. Amo questi taralli zuccherati, e li ho anche acquistati in occasione della fiera, ma ho deciso di prepararli a casa e posso dire che sono tutta un'altra cosa.

Dietro questa ricetta c’è una tradizione antica. In passato le famiglie preparavano ed offrivano questi taralli dolci durante la settimana precedente alle nozze, venivano offerti dagli sposi, quando ricevevano le visite e gli auguri di parenti ed amici. I ginetti venivano preparati dalla mamma della futura sposa insieme alla suocera per simboleggiare l’unione delle due famiglie.

La Ricetta dei Ginetti Calabresi (Taralli Dolci)

Ingredienti:

  • 10 uova
  • 10 cucchiai di olio di semi
  • 10 cucchiai di liquore anice
  • 10 pizzichi di sale
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • q.b. di farina 00 (circa 550/600gr)

Per la glassa:

  • 500 g di zucchero a velo vanigliato
  • 4 albumi
  • Qualche goccia di limone
  • q.b. di liquore anice (facoltativo)

Preparazione:

  1. In una ciotola versiamo 6 uova intere e 4 tuorli aggiungiamo i 10 pizzichi di sale, i 10 cucchiai di olio di semi, i 10 cucchiai di anice e per finire il cucchiaino di bicarbonato. Lavoriamo con le fruste.
  2. Iniziamo a versare un pò di farina e lavoriamo dapprima con le fruste, quando il composto diventa corposo trasferiamo sulla spianatoia aggiungendo sempre un pò alla volta la farina. Io ho messo sul tavolo un kg di farina, e poi l’ho pesato a fine lavoro. Ne ho utilizzato 550 gr, poi tutto dipende dalla grandezza delle uova. L’impasto dovrà risultare morbido. Lasciamo riposare l’impasto per 15 minuti.
  3. Iniziamo a formare dei cordoncini con delle piccole porzioni di impasto. Tagliamo e formiamo dei piccoli taralli.
  4. Mettiamo sul fuoco una pentola con dell’acqua. Quando giunge a bollore, versiamo i taralli un pò per volta. Quando salgono a galla e si gonfiano, possono essere tolti e messi su un canovaccio.
  5. Dopo averli bolliti, bisogna infornarli, ma prima di ciò, bisogna fare un incisione col coltello per tutta la circonferenza. Inforniamo a 220° per 30 minuti.

Taralli con Semi di Anice: Un'Alternativa Morbida e Dolce

Conosciuti anche come i taralli di Pasqua, possono essere preparati in qualsiasi periodo dell’anno. Sono dei taralli morbidi e leggermente dolci aromatizzati con semi di anice che conferiscono un delicato e inebriante profumo. Tante sono le versioni, io vi propongo la ricetta della mia nonna calabrese che non prevede bollitura. Per conferire il tipico colore dorato basterà spennellarli con una miscela di latte e tuorlo di uova.

I taralli con semi di anice morbidi e dolci ricetta calabrese sono giusti anche per l’inzuppo e perfetti da sgranocchiare durante la giornata. La ricetta dei taralli all’anice prevede l’aggiunta del lievito di birra che li rende morbidi, belli cicciottelli e molto simili a delle friabili ciambelle. I semi di anice sono un valido digestivo, utili come rimedio contro la tosse, ideali per aromatizzare dolci, liquori, piatti di carne, verdure e formaggi.

Leggi anche: Come fare i Taralli Dolci Pugliesi

Ingredienti Alternativi:

  • 250 g di lievito madre pasta madre solida rifrescata (idro 50%) oppure 165 g di li.co.li.
  • Farina
  • Uova
  • Zucchero
  • Sale
  • Olio
  • Semi di anice

Preparazione Alternativa:

  1. Sciogliete il lievito con un pochino di acqua, setacciare le farine, aggiungere le uova, lo zucchero e il sale, e l’olio, impastare molto bene tutti gli ingredienti.
  2. Aggiungete l’acqua a filo, in base alla vostra farina potrebbe variare la quantità quindi vi consiglio gli ultimi 50 ml di aggiungerli pian piano, l’impasto deve essere morbido e sodo e non duro, deve essere omogeneo ed elastico.
  3. Aggiungere i semi di anice e incorporateli per bene nell’impasto.
  4. Lasciatelo riposare, in una ciotola capiente coperta da pellicola, per un paio d’ore al caldo (se utilizzate il lievito madre ci vorrà più tempo) aspettate sempre e comunque il raddoppio.
  5. Una volta lievitato, rovestate su una spianatoia e iniziare a formare i taralli della grandezza e grossezza di vostra scelta. Fateli con un foro bello ampio se non volete che in seconda lievitazione e in cottura il foro si richiuda.

Consigli Utili

Passiamo al dunque con questa ricetta dei taralli calabresi il cui protagonista indiscusso è il finocchietto selvatico. Bastano pochi ingredienti, che è il segreto di tutte le cose buone e semplici. Fai bollire l’acqua in una pentola capiente e cuoci pochi taralli alla volta in modo da garantirgli il giusto spazio. Lasciali raffreddare e gustali per colazione, merenda o post cena con una calda tazza di latte o una tisana. Vuoi stupire con un aperitivo, un pranzo o una cena speciale?

La ricetta è quella tradizionale di famiglia, la ricetta di mia mamma Rita e di cui lei si vanta tanto… ed ha ragione a farlo. Sono strepitosi! L’impasto va fatto rigorosamente a mano. Setacciate le farine, unite i semi di finocchio o di anice, sciogliete nell’acqua il lievito e sale, unite l’olio, uniti tutti gli ingredienti iniziate ad impastare, impastate per qualche minuto, in modo che l’impasto risulti compatto. Non va lavorato troppo, in questo caso non serve incordare anzi è meglio non impastare troppo altrimenti risulterà poi difficile stendete la pasta. Lasciate riposare coperto da un canovaccio per 10 minuti.

Trascorso il tempo del riposo, inizierete a formare dei salsicciotti grandi quanto un mignolo e formerete delle ciambelline della grandezza che preferite, in genere il salsicciotto deve avere lunghezza circa di 15-20 cm. Per stendere la pasta, per rendere i taralli belli lisci, mia mamma si unge le mani con olio di oliva, la formatura risulterà cosi molto facile. Stendete i taralli su un tavolo, copriteli con un canovaccio e lasciateli riposare per 10-15 min. Nel frattempo mettete a bollire dell’acqua in un tegame largo e basso. toglieteli e lasciateli asciugare su un canovaccio pulito di lino o cotone. Procedete cosi per tutti i taralli.

Avvertenza prima che ti lasci col foto-racconto della preparazione: potrebbe succedere che finiranno prima di quanto ti aspetti e dovrai rimpastarli.

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