Il Parrozzo è un dolce abruzzese originario di Pescara, morbido e delizioso, perfetto come dolce per colazione e merenda. È impossibile non riconoscere il parrozzo abruzzese per via della sua forma a semisfera.
Origini e Storia
La ricetta del parrozzo veniva preparata durante le Feste come dolce di Natale, anche se ormai questo zuccotto viene realizzato anche durante l’anno. Il parrozzo è anche chiamato Parrozzo D’Amico per il suo inventore, il pasticcere Luigi D’Amico che voleva realizzare un dolce simile al pane rozzo (panrozzo), una pagnotta semisferica preparata dai contadini.
A ispirare D’Amico in questa creazione sarebbe stato un pane rustico, detto “pane rozzo”, che veniva preparato dai contadini abruzzesi con il granoturco. Da qui il nome “parrozzo”.
Apprezzatissimo dallo scrittore e poeta pescarese Gabriele d’Annunzio, il parrozzo è diventato col tempo una vera icona della cucina abruzzese e uno dei dolci più rappresentativi del periodo natalizio. Trionfa in pasticcerie e forni, ma sono ancora in tantissimi a prepararlo in casa.
Il parrozzo amato da Gabriele d'Annunzio:
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«È finita la vigilia. Forse a quest’ora tutta la gente è in gozzoviglia. Io sono digiuno da 48 ore. Vado a cercare un parrozzetto. Lo apro, lo mangio. Assaporo in esso - sotto la specie dell’amarezza - sub specie amaritudinis - il Natale d’Infanzia».
Scriveva così Gabriele d’Annunzio nelle pagine del libro Di me a me stesso. Dolce di contrasti, il Parrozzo pescarese: scuro fuori, chiaro all’interno, coriaceo e morbido al tempo stesso. Un po’ come gli abruzzesi.
Parafrasando una quartina di Dante Alighieri, il Vate lo ribattezzò usbergo, scudo: «Dice Dante che là da Tagliacozzo, ove senz’arme vinse il vecchio Alardo, Curradino avrìe vinto quel leccardo se abbuto avessi usbergo di Parrozzo».
Era il 1927 e proprio in quell’anno fu inaugurato il Ritrovo del Parrozzo, in seguito distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. Si trovava nella piazza Garibaldi di Pescara, non lontano dalla casa natale di D’Annunzio.
Caratteristiche del Parrozzo
Il Parrozzo abruzzese - Luigi D’Amico è un prodotto da forno non lievitato: pasta montata a base di Farina di Mandorle ed aromi naturali; forma semisferica e ricopertura di fine cioccolato fondente. Al palato il sapore di mandorle si scioglie nel Cioccolato Fondente belga di alta qualità, con un 37% - 39% di burro di cacao.
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La ricetta panrozzo che vi propongo si ispira al panrozzo abruzzese ricetta originale. Il panrozzo dolce è formato da un impasto soffice a base di semolino e mandorle che viene cotto all’interno dello stampo zuccotto e ricoperto di glassa al cioccolato fondente.
Gli ingredienti per la ricetta tradizionale abruzzese sono il semolino o, in alternativa, la farina gialla, a cui vengono aggiunti uova, zucchero, mandorle tritate, buccia di arancia o di limone, senza dimenticare il cioccolato fondente per la copertura.
Ricetta e Preparazione
Ingredienti
- Semolino o farina gialla
- Uova
- Zucchero
- Mandorle tritate
- Buccia di arancia o di limone
- Cioccolato fondente
Preparazione
- Tritate molto bene le mandorle e unitele al semolino.
- Separate i tuorli dagli albumi, quindi mescolate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
- Unite al composto di tuorli e zucchero quello di mandorle tritate e semolino, la scorza del limone e il liquore.
- In una ciotola a parte montare a neve l’albume con lo zucchero fino a che si otterrà un composto ben montato e voluminoso.
- Ungere con lo spray staccante uno stampo per zuccotto del diametro di 22 cm e alto 10-11 cm circa, in alternativa andrà bene ungere lo stampo con il burro e poi infarinarlo.
- Imburrare ed infarinare lo stampo e portare il forno statico preriscaldato a una temperatura di 175° per circa 1 ora.
- Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°C per circa 65 minuti nel primo ripiano in basso.
- Sfornate, lasciate intiepidire ed estraete il parrozzo dallo stampo.
- Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria e, quando il parrozzo sarà ben raffreddato, ponetelo su una griglia sotto la quale avrete sistemato un piatto grande o un vassoio.
- Posizionare la gratella con sopra il panrozzo sopra una teglia pulita, di modo che poi si potrà andare a recuperare eventuali eccessi di glassa.
- Spalmate quindi la glassa di cioccolato sul parrozzo, aiutandovi con una spatola per distribuirla in maniera uniforme.
- Quando la glassa al cioccolato avrà raggiunto 32°C circa versarla tutta sulla superficie in centro in modo che coli sulla semisfera coprendola completamente.
Consigli e Varianti
L’aroma di mandorle amara e il liquore all’amaretto sono due ingredienti che aiutano a conferire al dolce il tipico sapore del parrozzo. La ricetta originale prevede una glassatura fatta quasi completamente da cioccolato fondente fuso con una piccola aggiunta di burro o olio.
Puoi preparare la farina di mandorle in casa. Tosta le mandorle, falle raffreddare e tritale in un mixer con 60 g di zucchero presi dalla ricetta (30 g dallo zucchero dei tuorli e 30 g dallo zucchero degli albumi).
Un trucchetto per tenere fermo lo stampo semisferico da zuccotto può essere quello di mettere alla base uno stampino tondo in acciaio, ad esempio quelli che si usano per i biscotti.
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Conservazione
Il parrozzo si conserva fino a 3-4 giorni in frigo, possibilmente coperto con una cupola per dolci. Nelle stagioni non troppo calde, se si consuma in giornata, è possibile conservare il parrozzo a temperatura ambiente, in questo modo resterà anche più soffice rispetto alla conservazione in frigo.
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Panrozzini Abruzzesi: la versione monoporzione
I panrozzini abruzzesi sono, come dice il nome stesso, dei dolcetti abruzzesi e non sono altro che la versione monoporzione del famoso PANROZZO. La ricetta panrozzini, proprio come il panrozzo abruzzese, è formata da un impasto soffice a base di semolino e mandorle che viene cotto all’interno degli stampi per semisfere. Una volta sfornati e raffreddati i panrozzini dolci vengono ricoperti di glassa al cioccolato fondente.
Vi assicuro che una volta provati questi dolci abruzzesi verrete conquistati al primo morso!
Preparazione dei Panrozzini
- Ungere con spray staccante 6-7 stampini semisferici con base del diametro di 7,5 cm e altezza 4 cm circa. Se non si possiede lo spray staccante, in alternativa, si possono imburrare e infarinare.
- Posizionare gli stampi sulla teglia da forno.
- Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°C per 35 minuti circa, nel primo ripiano in basso.
- Una volta che sono cotti sfornarli, lasciarli intiepidire e poi sformarli.
- Preparare mezza dose di glassa al cioccolato della mia ricetta del PANROZZO, basterà dimezzare tutte le dosi e seguire lo stesso procedimento.
- Disporre i mini panrozzi su una gratella, mettendo alla base una teglia pulita per poter recuperare eventuali eccessi di glassa.
- Quando il composto avrà raggiunto la temperatura indicata, versare la glassa sulla superficie di ogni semisfera in modo da glassare completamente la superficie.
Conservazione dei Panrozzini
I mini panrozzi si conservano fino a 3-4 giorni in frigo, possibilmente coperti con una cupola per dolci. Nelle stagioni non troppo calde, se si consumano in giornata, è possibile conservare i mini panrozzi a temperatura ambiente, in questo modo resteranno anche più soffici rispetto alla conservazione in frigo.
Abbinamenti Consigliati
CONSIGLI D’USO: Ottimo a prima colazione, dopo i pasti o durante la giornata come spuntino. Il sapore delicato del Parrozzo è esaltato dall’accompagnamento di vini dolci e profumati, liquori, bevande calde.
Luigi D'Amico: Il Pioniere del Parrozzo
La Ditta Luigi D’Amico sorge nella metà del secolo XIX, a Pescara, nell’antico centro storico di C.so Manthonè. Pescara è la città più popolosa d’Abruzzo con i suoi 120000 abitanti.
Alternative al Parrozzo
Se dopo aver provato il parrozzo di pescara volete realizzare un’altra ricetta zuccotto vi consiglio lo ZUCCOTTO MIMOSA, lo ZUCCOTTO MIMOSA AL CIOCCOLATO E LAMPONI e lo ZUCCOTTO DI PANDORO, uno zuccotto di natale buonissimo.
Come dolci tipici italiani, oltre al parrozzo dolce abruzzese, vi suggerisco la SBRISOLONA, la CASSATA SICILIANA, la PASTIERA e l’AMOR POLENTA.
Se dopo aver preparato i panrozzetti volete realizzare altri dolci tipici italiani vi consiglio i CANNOLI SICILIANI, i MARITOZZI, l’AMOR POLENTA e i BRUTTI MA BUONI.
Come semisfere dolci non perdetevi le CAMILLE, le SEMISFERE AL CIOCCOLATO, la MOUSSE AL CIOCCOLATO BIANCO e la SEMISFERA DI MOUSSE AL CIOCCOLATO, tutti dolci monoporzione deliziosi.
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