Brutti Ma Buoni: Ricetta e Origine di un Classico della Pasticceria Italiana

“L’apparenza inganna” recita l’adagio popolare e i brutti ma buoni ne sono la dimostrazione. Proprio come nelle fiabe, sotto l’aspetto grezzo e irregolare di questi biscotti si cela una bontà pura e genuina! Sarà per questo motivo che riscuotono sempre un grande successo e appartengono ormai di diritto alla tradizione dolciaria di tutto lo Stivale, soprattutto nel periodo natalizio!

Origini e Storia dei Brutti Ma Buoni

I Brutti ma Buoni (Brutti e buoni) sono dei golosi biscotti alle nocciole e albumi tipici del Nord Italia, in particolare del Piemonte; che prendono il loro nome dall’aspetto “irregolare” , grezzo e dunque brutto, ma assolutamente delizioso al palato! Come ogni ricetta tradizionale ne esistono diverse versioni a seconda della regione italiana in cui vengono realizzati; come ad esempio i Bruttiboni di Prato, conosciuti anche come i mandorlati di San Clemente, che si assomigliano nell’aspetto, ma vengono preparati con le mandorle.

La storia dei Brutti ma Buoni affonda le radici nel passato, quando venivano preparati con ingredienti semplici e genuini. I toscani, ed in particolare i pratesi, rivendicano la paternità della ricetta. Li considerano i “fratelli” dei loro famosi cantuccini, i biscotti alle mandorle detti anche “ossi di morto” o “fave dei morti”. In Toscana però ci sono controversie sul fatto che questi dolcetti siano nati a Prato, poiché anche Lucchesi e Pistoiesi rivendicano l’origine di questi biscotti.

Ad ogni modo tralasciando i campanilismi toscani, molto probabilmente, come riportato su alcuni testi di storia della cucina, i Brutti ma Buoni non hanno origini Toscane ma bensì Piemontesi. Entrano a far parte della tradizione culinaria toscana, quando alcuni facoltosi fiorentini li importano dal Piemonte a Firenze durante gli anni del XIX secolo in cui questa città era la capitale d’Italia.

Il nome Brutti ma buoni deriva dalla loro particolare forma e aspetto. Durante la preparazione, i biscotti tendono a spianarsi e a formare delle piccole creste e imperfezioni sulla superficie, conferendo loro un aspetto rustico e irregolare. Tuttavia, nonostante il loro aspetto poco attraente, i “Brutti ma buoni” conquistano tutti al primo morso grazie al loro sapore delizioso.

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Nonostante il nome dialettale tipicamente piemontese, la paternità di questi biscotti, certamente tipici della trazione gastronomica italiana, è contesa tra due regioni: Secondo alcune fonti sono nati nel 1878 nella pasticceria di Costantino Veniani nella lombarda Gaviarate in provincia di Varese. Mentre per altre, invece sembrano essere originari di Borgomanero, cittadina piemontese in provincia di Novara.

Singolari anche queste due caratteristiche figure che rappresentano, quali maschere tradizionali, la nostra Città. La denominazione “Brutto ma buono”, deriva dal dolce tipico della città, creato, casualmente, con chiara d’uovo e zucchero.

La Ricetta Originale Toscana

I brutti ma buoni della ricetta tradizionale toscana sono preparati con un impasto a base di mandorle tritate, uova e zucchero. Si tratta di un dolce genuino e semplice da fare, anche se la preparazione prevede una doppia cottura. Scottate le mandorle in acqua bollente, pelate e tostate nel forno. Poi tritate finemente fino ad ottenere una granella. Montate gli albumi d’uovo a neve ferma.

Poi unite gradualmente lo zucchero, la vanillina e la cannella e la scorza di limone. Per favorire questo processo aggiungete poche gocce di limone. Quando avrete ottenuto un composto bianco e ben sodo, aggiungete le mandorle tritate. Trasferite l’impasto ottenuto in una pentola dal fondo spesso. Scaldate il composto di mandorle sul fuoco bassissimi, mescolando continuamente, in modo da farlo asciugare. Ci vorrà circa mezzora.

Preriscaldate il forno a 180° e fatevi cuocere i biscotti per circa 30 minuti.

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Ricetta Brutti ma Buoni Passo Passo

Si tratta di una preparazione facilissima e veloce ; bastano pochi minuti per realizzare una meringa di albumi e zucchero poi aggiungere le nocciole ridotte in granella; formare i brutti ma buoni con 1 cucchiaio e infine cuocere in forno! Seguite tutti i consigli passo passo e preparerete in casa dei Brutti ma buoni favolosi!

Ingredienti

  • 6 albumi
  • 500 gr. di zucchero
  • 80 gr. di nocciole
  • 80 gr. di mandorle

Preparazione

  1. Iniziate separando sei albumi e sbatteteli a neve utilizzando una frusta.
  2. Aggiungete quindi almeno 500 grammi di zucchero e continuate a montare fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso.
  3. Tritate ora finemente 80 grammi di mandorle e nocciole avellane tostate. Se volete tostare a casa le nocciole e le mandorle trovate il procedimento da seguire in questo articolo nelle sezioni “Tostare le nocciole” e “Tostare le mandorle”
  4. Mettete il composto di albumi e zucchero sul fuoco a bagnomaria e fatelo riscaldare finché diventa denso.
  5. Prendete un cucchiaio e usatelo come misurino per disporre piccole porzioni dell’impasto su una teglia leggermente unta con burro ed infarinata.
  6. Preriscaldate il forno a calore moderato, non oltre i 140 gradi.
  7. Mettete i biscotti in forno e lasciateli asciugare più che cuocere, per circa 40 minuti. Questa è la fase cruciale della preparazione.
  8. Sfornate quindi i biscotti e lasciateli raffreddare completamente sulla teglia prima di rimuoverli.

Se avete seguito alla lettera questi semplici passaggi, i dolcetti risulteranno friabili all’esterno e morbidi all’interno, pronti per deliziare il palato di chiunque li assaggi!

Consigli Utili

Quando la cottura dei vostri Brutti ma buoni è terminata, potete aromatizzarli a vostro piacimento, utilizzando la cannella, la vaniglia, la buccia di arancia o limone, ma anche con liquori come menta, Strega o sassolino. Per una varietà di gusti, il consiglio è di dividere l’impasto in porzioni e personalizzarle con diversi aromi.

L’ultimo consiglio che vi diamo è come potete conservare i brutti ma buoni; il miglio metodo è conservali a temperatura ambiente utilizzando un contenitore ermetico o in una scatola di latta per mantenerli freschi.

I brutti ma buoni sono biscotti di origine piemontese o lombarda la cui squisitezza va oltre ogni effimera apparenza. Oggi, a dire il vero, sono diffusi un pò in tutta Italia, anche se in varie versioni.

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Alternative agli Ingredienti

La dose di zucchero può variare, da pari peso delle nocciole fino a scendere ai 200 g. Il risultato sarà leggermente diverso, ma ugualmente buonissimo. E’ solo una questione di gusto personale. Posso dirvi che una maggiore dose di zucchero li rende ancora più croccanti.

Fave dei Morti: Un Antico Precursore

Nell’opera “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” Pellegrino Artusi, troviamo la ricetta delle “Fave dei Morti“, è la n° 622. Come detto poco sopra nell’articolo, questi dolcetti nati dalla tradizione della Roma antica, venivano preparati e distribuiti al popolo durante i funerali. Fave dei Morti che possono essere considerati i precursori dei nostri Brutti ma Buoni, infatti sono molto simili.

Estratto della ricetta delle Fave dei Morti di Artusi:

Mandorle dolci, grammi 200. Zucchero a velo, grammi 200. Chiare d’uovo, n. 2. Odore di scorza di limone o d’altro. Per le due prime sbucciate le mandorle e pestatele collo zucchero alla grossezza di mezzo chicco di riso. Mettetele in mezzo alla farina insieme cogli altri ingredienti e formatene una pasta alquanto morbida con quel tanto di rosolio o d’acquavite che occorre. Poi riducetela a piccole pastine, in forma di una grossa fava, che risulteranno in numero di 60 o 70 per ogni ricetta. Disponetele in una teglia di rame unta prima col lardo o col burro e spolverizzata di farina; doratele coll’uovo. Cuocetele al forno o al forno da campagna, osservando che, essendo piccole, cuociono presto. Per la terza seccate le mandorle al sole o al fuoco e pestatele fini nel mortaio con le chiare d’uovo versate a poco per volta. Aggiungete per ultimo lo zucchero e mescolando con una mano impastatele. Dopo versate la pasta sulla spianatoia sopra a un velo sottilissimo di farina per poggiarla a guisa di un bastone rotondo, che dividerete in 40 parti o più per dar loro la forma di fave che cuocerete come le antecedenti.

Tempi e Costi

Tempo Preparazione 15 minuti
Tempo Cottura 40 minuti
Tempo Totale 55 minuti
Difficoltà facile
Costo basso
Dosi 8 persone

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