Torta Salata con Erbette Senza Ricotta: Una Ricetta Semplice e Gustosa

La torta salata con erbette è un piatto versatile e delizioso, perfetto come antipasto, piatto unico per una cena informale o per arricchire un buffet. Questa versione, preparata senza ricotta, è un'alternativa più leggera e genuina alla classica torta salata.

Ingredienti Principali

  • Erbette fresche
  • Farina
  • Burro (o olio)
  • Uova
  • Latte
  • Parmigiano

Preparazione dell'Impasto

Per l’impasto, setacciate la farina e aggiungete il sale e il burro (o l’olio). Lavorate fino a quando il burro non si sarà sbriciolato (nel caso dell’olio basterà amalgamare). Prendete l’impasto e stendetelo con il mattarello. Dovrete fare una sfoglia molto sottile. L’impasto è un po’ resistente ma anche molto elastico. Ungete d’olio la tortiera e adagiatevi l’impasto. Bucherellate il fondo.

Preparazione del Ripieno

Le erbette sono un tipo di bietola con il gambo tenero e sottile, con la foglia non troppo grande e di un colore verde più chiaro rispetto a quello delle bietole classiche. Sono chiamate anche bietole da taglio o da foglia e hanno un sapore più delicato rispetto a quello delle bietole da costa. Siccome non uso formaggio, l’ho sostituito con del pan bauletto bianco ammollato nel latte. È lo stesso espediente che uso anche per preparare la frittata. In questo modo ottengo un ripieno morbido e ben amalgamato.

Per il ripieno: lavate bene le erbette e affettatele sottili, gambi compresi, visto che sono molto teneri. Rimuovete solo la parte finale del gambo, quella vicina al taglio, che potrebbe essere rovinata.Versate un filo d’olio in padella e aggiungete l’aglio. Fatelo rosolare leggermente e poi aggiungete le erbette. Salate.Cuocetele per circa 10-15′, facendo asciugare completamente l’acqua di cottura. Se le erbette dovessero risultare già cotte ma ci fosse ancora acqua di vegetazione in padella, scolatele in un setaccio e strizzatele molto bene. Lasciatele intiepidire le erbette.

Spezzettate il pancarrè in una ciotola e versateci sopra il latte. Amalgamate bene il pane con il latte. Poi aggiungete l’uovo, le erbette, le foglie di maggiorana e mescolate bene il tutto. Regolate di sale se necessario.

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Assemblaggio e Cottura

Dividete la pasta a metà circa e stendete una parte in una sfoglia di circa 3-4 mm di spessore. Ungete leggermente, ma accuratamente, con un po’ d’olio uno stampo da crostata da 25 cm di diametro. Foderate con la pasta. Versate il ripieno nello stampo e livellatelo. Stendete l’altra metà di pasta a 2-3 mm di spessore e sigillate bene i bordi.

Quanto alla parte sopra, ho deciso di fare delle strisce tipo crostata. Per fare più veloce ho tirato l’impasto con la macchinetta della pasta per ottenere delle sfoglie molto sottili. Cuocete in forno statico preriscaldato a 200° per 30-40 minuti.

Consigli e Varianti

Questa torta salata con le bietole si prepara con pochi e semplici ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia già pronta, la bietola e lo stracchino. A quel punto si prepara un guscio di sfoglia sistemando il rotolo su una teglia e forando la base, così che non si gonfi in cottura.

  • Servire: La torta salata bietole e formaggio si può servire tiepida, a temperatura ambiente ed è ottima persino fredda di frigo.
  • Conservazione: Una volta pronta si conserva in frigo per 2 giorni circa.
  • Varianti: Per arricchire ulteriormente il ripieno, si possono aggiungere altri ingredienti come prosciutto cotto a cubetti o mozzarella.

La torta salata alle bietole è un piatto versatile che possiamo servire come antipasto o anche come piatto unico per una cena informale.

Un po' di storia

L’origine delle torte salate risale probabilmente al periodo classico, ed è legata ad una cucina di sussistenza, dove i piatti nascevano dalla necessità di rendere commestibili verdure troppo amare o pezzi di carne di scarso pregio. Il riscatto arriva in età imperiale, dove invece le torte salate troneggiano nei banchetti delle classi sociali elevate dell’epoca.

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All’inizio il guscio di pasta serviva solo da “recipiente” di cottura: lo scopo era proteggere il ripieno dalle alte temperature dei forni, quindi di solito era di alto spessore e immangiabile. E’ probabile che il guscio fosse di farina impastata con acqua e che la sua funzione si esaurisse con il servizio, dove fungeva anche da piatto da portata. Gli scrigni di pasta si prestarono all’imperativo di stupire i commensali, dando mostra ai banchetti del potere del padrone di casa. Così si riempivano delle sorprese più straordinarie, come uccelli che si libravano in volo al taglio della prima fetta, oppure nani di corte. Dai ricettari rinascimentali si evince che fosse l’occhio a godere di queste meraviglie più che il palato. Spesso l’obiettivo del cuoco era nascondere il vero sapore degli alimenti che avevano problemi di conservazione.

Nonostante tutto però le torte salate non tramontarono. In seguito ebbero un ulteriore slancio, perchè con l’avvento degli stampi in ceramica prima, in acciaio poi, si rese possibile fare sfoglie più sottili e gustose. In seguito, le ghiacciaie e i frigoriferi, resero possibili conservazioni più idonee degli alimenti e restituirono in pieno la dignità del gusto a queste preparazioni.

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