Avete mai sentito parlare della torta degli addobbi? Forse non conoscete questa torta, molto famosa, sotto questo nome, ma sono sicura che appena vi svelo come viene chiamata, dai più, esclamerete che la conoscete eccome! Finalmente sono riuscita a pubblicare la ricetta della torta di riso bolognese.
Uno dei dolci tipici del territorio, che ci ha resi famosi e che offriamo volentieri, come fine pasto, ai numerosi turisti che vogliono degustare un menù tradizionale. Dietro a queste righe, da parte mia c’è stato un lavoro di tenace ricerca, e a forza di chiedere, sono riuscita nel mio intento: finalmente, tramite un caro amico di famiglia, ho trovato la ricetta perfetta, che tra l’altro, è molto antica e appartiene a sua madre.
Il bello di questo mio blog, è anche la parte storica che riguarda proprio queste ricette speciali della tradizione, e soprattutto la generosità delle persone, che ad un certo punto, decidono di regalarle a me, a voi, affinché si possa tenere viva la memoria e quei sapori ancestrali della mia terra.
Origini e Tradizioni
La torta di riso dolce è legata alla festa religiosa del Corpus Domini; una ricorrenza religiosa, che risale alla fine del 1200. In questa occasione, le finestre delle case bolognesi venivano addobbate con i drappi di tessuto rosso, a ricordare il lino macchiato del sangue di Gesù, e bordati di passamaneria dorata. Al termine delle funzioni l’usanza vuole che venisse servita questa torta di riso, tagliata a rombi. Ed ecco qui svelata l’origine del nome di torta degli addobbi.
La torta di riso, noi bolognesi, la mangiamo tutto l’anno. Naturalmente, esiste una ricetta originale depositata, e come accade per altre nostre ricette, ogni famiglia ha la sua versione più o meno ricca. Qui per voi una versione strepitosa.
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Si tratta di un dolce dalle origini antichissime; che veniva preparato a Bologna, già intorno al 1400, in occasione del Corpus domini, fine maggio; momento in cui balconi e finestre venivano addobbati a festa con drappi colorati e si offriva questo dolce tagliato a rombi a parenti ed amici!
Quando gustarla
Vi starete sicuramente chiedendo perché lo ripropongo adesso? Perché è un dolce che è davvero buono consumato freddo, subito dopo averlo estratto dal frigorifero, e quindi secondo me, perfetto per la stagione più calda. Affinché lo si possa degustare al massimo del suo potenziale, è bene prepararlo in anticipo e farlo stare al fresco almeno un giorno. In questo modo i sapori si incontrano e si fondono. Il risultato è davvero celestiale.
Fresca e delicata, la Torta di riso è perfetta da servire come dessert per tutte le stagioni, in particolare in primavera e per la Santa Pasqua! Dal momento che la sua caratteristica è: più passa il tempo, più diventa buona, è ideale da trasportare in gita e scampagnate fuori porta, oltre che per merende squisite, magari da servire con un buon te! Essendo senza glutine è adatta anche ai celiaci proprio come la Torta Caprese.
Varianti e Consigli
L’usanza dalle mie parti prevede di bucherellare il dolce già cotto, con uno stecchino, e spennellarlo con del liquore alla mandorla amara, ma c’è chi usa il Misto per Dolci, oppure una miscela di mandorla amara e alchermes, per poi coprirla con una leggera pioggia di zucchero a velo, che permette a questa torta di avere l’inconfondibile crosticina dolce.
Normalmente la tradizione prevede che si tagli a rombi, io ho scelto dei quadrati per praticità e necessità estetiche. Come ogni ricetta tradizionale, esistono tante versioni. Con canditi, aggiunta di pinoli, liquore alla mandorla, al cioccolato! Quella che vi regalo oggi, è Ricetta originale della Torta di riso della nonna di una cara bolognese: la Torta di riso classica semplicissima da realizzare e dal risultato strepitoso!
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Il segreto per una Torta di riso perfetta: cremosa al punto giusto e morbidissima è la cottura lenta del riso nel latte e vaniglia. Questo processo consente al riso di ammorbidirsi; scomponendosi da chicchi in crema! Per aromatizzare la torta di riso, io ho scelto liquore all’amaretto che regala un profumo squisito insieme alla vaniglia!
La ricetta la vorrebbe spennellata con liquore alla mandorla amara una volta cotta, ma io ho preferito evitare, perché volevo potesse mangiarla tranquillamente anche mia figlia. Per rendere un po’ più marcato il sapore di mandorla, ho inserito semplicemente tre mandorle amare, come suggerisce anche niente meno che l’Artusi. Questa torta di riso dolce, come avete visto, è banale nell’esecuzione e veramente deliziosa nel sapore, ha tutto il gusto semplice delle cose di una volta.
La farina scarseggia sugli scaffali dei supermercati e il lievito, sia quello di birra che quello per dolci, è ormai introvabile da giorni, sembra che tutti si siano messi a far pane e torte venti quattro ore su ventiquattro. Sarà, ma io avevo voglia lo stesso di preparare un buon dolce, di quelli semplici, casalinghi, genuini. Mi è venuta, allora, in soccorso la torta di riso, di cui, ho scoperto, esistono diverse versioni. Quella che vi propongo oggi è anche chiamata Torta degli Addobbi ed è tipica della zona di Bologna.
Note:
Se volete rendere analcolico il dolce, potete sostituire il liquore con succo di arancia filtrato. In questo modo, potranno mangiarlo anche i bambini!
Ricetta Torta di Riso Bolognese (Torta degli Addobbi)
Ingredienti:
Per 10-12 persone:
- 100 g di riso Arborio o Roma
- 300 g di zucchero semolato
- 150 g di cedro candito
- 150 g di mandorle tostate e pelate
- 100 g di zucchero a velo
- 7-8 amaretti
- 1 litro di latte
- 8 uova
- La scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- Liquore mandorla amara qb
Ingredienti aggiuntivi:
- 1 l latte (meglio se fresco intero)
- 210 g riso Carnaroli
- 80 g zucchero
- 2 uova (grandi)
- 60 g uvetta
- 2 cucchiai rum (facoltativo)
- 15 g scorza di limone (grattugiata - solo la parte gialla di un limone intero)
- q.b. zucchero a velo
Preparazione:
- Per prima cosa portate il latte a bollore in una casseruola con la scorza di limone grattugiata.
- Unite il riso e cuocetelo per il tempo indicato sulla confezione. A metà cottura unite lo zucchero e mescolate per farlo sciogliere. Lasciate raffreddare.
- Quando il composto sarà giunto a temperatura ambiente frullate nel mixer il cedro, le mandorle e gli amaretti. Dovrete ottenere un composto non troppo grossolano, ma nemmeno troppo fine, per ottenere questo risultato il consiglio è quello di procedere ad impulsi. Il concetto qui è che un po’ questi ingredienti si debbano sentire sotto ai denti.
- Uniteli al composto con il riso e il latte e amalgamate, aggiungendo le uova, una alla volta anche le uova.
- Trasferite il tutto all’interno di una teglia rettangolare imburrata e infarinata e livellate.
- Cuocete nel forno già caldo (in modalità statica 170° per circa 45 minuti. Verso la fine della cottura noterete che la torta si sarà un po’ sollevata e che la superficie sarà ben dorata.
- Mettere a bollire nella pentola il riso nel latte e cuocerlo per circa 16 minuti a partire dal bollore avendo cura di girarlo spesso per evitare che si attacchi sul fondo.
- Quando il riso è cotto (la cottura deve essere normale) lasciarlo intiepidire per circa 30 minuti (il riso deve essere tiepido altrimenti le uova si potrebbero rapprendere).
- Aggiungere lo zucchero, le uova precedentemente sbattute per un paio di minuti, il limone grattato, l’uvetta e il rum; se pensate di darla ai bambini il rum va evitato e garantisco che è ugualmente buona.
- La torta di riso è un dolce che tende ad attaccarsi quindi consiglio di foderare tutta la tortiera con carta forno e poi versarvi il composto; battere leggermente la tortiera sul tavolo per livellare.
- Cuocere in forno ventilato per dolci, preriscaldato a 170-180 gradi per 45 minuti circa.
- Lasciare intiepidire la torta prima di trasferirla in un piatto.
- Imburrate e infarinate uno stampo circolare e lasciatelo da parte.
- Versate il latte in una pentola capiente con il fondo alto, unite il sale, la scorza del limone grattugiata e portatelo ad ebollizione.
- Quando comincia a bollire, unite il riso e sempre mescolando portatelo a cottura (il riso deve disfarsi diventando quasi una crema).
- Allontanate adesso dal fuoco e unite lo zucchero, mescolate bene e lasciate raffreddare.
- Una volta freddo, separate i tuorli dagli albumi, unite 3 tuorli e 1 albume al riso e a parte montate i 2 albumi rimasti a neve bene ferma; nel frattempo preriscaldate il forno a 170°C.
- Unite delicatamente gli albumi al composto al riso e versate subito nello stampo.
- Infornate e cuocete per circa 45 minuti, o fino a doratura.
- In una casseruola capiente, mettere a bollire il latte.
- Una volta raggiunto il bollore, unire il riso e portare a cottura, avendo l'accortezza di non scuocerlo.
- Una volta cotto, togliere dal fuoco e unire lo zucchero mescolando con una frusta fino a scioglierlo; i tuorli d'uovo, mettendone dentro uno alla volta e mescolare bene, facendo assorbire il tutto prima di inserire gli altri.
- Imburrare e infarinare una teglia, oppure foderarla con carta forno e versarci il composto.
- Infornare a 180° in forno ventilato e preriscaldato per 45 min, o comunque fino a quando si sarà formata quella crosticina come la crème brulée.
- Fate bollire il latte con un pizzico di sale.
- Ad ebollizione buttate il riso, mescolate ogni tanto e lasciate cuocere otto o nove minuti.
- Spegnete, e quando il tutto si sarà intiepidito, aggiungete lo zucchero, il sassolino o l'anisetta, la scorza di un limone (solo la parte gialla) e le uova.
- Attenzione, però, le uova devono essere versate una alla volta: il secondo uovo va versato quando il primo è stato completamente amalgamato e così via.
- Versate il tutto nello stampo imburrato e infarinato e lasciate riposare per due ore.
- Poi cuocete in forno ben caldo a 180° per circa 50 minuti nella parte media del forno, fino a doratura.
- A temperatura ambiente per circa 3 - 4 giorni. Se fa caldo, potete conservarla anche in frigo!
Consiglio: L'anice o mistrà, è facoltativo. Va a gusto personale. La sua diffusione a Reggio Emilia nasce grazie alle “mondine”, le donne più giovani delle famiglie contadine che nei primi anni del 1900, durante la raccolta del riso, si trasferivano nelle piantagioni delle zone di Vercelli.
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