La Torta della Nonna di Benedetta Parodi: Un Dolce Ricordo

Benedetta Parodi si sta preparando al Natale, ricordando la sua nonna. Proprio come ci racconta Benedetta Parodi: «Non solo torte, ma anche ragù, pollo arrosto, minestrone. I piatti che mi ricordano la nonna sono tantissimi».Il legame tra cibo e ricordo è il filo rosso del suo libro, Una poltrona in cucina. Storie e ricette di casa (Vallardi), in cui ripercorre le fasi e gli attimi più importanti della sua vita, legandoli alle ricette del cuore.

Molti di noi avranno la propria ricetta della nonna alla quale si sentono particolarmente legati. La torta della nonna, quella che tutti conosciamo, ha una base di pasta frolla, un ripieno di crema pasticciera e una manciata di pinoli in superficie. Non è semplicemente una ricetta ma il tentativo di universalizzare il dolce ricordo della nonna, custodendolo in un dolce.

Il Natale di Benedetta Parodi: Tradizione e Famiglia

Questo sarà un 25 dicembre particolare. Sarà diverso dagli altri per via della preoccupante situazione sanitaria. Penso che occorra cercare di essere ancora più uniti e fare il possibile per ricreare l’atmosfera della festa. Soprattutto quest’anno farò fede alla tradizione, sia nel menù sia nella mise en place. Ogni anno, infatti, ripropongo la stessa tovaglia rossa. Apparecchio con il servizio della nonna, che comprende piatti più piccoli rispetto a quelli che si usano ora.

Un Menù Alternativo

Per quanto riguarda il menù mi allontano da quello tipicamente italiano, che il più delle volte prevede lasagne, antipasti e diversi secondi. Per il pranzo di festa preparo un enorme tacchino ripieno, quello che solitamente viene consumato per celebrare il giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti. Lo faccio precedere da diversi antipastini sfiziosi. Poi lo servo accompagnato da tanti contorni, come piselli, patate dolci, cavoletti di Bruxelles e puree.

Il Momento dell'Aperitivo

Al di là del pranzo in sé, l’elemento fondamentale che a mio avviso non deve mai mancare in questo giorno così speciale è il momento dell’aperitivo. Solitamente gli ospiti non arrivano mai tutti alla stessa ora. Intrattenerli con un bel bicchiere di bollicine fresche e qualche stuzzichino è il modo migliore per coccolarli e dare inizio alla magia del Natale. C’è ancora. Proprio come quando ero bambina, i miei fratelli iniziano a cantare e suonare. Ora si aggiungono al «momento karaoke» anche tutti i nipoti e mia figlia Matilde, che di sicuro non ha ereditato da me questa dote.

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Il Ricordo della Nonna e l'Amore per la Cucina

Quella in famiglia, quando ero bambina, non mancava mai. Soprattutto in occasione delle ricorrenze veniva fuori l’anima goliardica e gioiosa dei parenti. Mio fratello Roberto prendeva la chitarra e iniziava a suonare. Il giorno di Natale era l’esempio perfetto di quelli che erano i nostri pranzi tutti insieme. Oltre alla musica, quel che non mancava mai era il buon cibo, quello della nonna. Era lei, infatti, dopo ore e ore ai fornelli, a deliziarci con il suo menù. C’era tantissimo amore nei suoi piatti e proprio per quello erano così buoni. Credo proprio di sì. È da lei che ho attinto la mia passione per la cucina.

La gioia per i fornelli, per le ricette è un qualcosa che ha sempre vissuto dentro di me e mi ha tenuto compagnia lungo tutto il percorso della mia vita. Dall’università ai viaggi, ai primi anni da giornalista, qualsiasi fase del mio percorso è stato scandito da ricette ed esperimenti ai fornelli. A posteriori, direi che ho scelto molto bene. Credo proprio che tutte le persone che mi hanno seguita in questi anni l’abbiano fatto proprio perché hanno colto quella gioia e quella semplicità nel maneggiare il cibo tramandatami da mia nonna. Io, come riteneva lei, penso che cucinare sia un grande atto d’amore.

Nella torta di mele l’ingrediente indispensabile è l’amore incondizionato di mamma nei confronti dei propri figli. Nel tacchino ripieno, che preparo per il pranzo di Natale, il senso di calore e condivisione che solo la famiglia è in grado di dare. È compito mio preparare il banchetto del giorno di Natale.

L'Evoluzione degli Chef e la Comunicazione in Cucina

C'è chi si definisce food blogger e chi food influencer. C'è chi preferisce l'appellativo di creator e chi non rinuncia a quello di cuoco. Qualsiasi siano i titoli scelti, gli chef sono diventati le nuove celebrità dell'ultimo decennio. Al pari degli artisti, hanno il loro seguito sui social e in tv. Vengono riconosciuti per strada e fermati per selfie e autografi. E, sempre pronti a scatenarsi ai fornelli, condividono con piacere un pezzetto del proprio sapere con un pubblico sempre più curioso. Sono questi forse i nuovi confini della comunicazione, che si estendono al settore culinario, mettendo in luce come anche la cucina sia uno strumento di espressione preziosissimo.

"Sicuramente portare la cucina in televisione ha avvicinato tanto anche il mondo degli chef stellati alle persone comuni. Al giorno d'oggi le persone sono molto più preparate, sanno scegliere gli ingredienti, sanno capire quali sono quelli validi e quali invece non lo sono, e questo ha contribuito ad avvicinare il pubblico a questo mondo". A raccontarci il suo punto di vista sulla cucina e sull'evoluzione della figura dello chef è Damiano Carrara, pasticciere di fama internazionale, che ha iniziato a farsi conoscere prima in California che in Italia.

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