Spaghetti Gialli di Zia Cri: Una Ricetta Semplice e Gustosa

Questa ricetta arriva dal blog di Clara, sempre ricco di spunti veloci e gustosi. Lei è una ragazza eccezionale, con un cuore grande come una casa. Da lei prendo sempre tanti spunti. Poi naturalmente adatto le sue ricette alle mie materie prime e alle mie capacità. Per esempio lei usa pasta industriale (sono anni che compro esclusivamente spaghetti e qualche volte le trofie, troppo lunghe da fare in casa) e piselli in scatola. io non amo molto i prodotti confezionati e salvo casi estremi preferisco utilizzare quelli freschi, al massimo prendo i surgelati. Eccovi comunque la ricetta di oggi.

Ingredienti e Preparazione

Prima cosa ho sbucciato i piselli e li ho scottati in poca acqua in ebollizione. Io non la salo l’acqua perchè altrimenti si indurisce la buccia. Poi li ho passati con il mixer, tenendone da parte una mestolata. Ho messo pochissima cipolla con un goccio di olio in una pentolina e aggiunto la crema di piselli e i piselli interi. Li ho salati e pepati, cucinati a cottura e spento il gas.

Quindi ho preparato la pasta con la semola, lo zafferano e acqua a sufficenza per avere un panetto sodo ma morbido. Ho lasciato riposare per circa 30 minuti, coperto per non far prendere aria. Quindi ho formato i miei cavatelli, formando prima un cordone con la pasta, poi tagliando a tocchetti e strisciandoli sul piccolo tagliere dei gnocchi. Li ho posati su un largo vassoio, il tempo di dedicarmi al sugo.

In una larga padella (che poi conterrà anche la pasta) ho fatto imbiondire un altro pezzetto di cipolla affettata sottilmente, ho aggiunto il tonno sgocciolato dal suo olio, ho sfumato con il vino bianco. Ho aggiunto il composto di piselli.

Nel frattempo l’acqua della pasta era a ebollizione e ho calato i miei cavatelli. Quando sono venuti a galla li ho prelevati con un mestolo forato e calati nella padella insieme al condimento. Ho fatto saltare tutto insieme e servito accompagnando a del grana per chi lo gradisce. Io niente grana. Secondo me è ottimo così con il dolce dei piselli e il sapore intenso del tonno. Davvero un ottimo piatto. Grazie Clara.

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Si vede quanto è goloso e succulento?

Tagliolini alla Curcuma con Gamberi e Arancia

Dalle ricette E’ sempre mezzogiorno per il Natale la ricetta dei tagliolini alla curcuma con gamberi e arancia di Daniele Persegani e Zia Cri. Una ricetta a quattro mani per un primo piatto per le feste di Natale e Capodanno, un goloso piatto di pasta da non perdere. In tanti per i pranzi e i cenoni di Natale e Capodanno scelgono ricette a base di pesce e questa ricetta E’ sempre mezzogiorno dei tagliolini gialli con arancia e gamberi è davvero perfetta. Un piatto colorato tra le ricette di Natale.

Preparazione dei Tagliolini

Iniziamo dalla pasta fresca, dai tagliolini e impastiamo la farina 00 con gli albumi, la curcuma e l’olio di semi di girasole. Sciogliamo il burro nel tegame con il timo. Lessiamo la pasta in acqua bollente e salata, scoliamo e versiamo nel tegame con la salsa, completiamo con le scorzette e timo fresco.

Cappelletti: Un Formato di Pasta Ripiena

Formato di pasta all’uovo ripiena, i cappelletti sono detti così per la forma a cappello. Prepararli non è difficile, si tratta solo di avere pazienza e prendere la mano. Si comincia dalla sfoglia che si taglia in quadrati, poi si continua con il ripieno che si mette al centro della pasta. Quindi si piega la pasta a triangolo e si sigillano le estremità.

La ricetta tradizionale vuole che i cappelletti siano in brodo, ma ci si può sbizzarrire anche in base alla regione in cui si abita. Diversi dai tortellini per forma e dimensioni, i cappelletti, che sono più grandi, nascono in Emilia Romagna, tra Cesena, Ferrara e Reggio Emilia. Ma anche le Marche vantano una grande tradizione. Nel tempo questo piatto si è poi diffuso in tutta Italia, diventando una ricetta tipica di molte città.

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Un riferimento ai cappelletti, datato 1556, arriva da Ferrara. Da messer Messisbugo, per l’esattezza, cuoco alla corte estense di Alfonso I d’Este. La ricetta tradizionale del ripieno, si legge, prevede: carni di pollo, maiale, vitello o manzo (oltre a guanciale e cotechino), parmigiano, uova e noce moscata. La preparazione della pasta sfoglia, invece, è riconducibile a quella degli altri tipi di pasta ripiena.

A Ferrara e dintorni è possibile imbattersi nei caplìt, con ripieno di carne e formaggi, perfetti in brodo; e nei caplàz il cui ripieno a base di zucca si sposa meravigliosamente con il ragù.

Cappelletti in Romagna

Altra zona, sempre della regione Emilia Romagna, altre storie e tradizioni. In Romagna, ad esempio, il Cucinario di un’antica famiglia nobiliare di Lugo, scritto dal conte Giovanni Manzoni, riporta sette ricette diverse. I caplét, ad esempio, sono tipici nella zona che va da Imola a Cattolica e il ripieno può essere a base di carne o formaggi: la prima nell’imolese, i secondi, arricchiti da noce moscata e scorza di limone grattugiata, in qualche caso con aggiunta di petto di cappone o altra carne, nel resto della Romagna.

Il padre della cucina italiana Pellegrino Artusi, che era di Forlimpopoli, ne La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, scrive dei « cappelletti all’uso di Romagna», con ripieno a base di ricotta (o ricotta e raviggiolo), petto di cappone o lombata di maiale. Come li cucina? In brodo di cappone.

Nel faentino, infine, i cappelletti sono ripieni di formaggi morbidi, parmigiano, noce moscata e si consumano in brodo di pollo. La carne in questo caso è bandita.

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Da sempre preparati in casa, in queste zone i cappelletti sono ripieni di carni stufate insaporite da sedano, carota e poca cipolla passati al tritacarne. C’è chi vi aggiunge uova crude, formaggio stagionato grattugiato, noce moscata e scorza di limone. Sono ottimi in brodo mentre asciutti, con ragù di carne o altra salsa, sono subentrati solo in un secondo momento.

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