Torta di Riso di Avenza: Un Tesoro della Tradizione Toscana

La torta di riso è un dolce tradizionale che allieta le tavole degli avenzini durante la festa del santo patrono della frazione. Ad Avenza, dove sono soliti preparare la torta per la festa di San Marco, non ci sono dubbi: la miglior torta di riso è loro!

Anche quest’anno, proprio in questo periodo, la torta di riso spopola sui gruppi locali dei social network. Un 25 aprile che si attendeva da due anni ad Avenza: la tradizionale fiera di San Marco per le strade e la torta di riso in tavola.

Dopo due anni caratterizzati dalle restrizioni covid, le bancarelle non ci sono state, ma la torta di riso ha continuato ad allietare le giornate pur sottotono degli avenzini. È proprio questo dessert il principale protagonista all’interno delle mura domestiche.

Una giornata molto attesa, tanto che diversi avenzini hanno voluto, dalle prime ore della mattina, pubblicare sui social le foto delle “loro” torte di riso per condividere orgogliosamente con la community la propria prelibatezza. Sul gruppo Fb “Sei di Avenza se…” addirittura c’è chi ha postato quella che definisce “la torta di riso più lontana da Avenza”.

La paternità di questo dolce è contesa tra Carrara e Massa, ma quello che conta è alla fine la sua morbidezza e cremosità. Tra le ricette toscane dolci del periodo pasquale c’è la torta di riso carrarina, un dolce casalingo non molto conosciuto che ho scoperto poche settimane fa a Colonnata. Essa viene preparata non solo per Pasqua, ma anche in occasione di altre feste primaverili come il 25 aprile e il 1 Maggio.

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Varianti e Segreti della Torta di Riso

Evitiamo di affrontare lo spinoso argomento della ricetta “originale”, ben sapendo di non poter accontentare tutti, ma ne potrete trovare varie versioni “ufficiali” con una breve ricerca su internet: a voi scegliere tra alcune questioni di capitale importanza, quali il numero di uova da impiegarsi per ogni litro di latte, che siano otto (per i più timidi), dieci (per le persone assennate), dodici (per i golosi) o più (per i veri temerari).

C’è chi vi aggiunge un pizzico di sale, chi una caramella alla menta schiacciata (mentre altri rabbrividiscono all’idea) e non vi è assolutamente accordo su quale sia il giusto “rinfresco” (il liquore da aggiungere all’impasto prima della cottura): l’antico Alchermes, di tradizione fiorentina, il modenese Sassolino, con il suo gusto all’anice speziato, il beneventano Strega, che dona il giallo dello zafferano, o qualche “rum” nostrano, quelle vecchie miscele di alcol, sciroppi e aromi che prendevano il nome di “Rum Fantasia”.

Da Mirteto, nei pressi di Massa, si risponde con una vera e propria sagra del tipico dolce, nella variante “mortegiana”, il giorno di San Vitale. Sui monti di Carrara fanno sentire la loro voce gli abitanti di Gragnana, che sfornano torte di riso per San Michele, e quelli di Bedizzano, che per la festa di San Genesio cucinano il dolce in una variante dove il riso quasi sparisce (ed anche qui si organizzava un’affollata sagra).

Non mancano le gare, con degustazioni e giurie, in grado di stabilire senza possibilità di appello quale sia la più “vera” e buona, tra le torte di riso: ne sono state organizzate a Marina di Massa, Montignoso, a Ronchi e altrove, persino sui social, dove si è votato (per forza di cose) solo per il dolce più bello.

La Storia della Torta di Riso

Sulle origini della preparazione si sono espressi esperti come Paolo Petroni, giornalista, autore e presidente della “Accademia italiana della cucina”, e la scrittrice ed esperta di gastronomia locale Alma Vittoria Cordiviola: l’antenato del dolce moderno sarebbe quindi un’antica torta salata, con farro o orzo bolliti, latte di pecora o di capra, e formaggio.

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Lo zucchero era lusso per pochi, e il riso quasi sconosciuto, questo almeno fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando iniziarono a circolare i prodotti delle nuove risaie di Massarosa, nei pressi del Lago di Massaciuccoli (LU). A questo punto, i due autori si sono posti una domanda? Quale classe sociale poteva permettersi latte, uova (in abbondanza), riso, zucchero e liquori per preparare il delizioso dolce?

La storia sembra dunque indicare nella città del marmo la culla della torta di riso, ma attenzione: qualcuno fa notare come la Cordiviola sia una “carrarina” verace, ed abbia anche gestito a lungo un’attività commerciale nel centro storico della città.

Ricetta della Torta di Riso di Avenza

Ecco la ricetta del tradizionale dolce che allieta le tavole degli avenzini nella giornata del santo patrono della frazione:

Ingredienti:

  • 120 gr di riso
  • 18 uova
  • 1 litro e 1/2 latte intero
  • 600 gr zucchero
  • la scorza grattugiata di un limone non trattato
  • un pizzico di sale
  • un bicchierino di liquori (sassolino, alchermes, liquore tipo strega, rum)
  • una noce di burro per imburrare la teglia

Procedimento:

  1. Lessare il riso in acqua salata, scolarlo e metterlo ad asciugare sopra ad un canovaccio, nel frattempo rompete le uova e mescolatele allo zucchero, fatelo lentamente per far si che non si formi aria.
  2. Avrete fatto bollire precedentemente il latte. Il latte dovrà essere raffreddato per evitate che le uova si "cuociano".
  3. Aggiungete il latte versandolo a filo e continuate a mescolare fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, a questo punto aggiungete il bicchierino di liquori continuando a mescolare.
  4. Imburrate la teglia, qua ci sono diverse versioni, io imburro e ricopro il fondo di riso , uno strato sottile e compatto.

Consiglio: non sbattere il composto di uova con troppa forza, così che non si formino troppe bollicine d’aria. Ciò che ho aggiunto di mio è l’ultimo passo della ricetta.

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